SBK, Redding: In MotoGP mi dicevano come vestirmi, sono fuori dalla gabbia

"Il motociclismo si sta avvicinando sempre più alla F1, io voglio essere me stesso, anche fumando una sigaretta prima del via. Marquez? Lo odiavo, ora siamo amici"

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È un concentrato di energia allo stato puro e ci vuole ben poco per capirlo. Stiamo ovviamente parlando di Scott Redding, colui che in Ducati ha raccolto il testimone di Alvaro Bautista. Un compito non certo semplice attende il pilota britannico, il quale però non si è voluto nascondere: “Se ho accettato questa sfida è perché so di poterla vincere”.

Lo conosciamo bene Scott, un pilota vecchio stile, che non ama certamente essere politically correct, preferendo dire ciò che pensa senza mezze misure. Dopo la conclusione dell’avventura in MotoGP, il suo destino sembrava essere segnato, tanto che il britannico era pronto a dedicarsi a una delle sue più grandi passioni, ovvero la boxe. Invece ci ha pensato il BSB a farlo rinascere.

In Patria Scott è dovuto tornare sui banchi di scuola, rimboccarsi le maniche e ripartire. Come a dire, fare un passo indietro per poi compierne due avanti. Ha dovuto quindi rivedere il proprio stile di guida, ma non il suo essere. Quello è rimasto lo stesso di sempre, senza troppe maschere. Nei giorni scorsi Scott ha infatti parlato ai colleghi di Speedweek raccontando alcuni suoi aneddoti: “Non potrei mai mostrare il mio personaggio – ha dichiarato - quando sono arrivato nel paddock della MotoGP a 15 anni, guidavamo gli scooter fino a mezzanotte, facendo cose stupide e festeggiando. Ma alla gente non è stato permesso di saperlo, perché in tal caso significherebbe che non sei un professionista. Io però me ne sbatto. In MotoGP mi dicevano cosa fare, che pantaloni e camicia indossare, ma a me non interessava. Io volevo mettermi ciò che mi sentivo”.

Ce n’è poi un altro retroscena legato al BSB: “Vi immaginate cosa sarebbe successo se non avessi vinto quella gara dopo aver fumato una sigaretta prima della partenza? Avrei dovuto sentire tante parole sul fatto che sono o meno un professionista, anche se quella sigaretta non avrebbe comunque condizionato la mia prestazione". Scott si riferisce a una gara vinta nel BSB dopo essersi concesso una sigaretta prima del via, ovvero un atteggiamento tipico dei piloti negli anni 70. Ora però la sua mente è rivolta esclusivamente al presente: "Adesso che inizio questa avventura in Superbike, voglio portare quella che è la mia persona, anche se il mondo delle due ruote si sta avvicinando sempre più alla Formula1”.

Infine non manca una battuta riguardo Marquez, storico rivale ai tempi della Moto2: “In passato ho odiato Marc, ma ora  siamo ottimi amici – ha concluso – la vittoria nel BSB? È stato come fare uscire un cane dalla gabbia”.     

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