MotoGP, ESCLUSIVO - Zarco: "Sogno di essere l'anti Marquez per Ducati"

Il francese sogna in grande: "Il supporto che mi sta dando Ducati mi rende felice. Voglio guadagnarmi il team ufficiale. Con Fellon, il mio ex manager, nessun rapporto: i soldi hanno rovinato tutto"

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Johann Zarco è l'esempio perfetto di ciò che rappresentano le sliding doors nella vita, soprattutto in quella di un pilota. HRC aveva puntato su di lui ad inizio 2018 per affiancare Marquez nella stagione sucessiva, ma il suo manager Fellon scelse la strada di KTM e tutti sappiamo come è andata a finire. C'è poi stata la chance in LCR e si è di nuovo aperta la porta di HRC con il ritiro di Lorenzo, ma di nuovo per il francese è stato impossibile percorrere quella strada. L'arrivo di Alex Marquez alla corte del fratello lo ha tagliato fuori, ma gli ha anche spalancato le porte per entrare nella famiglia Ducati. 

Gigi Dall'Igna lo ha infatti aiutato ad approdare in Avintia e l'ha fatto offrendo garanzie tecniche di alto livello e convincendo Marco Rigamonti a lasciare Suzuki per diventare suo capotecnico. Zarco è dunque stato accolto in Ducati nel miglior modo possibile e di fatto rappresenta il classico uomo in più, destinato a giocarsi in questa stagione le proprie carte per ambire ad arrivare nel team ufficiale nel 2021. L'abbiamo intervistato a Losail, parlando dell'ultimo folle anno della sua carriera e delle prime sensazioni da pilota in sella ad una moto di Borgo Panigale. Al termine della seconda giornata di test ha chiuso con il sesto tempo in classifica ed ottime sensazioni. 

"Sono contento, soprattutto per la giornata di ieri - ha spiegato Johann - è stato un solo giro ma sono felice di aver segnato un tempo che mi consente di poter essere con i migliori. Sono contentissimo di questa opportunità con Ducati, perché ho rischiato tanto e finalmente mi trovo in una situazione in cui sono tranquillo. Ho capito in Malesia che ci sarà tanto da imparare. Spero di poter imparare in fretta, ma devo anche avere pazienza. Se guardiamo il tempo fatto ieri si potrebbe pensare che sono a posto, ma in realtà ci sono tante cose da capire per riuscire ad essere competitivo come Dovizioso che è il riferimento in sella alla Ducati. Mi piace lavorare ed imparare queste cose, perché mi sento bene e sento che il mio gruppo crede tanto in me e questo mi aiuta. Al momento facciamo le cose con semplicità, ed è la prima cosa di cui avevo bisogno adesso".

Attorno a te c'è stato spesso Dall'Igna  sembra che Ducati stia prestando moltissima attenzione al tuo lavoro. 

"Si, e questa sensazione c'è già dall’inverno, quando Gigi ha chiesto a Rigamonti di tornare in Ducati lasciando Suzuki. Hanno fatto il possibile per farlo tornare, ed anche Marco mi ha detto di essere felice di aver ritrovato tanti colleghi con cui aveva lavorato e che si sente di nuovo a casa. Io sono contento di avere al mio fianco un capotecnico che conosce la Ducati ma che ha anche fatto esperienza con Suzuki. Adesso è tornato e può essere importante perché può verificare quanto è cresciuta la Ducati in questi anni. Abbiamo un’ottima dinamica nel box".

Zarco: "Io l'anti Marquez per Ducati? Voglio essere quell'uomo"

Tu sei in un certo senso l'asso nella manica di Ducati. Puoi essere l'anti Marquez per la Casa di Borgo Panigale?

"Si, credo di poterlo essere e sono contentissimo di questo. Il traguardo che mi sono prefissato nella mia carriera è essere in un team ufficiale per poter vincere un mondiale in MotoGP, quindi mi piacerebbe essere quell’uomo. Ma non mi pongo ancora la domanda adesso, è prestissimo e bisogna prima fare tante cose e dimostrare di meritare uno di questi posti buoni nel team ufficiale".

JOHANN ZARCO IN AZIONE A LOSAIL

Nell'ultimo periodo della tua carriera hai avuto davanti tante Sliding Doors. Tra Honda HRC, KTM, Honda LCR. Tante strade diverse che ti hanno portato dove sei ora. Sei felice?

"Sono felice di avere tante persone che credono in me. Non volevo perdere questa mia capacità, penso di avere già sfruttato il mio potenziale in MotoGP ma non fino in fondo. Ad un certo punto ho avuto paura di perdere questa sensazione e questa capacità di andare forte con una MotoGP che invece prima sentivo molto bene". 

Hai già dimostrato di poter essere molto veloce con la Ducati sul giro singolo. Cosa ti manca per esserlo anche sul passo?

"Mi manca di sentirmi comodo in sella e fare tutto in modo un po’ più automatico. Tutto quello che faccio al momento è sotto controllo, non sto ancora guidando in modo naturale. Ci sto lavorando, ma non è una cosa facile da fare. L’esperienza che ho vissuto mi ha anche insegnato quanto è importante sapersi adattare e saper cambiare il proprio stile. Se vuoi rimanere ad un altissimo livello devi essere pronto a cambiare delle cose, non puoi solo fare quello che sapevi già fare". 

Zarco: "Ogni moto ha un'anima. La Honda è molto più simile alla Yamaha di quanto si possa pensare"

Hai guidato in meno di due anni la Yamaha, la KTM, la Honda ed ora la Ducati. Riesci a definire in poche parole le differenze tra queste moto?

"Honda e Yamaha hanno un’anima giapponese, anche se sono due moto costruite seguendo concetti molto diversi. Ma c’è un’anima comune tra le due, che è molto facile da percepire. Ti permettono entrambe di fare delle cose in modo abbastanza naturale in sella. Invece KTM e Ducati hanno un’anima più europea. In sella a queste moto puoi fare altre cose, ma devi forzare di più. Preferisco però sforzarmi sulla Ducati, perché sapere che questa è una moto vincente mi toglie dalla testa tante domande. C’è un anima netta in ognuna di queste moto, ed è strano perché si potrebbe pensare che una Honda è più simile ad una Ducati o una KTM, ma in realtà ha uno spirito più vicino a quello di Yamaha".

Come sta andando nel box Avintia. L'inizio è stato turbolento, adesso come procede?

"Il box è perfetto. Sono contento e sono contenti anche in Avintia. Questa è un’opportunità anche per loro, è una situazione in cui tutti possiamo guadagnare. Sentono questo supporto da Ducati e dagli ingegneri. Hanno più lavoro da fare e questo li motiva molto. Poi fa bene anche a me, che sento questo supporto e so che la moto è davvero ottima. Vado avanti e so che anche la squadra lo fa con la stessa attitudine. Io ho avuto un anno difficile ed anche la squadra ha avuto dei momenti non perfetti negli ultimi anni, quindi queste motivazioni in più sono importanti anche per loro. Lo sono per tutti".

Zarco: "Il contratto di 4 anni di Marquez? Potrebbe perdere grinta, sta a noi approfittarne"

Marquez ha firmato un contratto lunghissimo con Honda. Te lo aspettavi?

JOHANN ZARCO DAVANTI ALLE SUE GP19

"Quattro anni sono tanti, sembra proprio tanto tempo. Non so come commentare questa cosa, lui è il pilota più forte al mondo. Ha fatto già cose incredibili e so che ne farà ancora. E' vero che sembra che non sia al massimo con la spalla, sembra che soffra più rispetto al passato. Questa è un’opportunità per gli altri, perché magari il titolo sarà più in bilico. Non ho molti commenti da fare sul contratto, sembra davvero troppo lungo". 

Non ti aspettavi che avesse voglia di cambiare, di una sfida diversa?

"Io ho fatto talmente tante sfide diverse negli ultimi anni, che non sono la persona giusta a cui chiederlo! Sono felice di aver vissuto questi cambiamenti, ma sono anche felice di avere una stabilità adesso con Ducati. Vorrei rimanere a lungo, perché questo mi permetterebbe magari di costruire assieme qualcosa di grande. Marc questo l’ha già fatto. Magari sarebbe stato una sfida cambiare per Marc, ma attorno a lui c’è un business talmente grande che cambiare Casa avrebbe comportato cambiare tutto. Non so, forse ci sono altri aspetti da considerare. Magari questa cosa può essere positiva per gli altri piloti, perché magari potrebbe perdere un po’ di grinta. Il suo punto forte è proprio la sua grinta, se molla appena un po’ noi dobbiamo approfittarne".

Zarco: "Ho meno soldi, ma sono felice e so che tornerò vincente"

Tu hai iniziato a soffrire tanto nel 2019, al punto da non divertirti più. Hai rinunciato a tanti soldi. Sei più felice adesso?

"Dipende da che obiettivo hai nella vita. Io ho sempre avuto l’obiettivo di vincere e quando non mi sentivo in grado di farlo, non vedevo una soluzione e mi sono sentito perso. Ho pensato in quel momento che è vero che la vita è lunga, ma anche che non stavo per niente bene in quella condizione e non volevo dimenticare la mia capacità e voglia di vincere. Ci ho dovuto pensare molto per prendere questa decisione, è stato un rischio e ci sta. Oggi sono felice di aver preso quella decisione. Ci sono meno soldi, ma sono più tranquillo nella testa e questo vale tanto. Credo ancora in me stesso e credo che potrò tornare tra i più forti".

Temevi di perdere il tuo potenziale?

"Si, restare in una situazione difficile poteva farmi cambiare molto. Ho temuto che aspettare due anni mi avrebbe fatto rischiare di spegnermi, per questo ho deciso, volevo mantenere viva la mia fiamma dentro".

Zarco: "Ho zero rapporti con Fellon: i soldi hanno rovinato tutto"

Oltre alla separazione con KTM, nel 2019 ti sei anche separato da Fellon. E' sopravvissuta un'amicizia?

"No, zero rapporti. Peccato per questo divorzio, credo che i soldi abbiano rovinato tutto. Lui ha perso la mia fiducia, quindi non potevamo più lavorare assieme. Abbiamo deciso quindi di separare tutto ed io sono totalmente libero". 

Zarco: "Le nuove Michelin più adatte a Yamaha e Suzuki, ma Ducati le interpreterà presto"

Tornando a parlare di presente, che sensazioni hai riguardo le nuove Michelin. Sembrano aiutare qualcuno e penalizzare qualcun altro. 

"Per me è difficile commentare queste nuove gomme, perché ho provato la gomma solo dopo tre mesi che ero fermo. Ho trovato una moto nuova, non avevo sensazioni fresche ed era difficile dare un commento sulla gomma. Era tutto troppo nuovo. Al momento Yamaha e Suzuki si adattano molto bene, ma penso che Ducati capirà presto cosa ci manca e compenserà presto per tornare tra i più forti". 

Il nuovo Device Ducati è stato un po' il protagonista di questi test. Sei curioso di provarlo?

"Sarei curioso di provarlo. Non l’ho ancora fatto perché ho ancora troppe cose da imparare per adesso. Bisogna essere a posto, anzi a postissimo. Dovizioso al momento è uno che può sperimentare meglio questa soluzione. Prendi uno come Fabio, lui non ha pensieri per la testa, sale in moto e va fortissimo. Il Device può essere un’opzione interessante quando sei a tuo agio in sella e riesci a giocare tanto. Secondo me uno come Valentino ad esempio sarebbe in grado di sfruttare un’invenzione come questa". 

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