MotoGP, Taramasso: Ecco come con la nuova gomma Michelin aiuterà lo spettacolo

ESCLUSIVA - “Offre più grip ed è un vantaggio oggettivo per tutti. Marquez? È come lo Schumacher della Ferrari vincente. Saremo in MotoGP almeno fino al 2023”

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Le nuove Michelin sembrano essere uno dei temi tecnici più interessanti di questo inizio 2020. A Sepang è emerso chiaramente quanto queste nuove gomme siano in grado di alterare, almeno al momento, alcuni valori in campo. Una costruzione diversa ha aumentato moltissimo il grip al posteriore, creando qualche problemino alle moto più potenti del lotto, ovvero Ducati e Honda.

Abbiamo intervistato in esclusiva Piero Taramasso di Michelin a Losail, mentre si sta svolgendo la prima giornata di test, affrontando questo tema e tanti altri legati alla stagione MotoGP alle porte. Il responsabile del colosso francese ci ha spiegato nel dettaglio quale sia stato l'approccio nella costruzione di questa nuova gomma e quanto sia importante l'impegno di Michelin anche per lo sviluppo della tecnologia Green da applicare alla MotoE. 

Sembra che nel 2020 le gomme siano ancora più importanti che in passato. Le nuove Michelin hanno aiutato qualcuno e penalizzato qualcun altro a Sepang. Quanto è reale questa affermazione?

"Si, sono d’accordo. Quest’anno c’è più movimento intorno alle gomme. Nel 2019 avevamo cambiato qualche tipo di mescola ma non la costruzione. Invece quest’anno abbiamo modificato la costruzione della gomma posteriore e questo rappresenta un cambiamento più drastico. In ogni caso tutti le novità vanno nella giusta direzione. Avevamo provato a lungo questa nuova gomma già dal 2019, era piaciuta a tutti i piloti ed a tutte le squadre. Poi l’abbiamo introdotta definitivamente a Sepang, con le nuove moto, i nuovi motori, nuovi telai. Sono gomme che hanno un grip davvero superiore al posteriore e necessitano di un adattamento".

Avete ricevuto feedback molto discordanti fra loro?

"Abbiamo notato che alcune moto si sono adattate meglio ed altre peggio, ma sappiamo che questa gomma sarà un vantaggio per tutti solo che nei primi test ci sono state moto che hanno lavorato meglio e sono state più veloci. Magari sono anche stati fortunati, perché hanno fatto i cambiamenti giusti al momento giusto. Altri devono ancora lavorare, ma sono certo che queste gomme siano un vantaggio oggettivo per tutti. Quando dai più grip con una gomma, è un vantaggio alla portata di tutti, ma poi è il loro lavoro trovare il modo di estrarre il massimo potenziale dalla gomma. E’ normale che conpiù grip al posteriore dopo devi agire sull'assetto della moto: cambiare i pesi, bilanciare l’anteriore. Anche cambiare lo stile di guida. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro, adesso è il lavoro di team e piloti di adattarsi, però ancora una volta sottolineo che sarà un vantaggio per tutti. Quando fai una buona gomma, lo è per tutti".

Taramasso: "Le nuove gomme sono vantaggio oggettivo per tutti"

Perché definisci queste gomme un vantaggio oggettivo? Siamo in regime di monogomma, quale cosa ti fa pensare che sia un netto passo in avanti per tutti?

"Per noi è chiaro. Questa gomma è stata progettata per avere più grip ed essere più costante in gara, quindi anche avere un decadimento minore. Volevamo evitare gare in cui si fa gestione per 15 giri e poi si spinge, l’abbiamo pensata così. Dopo l’abbiamo provata con le nostre moto ed i nostri tester in Michelin ed abbiamo subito verificato che ha più grip e meno decadimento. Poi l’abbiamo provata con i collaudatori di tutte le Case ed anche con loro i risultati sono stati questi. Dopo l’abbiamo provata con tutti i piloti ufficiali, ed anche lì abbiamo visto gli stessi risultati. Le abbiamo portate in pista a Barcellona, a Brno, a Phillip Island ed i risultati sono sempre stati positivi. Non si tratta di uno o due test, ma di un numero consistente di prove in cui i risultati sono stati sempre gli stessi. I tempi sono stati migliori, il decadimento minore ed inoltre abbiamo visto che, quando riparti con le gomme usate, il tempo di riscaldamento è migliore ed anche che le mescole lavorando molto meglio dal punto di vista visivo ed anche l’usura è migliore. Quindi quando vedi che una gomma è meglio sui tutti i fronti, non si può definire in altro modo che migliore. E’ oggettivamente così". 

Queste gomme hanno creato più problemi ad Honda e Ducati, che sono probabilmente le più potenti del lotto. Hanno reso difficile sfruttare la potenza?

"Non ho tutti i dati dei team, però guardando le cose dall’esterno mi sembra che questa gomma penalizzi di più le moto che hanno più potenza e che la scaricano più aggressivamente. Questa potenza arriva in modo brutale sulle gomme e queste la restituiscono più brutalmente avendo più grip. Il risultato è che innervosiscono la moto ed il suo equilibrio. Penso che questo sia il problema e che si debba lavorare sull’elettronica della moto, come anche sullo stile di guida magari dosando in maniera diversa il gas. Penso che questo risolverà il problema".

Sembra che Aprilia e KTM si siano avvicinate parecchio ai top team. Merito anche vostro e di questa nuova gomma?

"Penso di si. L’avevamo già visto anche a Phillip Island, dove Iannone con l’Aprilia era andato forte con queste gomme. Penso che dando più grip, queste gomme possano aiutare le moto che hanno qualche problema in più. Almeno questo è quello che sembra dall’esterno, ma onestamente secondo me è troppo presto per dirlo. Un test a Sepang non basta per arrivare a conclusioni di questo tipo. Credo che solo dopo qualche gara, quando saremo a Jerez o Le Mans, sarà possibile fare un bilancio tecnico più preciso. C’è ancora strada da fare per tutti per imparare a gestirle. Io non mi sorprenderei se partissimo qui dal Qatar con Honda e Ducati davanti a tutti, ovvero una situazione opposta rispetto a quanto visto a Sepang. Poi magari andiamo in Argentina e la situazione si capovolge. Ci vogliono almeno due test e due gare per capire davvero sono i valori e cosa porta questa nuova gomma. Non credo che sconvolgerà i piani di nessuno, ma credo che tutte le Case saranno più vicine, magari avendo più spettacolo".

Taramasso: "La firma di Marquez? Può essere un problema per lo spettacolo"

La MotoGP per Michelin è un impegno per sviluppare tecnologia ma anche un veicolo di comunicazione. La firma di Marquez che potrebbe dominare fino al 2024 può essere un problema dal punto di vista dello spettacolo?

"Si, può essere preoccupante. Però in questo momento Marc è ad un livello incredibile. E’ naturalmente dotato, lavora tantissimo e si allena tantissimo. È molto attento anche per il lavoro sulla moto, vuole capire bene come funziona l’elettronica sempre, come funzionano le gomme. Io lo vedo un po’ come Schumacher in Formula 1. E’ l’uomo da battere, ma ci sono altri piloti che possono lottare con lui. Certo, lui è sempre lì in cima, è costante, è veloce e lavora tanto".

Un cambiamento di Marc poteva rendere più attraente il campionato nei prossimi anni.

"Si, è vero. Quello che noi come Michelin vogliamo però è fare delle gomme che funzionano bene per tutti i Costruttori, vogliamo vedere spettacolo. Però poi sono i piloti in pista che si battono fra loro e lì non c’è solo la gomma. Ci sono la moto, il pilota, condizioni diverse e chi si adatta meglio a queste. Marc ad esempio si adatta subito quando è umido, quando è bagnato. Va forte in tutte le condizioni". 

Il vostro impegno in MotoGP per quanto durerà ancora? Quando arriverà il momento di fermarsi?

"Noi abbiamo firmato un accordo fino a tutto il 2023 e vogliamo stare qui, sviluppare al massimo le gomme e trovare nuove soluzioni a livello di mescola. Tutte cose che poi possiamo trasferire sulle gomme di serie. Finché ci siamo, lavoreremo in questo modo. E’ vero che è importante anche lo spettacolo, vogliamo gare combattute e moto diverse che vincono. Lavoreremo sempre per questo obiettivo". 

Taramasso: "In MotoGP fino al 2023 e continueremo a sviluppare tecnologia"

I risultati sportivi possono influenzare le vostre decisioni per il futuro.

"Si, possono farlo. Noi pensiamo che oggi la visibilità di questo campionato sia enorme. Arriva in America del Sud, in Asia, sui mercati che a noi interessano. A livello tecnico riusciamo a fare sviluppo, anche se non velocemente come vorremmo. Per adesso siamo contenti, io penso che resteremo ancora parecchio. L’obiettivo di quest’anno è battere i record sui circuiti tipo Austin, Motegi, Phillip Island, quelli che ancora non ci appartengono. Questo è il nostro obiettivo di quest’anno e dopo  averlo conseguito, troveremo altri obiettivi da seguire". 

Siete presenti in MotoE, come in Formula E. Arriveranno gomme specifiche?

"La Michelin è molto interessata in questo sviluppo del tema Green. Per questo motivo siamo presenti sia in MotoE che in FormulaE. Nel 2019 le gomme per la Moto E erano derivate all’anteriore dalla MotoGP ed al posteriore dalla SBK nazionale. Faremo dei test tra marzo e aprile a Jerez, usando soluzioni nuove. In questa categoria vorremmo lavorare con dei prodotti riciclati, costruiti utilizzando quelle che definiamo risorse biologiche. Sarà una gomma totalmente diversa e ci stiamo lavorando. Non so se sarà introdotta nel 2020 o nel 2021. Lavoriamo in quella direzione, per avere un approccio Green fabbricando meno come possibile, che magari durano di più. La volontà è avere un impatto ambientale inferiore su tutti i fronti". 

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