MotoGP, In Qatar a caccia di Vinales e Rins: un 'passo' davanti a tutti

L'ANALISI - I test della Malesia hanno mostrato i due spagnoli davanti a tutti: il ritmo di tutti i piloti prima di riprendere le ostilità a Losail

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Dove eravamo rimasti? Al caldo della Malesia, con Fabio Quartararo davanti a tutti, e riprenderemo il filo del discorso oggiin Qatar, per gli ultimi tre giorni di test prima dell’inizio della stagione. L’inverno è sempre più corto per la MotoGP e piloti e squadre non possono perdere neppure un minuto per finire il loro lavoro.

I giorni di prove sono sempre un mondo a parte, in cui la classifica non sempre dice tutta la verità. Come è accaduto a Sepang dove, nonostante il miglior tempo del francesino di Petronas, i piloti davano come più veloci Rins (buon 3°) e soprattutto Vinales, che nella lista dei migliori tempi galleggiava a metà classifica. La prestazione assoluta nei test conta poco, ancora di più quando ci sono 19 piloti in 8 decimi di secondo come accaduto in Malesia, è il ritmo a dire qualcosa.

Vinales e Rins, attenti a quei due

Allora iniziamo con il nostro ripasso da Maverick. Lo spagnolo non ha puntato sui fuochi artificiali, ma dietro alle sue prove c’è tanta sostanza e la facilità di girare regolarmente sotto il muro dei 2 minuti lo dimostra. La vera prova di forza è stata la sua (quasi) simulazione gara di 17 giri di cui 13 in 1’59”. A  parte una tornata insolitamente alta (a sfiorare il 2’01”), Vinales è stato un vero e proprio martello con scarti minimi fra un giro e l’altro. Ecco perché è stato indicato come il migliore dai colleghi. Del resto, basta guardare i suoi cronologici per capirlo.

Anche il suo connazionale della Suzuki non è stato da meno, anche se non di è impegnato in uscite molto lunghe. Rins ha fatto due long run di 7 giri ognuno e non è mai salito sopra ai 2 minuti, ma c’è un dato ancora più interessante. Nei 42 giri completati nella terza giornata di test, escludendo quelli di lancio e rientro, Alex non ha girato sotto i 2 minuti solo 2 volte, mentre è andato in 1’58” per 3 volte.

Quartararo, da questo punto di vista, non è riuscito a tenere il passo dei due spagnoli. Nel suo long run di 12 giri, Fabio ne ha completati 6 in 1’59” e altrettanti in 2’00”, dimostrando di pagare qualche decimo sul ritmo rispetto alla migliore concorrenza. Anche Valentino Rossi non è stato al livello del compagno di squadra, ma una valutazione sul Dottore è complicata dal fatto di essersi impegnato solo in uscite molto brevi, di appena 3 giri ognuna. Neppure Morbidelli ha fatto long run, ma i suoi tempi sono allineati a quelli del compagno di squadra Quartararo.

Marquez e Ducati ‘rimandati’ in Qatar

Fin qui è chiaro che le 4 cilindri in linea, Yamaha e Suzuki, hanno fatto la differenza, grazie anche alle nuove gomme Michelin che sembrano adattarsi particolarmente bene alle loro caratteristiche. E i V4? Per Honda il bilancio è complicato dalle condizioni di forma di Marc, ancora alle prese con il recupero della spalla operata a fine anno, tanto che a Sepang è scivolato per la stanchezza a fine giornata.

Marquez, comunque, non si risparmi mai e, al netto dei guai fisici, non si può dire che sia andato piano. Difficile però valutarlo sulla distanza, quando è stato lui stesso ad avere detto di non riuscire ancora a reggere una gara. Si può dare un’occhiata al ruolino di Crutchlow, ma ha fatto uscite molto brevi ed è stato abbastanza scostante, intervallando uscite interessanti, ad altre dove è stato più lento. Difficile ottenere ulteriori indicazioni da Alex Marquez che è un debuttante.

Per quanto riguarda Ducati, l’unico pilota ad avere fatto una simulazione di fata quasi completa (18 giri) è stato Pecco Bagnaia. Il pilota di Pramac ha voluto in questo modo fare un test anche alla sua condizione fisica, avendo saltato i test di fine anno a causa dell’incidente a Valencia, ed è sceso in pista nelle ore più calde della giornata. I tempi non sono stati eccezionali con un ritmo introno al 2’01” basso.

Sicuramente è andato meglio Dovizioso in un long run di 10 giri in cui ha girato in coppia con Petrucci, in modo da capire il comportamento le gomme quando si segue un altro pilota. Andrea è sceso per 6 volte sotto i 2’00”, un buon ritmo ma non ai livelli dei migliori. Praticamente allineato al compagno di squadra anche Danilo Petrucci, mentre Miller non ha fatto uscite molto lunghe e il suo passo è stato comunque superiore a quello degli ufficiali.

La sorpresa è Aprilia con Aleix Espargarò

Gli uomini di Noale hanno lavorato bene con la nuova RS-GP e la conferma è il ritmo tenuto da Aleix Espargarò. Lo spagnolo, galvanizzato dalla moto 2020, ha dichiarato nell’ultimo giorno di test di avere un “passo da podio”. Non erano semplicemente parole, perché i cronologici gli danno ragione.

Aleix ha completato 13 rimanendo per 11 sotto i 2’00” e con scarti minimi tra un giro e l’altro, nell’ordine di un decimo. La dimostrazione che la nuova Aprilia non è solo veloce ma anche costante. Logicamente una rondine non fa primavera, ma per essere stato il primo long run di una moto che aveva debuttato in pista solo pochi giorni prima i risultati sono più che incoraggianti.

Infine le KTM, che sono sembrate fare anche loro un deciso passo in avanti. Pol Espargarò nell’ultima giornata di test ha fatto pochi giri, ma è andato quasi sempre con facilità sotto  i 2’00”.

Cosa riserverà il Qatar? Fra poco lo scopriremo e potrete seguire le 3 giornate di  test in diretta su GPOne.

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