SBK, Bautista-Honda: due giorni per conoscere la verità

Per la HRC il post Portimao si è rivelato una corsa contro il tempo e a Phillip Island sarà il momento di mostrare le carte in tavola

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Il sipario è pronto ad alzarsi, ma è ancora tempo di presentazioni! E' il caso della Honda HRC, che domani alle ore 9:00 italiane toglierà finalmente il velo alla nuova moto con la coppia formata da Leon Haslam e Alvaro Bautista.

In attesa di fare tappa a Phillip Island, siamo volati a Tokyo per seguire dal vivo l'appuntamento clou della settimana, che andrà in scena al Plaza Aoyama. Sale quindi l'adrenalina e la curiosità tra gli appassionati delle derivate, in vista di una stagione che si preannuncia all’insegna delle novità, visti i numerosi cambi di casacca. Laverty in BMW, Razgatlioglu in Yamaha e Bautista in Honda, giusto per citare  qualche esempio.

Proprio nei confronti di quest’ultimo sono concentrati gran parte dei riflettori, dal momento che Alvaro è stato il colpo grosso del mercato 2020, verso cui Honda ha riposto le speranze di riportare in Giappone un titolo che in Superbike manca dal 2007. Ci proverà in sella alla CBR 1000 RR-R di ultima evoluzione, che ha mostrato al pubblico in occasione dei test di Jerez e Portimao dello scorso gennaio.

Due uscite che hanno lasciato per certi versi alcuni dubbi in merito alla competitività dello spagnolo, soprattutto la seconda, quando Bautista ha accusato oltre due secondi di gap sui saliscendi di Algarve. Se dovessimo tenere semplicemente in considerazione il cronometro ci sarebbe da preoccuparsi, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che la ricerca del crono sul giro secco non rappresentasse la priorità per il  numero 19, chiamato a lavorare più che altro sulle sensazioni della moto.

Una tipologia di lavoro che ricalca per certi versi quella dello scorso anno in Ducati, quando Bau Bau e la Panigale V4 hanno tenuto le carte coperte fino all’ultimo.

Prima di dare giudizi che rischiano di essere affrettati, preferiamo quindi fidarci di quanto fatto dal suo compagno di squadra, ovvero Haslam, che in Portogallo è stato sette decimi più lento dalla vetta. Il britannico rappresenta per certi versi la cartina di tornasole in casa Honda.

Resta comunque di fatto che, una volta giunti a Phillip Island, Bautista dovrà finalmente togliere la maschera. Un anno fa di questi tempi, proprio sul tracciato di Victoria, Alvaro fece capire a Rea che tipo di avversario stesse incontrando sul proprio cammino, a tal punto da mettere il Cannibale con le spalle al muro per poi ripetersi nel weekend d’apertura, dando il via a quella serie di undici vittorie consecutive.

Con la Honda la sensazione è che lo spagnolo sia leggermente un passo indietro nello sviluppo della moto, anche perché la CBR 1000 RR-R ha debuttato in pista soltanto a novembre. Se un anno fa Bautista arrivò in Australia con le idee chiare, questa volta invece è chiamato a valutare ulteriormente il nuovo materiale che la Casa metterà a disposizione del pilota dopo le richieste pervenute dai test europei.

Inoltre, c’è un secondo grattacapo. Nel 2019 l’unico che ha provato a infastidirlo fu Johnny Rea, ora invece spicca anche Toprak Razgatlioglu, che in sella alla Yamaha punta al trono di campione del mondo, così come Scott Redding, intenzionato a confermare il proprio valore in sella alla Panigale V4. Questo è quanto ci hanno detto i test. 

Ne saranno contenti gli appassionati, un po’ meno Alvaro, che ha visto la concorrenza aumentare.       

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