MotoGP, Ciabatti: "Marquez? Honda lo ha coperto d’oro. Mai pensato a Lorenzo”

“Sapevamo che Marc non si sarebbe mosso. Vinales ha apprezzato che la Yamaha puntasse su di lui e non su Rossi e Quartararo ha puntato sulla M1 ufficiale già quest’anno. Non è vero che non siamo stati aggressivi”

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Erano tre i pezzi pregiati sul mercato della MotoGP, Marquez, Vinales e Quartararo, con l’annuncio di oggi del rinnovo quadriennale di Marc sono tutti presi. Yamaha ha fatto le sue mosse anticipando tutti, Honda ha tenuto il suo gioiello in famiglia e Ducati è rimasta con un paio di mosche in mano. Ancora prima che inizi la stagione, i magnifici 3 hanno già deciso il proprio futuro e a Borgo Panigale devono cercare di parare il colpo con le poche armi che rimangono in campo.

Ovviamente non siamo contenti che sia andata in questo modo, i nostri obiettivi erano diversi, ma non sempre porti a casa quello che vuoi” ammette Paolo Ciabatti, direttore sportivo della Rossa.

Se due anni fa la Ducati era riuscita a strappare Lorenzo alla Yamaha, questa volta i colpi sono andati a vuoto. Soprattutto quelli diretti ai piloti Yamaha, perché Marc è sempre stato fuori portata.

Il fatto che Ducati stesse trattando con Marquez era un’invenzione - chiarisce il ds - Sapevamo benissimo che sarebbe rimasto con Honda perché ce lo aveva detto direttamente”.

Con il pezzo da 90 irraggiungibile, tanto più si sarebbe dovuto puntare su uno dei due anti-Marquez. La Ducati, invece, sembra essere stata poco incisiva, non ha affondato il colpo ed è rimasta a guardare. Ciabatti, però, respinge questa interpretazione.

A volte si gioca nei modi giusti, con aggressività, ma non basta per vincere - afferma - Yamaha ha deciso in modo coraggioso di non aspettare la decisione di Rossi, ma questo non significa che noi non siamo stati aggressivi”.

Eric Mahé, manager di Quartararo, aveva dichiarato in una nostra intervista di non avere mai ricevuto una vera offerta da Borgo Panigale.

Non ha voluto riceverla nostra perché era in trattativa con Yamaha e aspettava delle garanzie” corregge il manager di Ducati.

In altre parole, il francese stava aspettando l’ok per una moto ufficiale già nel 2020 e Yamaha, come contropartita, ha pretesto anche la firma per il biennio successivo. E l’ha ottenuta, potendo contare su una moto che calza a pennello su Fabio. A contrario della Desmosedici, che è sicuramente vincente ma spaventa molti piloti.

Anche in questo caso, però, Ciabatti vuole fare delle precisazioni su quello che è successo con i tre piloti.

Immagino che Marquez sia stato ricoperto d’oro da parte di un’azienda che sviluppa la moto per lui senza pensare agli altri piloti. Quindi, secondo me, Honda ha fatto valere il suo potere enorme sia dal punto di vista economico che tecnico - spiega - Credo che Vinales abbia visto per la prima volta la possibilità di non essere subordinato alle scelte di Valentino Rossi e può essere stata una grande motivazione per lui. Per quanto riguarda Quartararo, dopo un ottimo debutto voleva garantirsi subito una moto ufficiale e ha tutto il tempo davanti per pensare a cambiare in futuro”.

Ci sarebbe stata una quarta opzione: Jorge Lorenzo.

"Magari abbiamo sbagliato, ma non lo abbiamo mai considerato. A parte quella finestra temporale nella scorsa estate, ma c'erano stati una serie di problemi che hanno fatto sì che quella possibilità non andasse in porto" la risposta di Ciabatti.

Il ragionamento fila, ma il risultato non cambia. Le scelte per Ducati in questo momento sono ridotte e il rinnovo con Dovizioso sembra essere diventato quasi un dovere.

Non siamo obbligati a fare niente, in questo momento abbiamo deciso di prenderci il tempo necessario - dice il manager - Detto questo, c’è un solo pilota che è stato davanti a tutti gli altri, Marquez escluso, e lo ha fatto per 3 anni di seguito, si chiama Dovizioso ed è già con noi. Inoltre abbiamo Miller e Bagnaia su cui riponiamo molte fiducia e aspettative”.

I due giovani di Pramac sono una promessa che deve ancora essere mantenuta. Forse anche una speranza per raddrizzare un mercato nato male.

Bagnaia in Moto2 andava più forte di Quartararo e ha semplicemente avuto una stagione difficile, poi abbiamo un occhio su Zarco. Senza dimenticare che potrebbe emergere un altro pilota. Chi avrebbe puntato su Fabio due anni fa? Se qualcuno avesse detto che sarebbe diventato pilota ufficiale Yamaha gli avrebbero riso in faccia”.

Le alternative migliori, al momento, sono quindi in casa. Magari anche guardando in SBK, dove Redding potrebbe essere l’uomo della salvezza. Magari anche in MotoGP.

L’obiettivo di Scott è quello di vincere il Mondiale SBK, come per Davies. Redding ha già fatto un’esperienza in MotoGP, probabilmente raccogliendo meno di quello che avrebbe dovuto, e ora il suo obiettivo è correre con la Ducati per due anni in SBK, sperando che riesca a vincere il titolo già nel primo se non nel secondo. Da lì in poi, è un pilota abbastanza giovane perché si possano fare tutte le considerazioni del caso, ma per il momento non ci abbiamo neppure pensato” la risposta di Ciabatti.

Intervista di Paolo Scalera

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