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SBK, Rea, Bautista, Redding, Toprak: chi alzerà la voce in Australia?

I test di Phillip Island sono l'ultima occasione di miglioramento per moto e piloti prima dell'inizio della stagione. Occhi puntati anche su BMW, Rinaldi e Caricasulo

SBK: Rea, Bautista, Redding, Toprak: chi alzerà la voce in Australia?

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Ci siamo quasi, ancora pochi giorni ed anche l’ultima due giorni di test pre campionato sarà realtà, con tutto ciò che ne consegue. Ancora una presentazione, quella attesissima della Honda per la CBR 1000 RR-R a Tokyo dove GPOne.com sarà come sempre presente e poi, mai come quest’anno forse i test di Phillip Island potranno (e dovranno) rispondere a più di un interrogativo, dato che i precedenti test hanno mostrato solo alcune delle caratteristiche di moto e piloti, e raramente vi è stato un confronto corale complici diversi fattori.

Nonostante come detto non vi sia stato un test corale davvero provante, complice il meteo ed i diversi programmi dei team, i test di Jerez e Portimao hanno regalato alcune interessanti anticipazioni. A Jerez il meteo non ha aiutato, ma Jonathan Rea ha dato una dimostrazione (qualora ce ne fosse bisogno) di forza importante.

Il campione del mondo ha girato solo in una finestra del secondo giorno, quella con la pista semi asciutta, ed ha messo tutti in riga, segno come il pacchetto moto – pilota sia già pronto per fare sul serio e che il lavoro da fare sia prettamente sui dettagli. Phillip Island non sarà forse il terreno di caccia prediletto per il cannibale, che sarà comunque ai piani alti della classifica sin dal primo momento.

A Portimao invece la casa di Akashi era assente, ed a fare sul serio ci ha pensato un ex Kawa come Toprak Razgatlioglu, uomo di punta di Yamaha per il 2020. Il turco aveva provato a Jerez la nuova R1 per la prima volta, e nei successivi test portoghesi è stato in grado di mettere tutti in riga, mostrandosi rapido anche sul passo gara: le condizioni climatiche che accompagneranno il Gran Premio in Portogallo saranno molto diverse, ma essere rapidi sulle montagne russe portoghesi è già un ottimo inizio. Il prossimo banco di prova sarà Phillip Island, dove Yamaha ha ben figurato a fasi alterne negli ultimi anni, e spetterà al turco rendere la presenza di Yamaha là davanti più “Regolare”.

Il terzo protagonista nei precedenti test è stato senza dubbio Scott Redding, il nuovo purosangue di casa Ducati. L’inglese ha sfruttato il bagnato di Jerez per capire il comportamento della Panigale V4 in tali condizioni, mentre a Portimao ha chiuso in vetta il day-1, venendo scavalcato dal solo Toprak il giorno successivo. È indubbio che Scott debba ancora scoprire diversi lati delle sua nuova compagna, ma è altrettanto indubbio che le prime sensazioni sia molto positive, e già più di un addetto ai lavori ha scommesso sull’inglese per la vittoria in quel di Phillip Island: un tracciato dove Scott è sempre stato rapido, e dove la Panigale V4 ha dimostrato di poter vincere infliggendo distacchi pesanti agli avversari.

In tutto questo non va dimenticato il personaggio jolly, capace di sparigliare le carte da un momento all’altro. Stiamo parlando di Alvaro Bautista, ed ovviamente di Honda. Dopo un lungo inverno di test segreti ed informazioni frammentarie, la nuova nata della casa alata ha visto la luce a Jerez, ma le condizioni maculate della pista hanno raccontato poco o nulla del potenziale reale della moto, fatta eccezioni per un sound davvero da “MotoGP”.

Nei successivi test di Portimao le cose non sono migliorare per lo spagnolo che, complice anche un lavoro prettamente tecnico e poco improntato sulla ricerca del tempo, ha chiuso i test piuttosto attardato, confermando però di aver inoltrato in maniera precisa le sue richieste ad Honda per l’inizio del campionato. Che sia un avviso di belligeranza nei confronti degli avversari? Difficile dirlo, ma la storia insegna che Alvaro è molto bravo nel rimanere nell’ombra durante i test per poi emergere quando conta, ed il primo round dell’anno scorso lo dimostra.

CHI SARA’ LA MIGLIORE SECONDA GUIDA? E CHI LA SORPRESA?

I già citato piloti non saranno soli nel box, e le cosiddette “Seconde guide” potrebbero tramutarsi rapidamente in capitani. A Phillip Island per esempio Leon Haslam potrebbe essere un nome caldo, vista la sua propensione ad essere molto rapido sull’isola, anche con moto diverse. Chaz Davies, Michael Van Der Mark e Alex Lowes dal canto loro hanno i mezzi per vincere, e le motivazioni certamente non mancano.

A Phillip Island sarà importante capire anche il potenziale della BMW, che dopo una stagione di apprendistato punta a tornare sui livelli di un tempo: Tom Sykes è l’elemento di continuità all’interno del box, e Eugene Laverty potrebbe davvero essere un cliente scomodo per molti se messo in condizione.

Elementi scomodi e da tenere in considerazione potranno essere anche Xavi Fores, tornato nel mondiale grazie al team Puccetti, e Loris Baz, che ha davvero impressionato nei test di Portimao in sella alla Yamaha del team Ten Kate, che ha deciso di puntare tutto proprio sul francese.

Per quanto riguarda i colori italiani occhi puntati su Michael Rinaldi e Federico Caricasulo: il primo vuole riemergere dopo un momento critico e può contare sulla Panigale del team Go Eleven, l’altro deve fare prima di tutto esperienza in sella alla Yamaha di GRT, per arrivare pronto al suo debutto tra i “grandi”.

 

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