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MotoGP, Il Coronavirus, dopo la Cina F.1 mette a rischio il GP di Thailandia

La Dorna attende l'OK delle autorità per dare il via al GP ma Carmelo Ezpeleta è ottimista. Confermata invece l'apertura iridata in Qatar

MotoGP: Il Coronavirus, dopo la Cina F.1 mette a rischio il GP di Thailandia

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La Fia ha già confermato che il 19 aprile non si correrà il GP della Cina, causa ovviamente il diffondersi del Coronavirus.

Mentre così il mondo dell'automobile si interroga sulla possibilità di un recupero, che si prospetta molto difficile visto l'affollamento dei calendari, tra GP di Russia e quello del Giappone, il 4 ottobre, la palla passa alla MotoGP che non corre in Cina ma nella vicina Thailandia.

Gia confermata invece l'apertura iridata in Qatar, l'8 marzo, da Carmelo Ezpeleta.

"Andremo in Qatar in modo sicuro e nei tempi previsti perché ci hanno garantito che non c'è pericolo, ma per andare in Thailandia, che è più vicina all'epidemia, abbiamo chiesto informazioni al governo e stiamo aspettando una risposta. A seconda di quello che diranno, andremo o non andremo, perché la sicurezza è sempre la prima cosa per noi e, se non possiamo andare ora a marzo, cercheremo un'altra data. Aspettiamo una risposta nei prossimi giorni, prima di partire per il Qatar".

La data, il 22 marzo, ci potrebbe far pensare che per quell'epoca il virus possa essere sotto controllo, in realtà è difficile che per fine mese si sappia qualcosa di più.

Del resto appena pochi giorni fa la MotoGP è stata in Malesia - per lo shakedown ed i test MotoGP - che geograficamente non è troppo distante dalla Cina e dove, com'è noto, gran parte dell'economia è gestita da cinesi.

Anche nel 2011 ci fu l'allarme Motegi, in seguito al disastro del reattore nucleare di Fukushima, ma si andò regolarmente.

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