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MotoGP, Marquez: "La caduta? Ero stanco, sennó l'avrei evitata con il gomito”

"Sono tornato in pista nel pomeriggio molto affaticato, e la scivolata deriva da ciò. Attualmente posso stare con i migliori per 10 giri, ma non per una gara intera"

MotoGP: Marquez: "La caduta? Ero stanco, sennó l'avrei evitata con il gomito”

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In questo momento Marc Marquez può essere rappresentato come il campione dei pesi massimi che, nonostante i colpi subiti, rimane in piedi a difendere il suo titolo, cercando di recuperare le forze per il round successivo. Lo spagnolo infatti continua a soffrire fisicamente dopo l’operazione alla spalla, ed anche oggi ai pro derivanti dai tempi (12°oggi) si contrappongono i contro derivanti dall’aspetto fisico.

"Ho chiuso la giornata con un buone sensazioni – apre Marc - dato che stamattina il mio ritmo è stato molto interessante, ma il lato negativo è che ho cercato di utilizzare maggior forza finendo per essere già molto affaticato a metà giornata. Nonostante ciò sono tornato in pista nel pomeriggio, e sul finale di giornata sono incappato in una piccola scivolata alla curva 14, principalmente per la mancanza di forza: era una situazione che normalmente avrei potuto salvare con i gomiti, ma non oggi. Ho comunque compiuto delle uscite leggermente più lunghe rispetto a ieri, e il ritmo è stato migliore”.

Il tema fisico ovviamente è centrale, e Marc spiega con sincerità la situazione.

“In generale sono contento delle risposte avute dal mio corpo, ma devo ammettere che sia ieri che oggi ho faticato molto a risalire in sella nel pomeriggio, dato che non è facile riattivare la muscolatura. E’ difficile dire a che percentuale di recupero sono: per quanto riguarda il deltoide direi 60%, che speravo non inficiassero particolarmente la guida quanto invece fanno. Ma questa è la situazione, devo soffrire oggi per essere pronto in campionato”.

E se la gara fosse domani? Marc ammette che, ad oggi, la vittoria sarebbe un traguardo molto difficile da raggiungere.

“Difficile dire chi vincerebbe, in tanti hanno avuto un grande passo. Direi Rins e Vinales, dai quali non sono lontano su una distanza di dieci giri, ma attualmente non sono pronto a fare lo stesso sulla distanza di gara. L’anno scorso in Qatar è stata una gara strana e quello non è il mio circuito preferito, ma nonostante questo sono stato molto competitivo. La prima gara è molto particolare perché prima ci sono i test, quindi i valori in campo cambiano, ed al momento non mi pongo un obiettivo per quella occasione”.

Passando poi all’aspetto tecnico, le perplessità di Marc aumentano, per diverse ragioni.

“Abbiamo lavorato molto in questi giorni provando diverse cose, ed alcune di queste credo possano darci una mano, ma non possiamo fermarci dato che le altre case, in primis Suzuki e Yamaha, stanno a loro volta migliorando. Mi sono concentrato sulla confidenza ricevuta sull’anteriore, ma presto ho detto alla squadra che non avrei potuto dare dei commenti precisi perché non guidavo come volevo. Mi auguro di stare meglio in Qatar, per capire davvero quale sia la strada da seguire”.

Del resto i problemi sono chiari, ma difficili da risolvere.

“Non saprei dire se il telaio è quello giusto o meno, anche se i commenti dei tre piloti sono abbastanza in linea. Dobbiamo migliore nella trazione in uscita di curva principalmente, e dobbiamo capire se il solito problema di confidenza all’anteriore derivi dal motore o dal telaio”.

Audio raccolto da Paolo Scalera

 

 

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