MotoGP, Marquez: "Probabile che le nuove gomme aiutino Yamaha e Suzuki"

"Le nuove Michelin cambiano tutto il bilanciamento della moto e anche l'elettronica, ma hanno più aderenza. La caduta? E' sembrata fortissima ma stavo andando piano..."

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Nei primi due giorni di test MotoGP del 2020 i temi a tenere banco nel paddock sono molti. Dai nuovi pneumatici alla risalita di KTM e Aprilia, da gli stravolgimenti di mercato alle prestazioni in pista delle nuove moto. Tra tutto questo, però, si sta parlando forse troppo poco di Marc Marquez che non ha ancora raggiunto un accordo con la Honda e che in questi test sta cercando di ritrovare la migliore condizione fisica dopo l’intervento alla spalla. Oggi Marc ha continuato nel suo lavoro di “conoscenza” della nuova moto chiudendo 47 giri ma rimediando una caduta in curva 3. 

Marc, come stai dopo la caduta. Ha avuto conseguenze?

“Mi sento bene, anche la spalla va meglio. La caduta è sembrata molto forte ma in realtà non lo è stata. Non stavo spingendo , ero fuori dalla linea, non so perchè ma ho perso l’anteriore. Non ci sono grandi danni alla moto ma questo mi insegna che devo sempre stare concentrato al 100% quando ci sono condizioni come queste”. 

Puoi tracciare un bilancio della giornata?

“Abbiamo lavorato bene, ho fatto 47 giri e domani proverò a farne altrettanti o magari anche qualcuno in più Stiamo lavorando davvero molto sulla moto. Stiamo provando il nuovo motore, la nuova elettronica e anche a capire le nuove gomme che cambiano molto il bilanciamento della moto. Gli obiettivi di questo test erano di fare 35 giri al primo giorno e 45 al secondo. Ci sono riuscito e domani se mi sentirò bene proverò a farne 50”

Sappiamo che non sei al 100% dal punto di vista fisico. C’è qualcosa che non riesci a fare al meglio in questa fase di sviluppo?

“La Honda è una moto fisica e se non sei al 100% fai fatica. Sto andando per gradi, cercando di sentirmi meglio sulla moto. Ma al momento è un po’ difficile provare qualcosa sul telaio”. 

A che punto è lo sviluppo della moto? Quanto siete avanti?

“Per dire che la moto è a posto prima devo sentirmi bene io per guidarla come si deve. All’inizio della giornata va bene ma poi, a poco a poco, la mia condizione cala in tutto il corpo e specialmente la spalla”. 

Il motore come ti è sembrato?

“Il carattere del motore è simile al precedente, forse abbiamo un po’ più di accelerazione e di velocità massima. Direi che è un’evoluzione, al momento però mi sto concentrando sull’ingresso in curva perchè lo scorso anno ho sofferto molto in quell’area. Sto migliorando passo dopo passo anche se tutto sembra molto simile al 2019”. 

Per quanto riguarda gli avversari, invece?

“Sembra che i più pericolosi possano essere Vinales, Quartararo e i Suzuki Mir e Rins, almeno in questo circuito. Vedremo come si comporteranno in un weekend di gara perchè è quello a fare la differenza. Non so quanto siano migliorati questo inverno, lo vedremo nelle prime gare perchè anche lo scorso anno andavano molto bene in alcune piste ma in altre il nostro motore era superiore. Ad ogni modo il grip qua in Malesia è davvero buono, ed è per questo che vanno tutti molto forte e che domani si girerà ancora più veloce. Secondo me dovremmo vedere un po’ come andrà in Qatar, anche per via delle nuove gomme”. 

Proprio le nuove gomme sono un argomento di discussione molto acceso in questi primi giorni di test. Come ti sembrano?

“E’ probabile che sia anche quello ad aiutare un po’ Suzuki e Yamaha. Pare che cambino il bilanciamento della moto e questo cambia anche dei parametri dell’elettronica. Sicuramente ci danno più aderenza al posteriore ma questo cambia tutto sulla moto”. 

Partendo da questi primi due giorni, quali possono essere gli obiettivi per la stagione?

“L’obiettivo per il 2020 è vincere il campionato, ovviamente gara dopo gara capirò come poterlo vincere ma ho già capito che quest’anno chiudere nelle posizioni migliori in ogni gara sarà molto difficile ma lo è stato anche lo scorso anno”.

Audio raccolto da Paolo Scalera

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