MotoGP, Dovizioso: "Ducati tutta nuova ma la differenza la fanno le Michelin"

"Abbiamo nuovo telaio e motore. Non conosciamo ancora il nostro margine di crescita, ma le gomme sono cambiate molto e dobbiamo dare priorità al lavoro su queste per farci trovare pronti"

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Andrea Dovizioso non è di certo il pilota che cerca il tempo di riferimento durante i test invernali, soprattutto se questi test sono appena iniziati. A Sepang ha mantenuto questa attitudine, chiudendo il primo dei tre giorni di test ufficiali in 11a posizione nella classifica dei tempi senza aver mai realmente forzato per fare un balzo in avanti nella stessa.

Ducati ha portato avanti con Michele Pirro (guarda il video QUI) il lavoro su nuovi telaio e sul nuovo motore durante i giorni di shakedown, e Dovizioso oggi ha portato avanti lo sviluppo incontrando anche qualche piccolo problema di gioventù per la GP20 che non gli hanno permesso di mettere assieme molti giri. Solo 35 giri infatti per Andrea, che di solito è tra i più attivi in pista durante i test.

"Classica giornata da primo giorno di test dell’anno - ha commentato Dovizioso -  La moto non è molto diversa dalla precedente, ma ci sono varie modifiche ed è normale che ci siano delle piccole cose da mettere a posto e sono tutte cose che ti fanno perdere del tempo".

Non un inizio perfetto insomma.

"In realtà è stato meglio così. E’ una cosa buona, perché sono tutte cose che non devono succedere più avanti. Niente di grave, ma in generale oggi abbiamo lavorato poco. Non abbiamo avuto la possibilità di fare certe prove o di girare molto tempo in pista, però abbiamo fatto un bel lavoro di sgrossamento e speriamo di trovare condizioni buone domani e cominciare anche il lavoro sulle gomme, che sono diverse rispetto al passato".

Le Michelin sono cambiate così tanto?

"Il pilota deve guidare in modo diverso ed è una cosa che mi era già chiara dai test precedenti, ma oggi mi è apparsa ancora più chiara. Anche la moto va messa a punto in modo diverso e quanto margine ci sia per migliorare è ancora una cosa che dobbiamo scoprire, però c’è un bel lavoro da fare sotto quel punto di vista e oggi non abbiamo avuto il tempo di farlo".

Quindi saranno ancora più importanti che in passato?

"Oltre alle varie cose che vogliamo provare sulla moto, quello delle gomme sarà un aspetto importante se non fondamentale del nostro lavoro. Farà la differenza sia per quanto riguarda la velocità che per quanto riguarda la gestione in gara, il loro comportamento soprattutto nella fase finale della gara. Ma certe cose se non fai le gare non puoi saperlo".

Eppure gli ingegneri si sforzano di portare motori nuovi, soluzioni aerodinamiche innovative continue. Le gomme restano il fulcro principale del lavoro?

"Le gomme sono quelle che fanno la differenza, lo sappiamo tutti. Soprattutto se c’è una grande differenza rispetto al passato, bisogna dargli la priorità. Perché fanno la differenza sul giro secco, sul ritmo gara, sul modo di sistemare l’assetto della moto. Hanno più grip, si comportano diversamente, la carcassa è diversa quindi devi proprio guidare diversamente. A centro curva richiede una guida proprio diversa". 

Rispetto al passato sono più morbide?

"Quando si parla di una gomma Michelin, definirla morbida o dura non sogno gli aggettivi giusti. Magari è più morbida rispetto al passato ed ha anche più grip, ma ripeto, l’assetto che avevi prima, il modo in cui si cercava la trazione, non funziona con questa gomma. Quindi devi cambiare come guida, devi tarare l’assetto e l’elettronica. Sono tre cose da mettere assieme e non è proprio semplicissimo. Poi queste al momento sono solo sensazioni e bisogna fare tante prove per capire se è realmente così". 

Pare di capire che però in questo caso, il cambiamento delle gomme possa essere più determinante che in passato.

"Quest’anno le gomme saranno ancora più importanti perché adesso sono proprio cambiate, con tutto quello che comporta. Nel passato c’erano continuamente piccole modifiche da parte di Michelin a cui ti dovevi adattare un po’ per volta. Questa gomma si comporta in modo molto diverso rispetto alla precedente, secondo me c’è ancora troppo lavoro da fare. Quello che si sta vedendo oggi non è detto che sia la realtà della prima gara o delle prime gare. Da quello che ho percepito, e non è detto che sia così, c’è un bel po’ di lavoro da fare, quindi bisogna vedere quanto di questo lavoro riusciremo a fare, anche secondo il meteo, perché questa è la pista giusta su cui fare questo tipo di lavoro, meglio del Qatar. Sarà importante lavorare bene e ci saranno grossi cambiamenti mano a mano che lo sviluppo procederà secondo me".

Avete provato il telaio nuovo a Valencia e poi a Jerez ed i pareri non erano sempre entusiasti. Qui come vi state trovando con il telaio nuovo rispetto al vecchio?

"Qui non ci sono più comparazioni, stiamo lavorando solo sul telaio nuovo che ormai abbiamo scelto. Le differenze sono piccole e se ci sono non le senti se non fai la comparazione in tempo reale con il precedente. Adesso abbiamo questo, dobbiamo cercare di sfruttarlo al meglio, anche perché ci sono molte cose da fare per le gomme nuove ed abbiamo anche dei pezzi nuovi da provare. Niente di eclatante, ma sono tutte cose che se facciamo le scelte giuste, messe tutte assieme, ci possono far migliorare abbastanza".

Scegliere questo nuovo telaio è stato difficile?

"Non c’erano alternative a questo telaio, porta miglioramenti anche se piccoli. Ma anche se le modifiche sono piccole, resta un telaio da scoprire. I feedback immediati ti permettono di capire certe cose, poi ci può essere un margine da esplorare. Non c’erano alternative e non c’era nessun motivo per non sceglierlo, poi capiremo quanto margine c'è mano a mano che lavoriamo ed esploriamo certe strade, anche tenendo presente il processo di adattamento alle gomme". 

E per quanto riguarda il uovo super motore?

"Il motore va bene, ma non ho girato assieme ad altri piloti per capire quanto sia migliorato. Poi non puoi pensare di tirare fuori tanti cavalli facilmente, soprattutto noi che già ne abbiamo tanti. La differenza in questi casi la senti solo in quinta e sesta marcia, nelle altre marce l’elettronica taglia la potenza". 

Audio raccolto da Paolo Scalera e Matteo Aglio

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