Maccarini, Ducati: "La Panigale V4? il pilota è il centro di tutto"

L'ingegnere di Ducati Corse ha utilizzato il proprio know how in SBK per sviluppare la V4 versione 2020: "Abbiamo cambiato filosofia nello sviluppo della Panigale"

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Si sente parlare sempre più spesso dell’importanza dei Reparti Corse delle varie Case moto per lo sviluppo delle versioni stradali, oggi sempre più complesse e vicine alle moto da competizione. Nel caso della Ducati Panigale V4 S 2020 (guarda QUI il nostro Test in Bahrain), la Casa di Borgo Panigale ha affidato a Carlo Ricci Maccarini il compito di fare da ponte tra la pista e la strada, travasando il know how maturato da Ducati in SBK sulla supersportiva in versione 2020.

Durante il test in Bahrain (ecco un onboard da brividi) abbiamo avuto l'opportunità di saggiare la bontà del lavoro svolto. La Panigale V4 2020 è risultata più facile da portare al limite, pur avendo un limite prestazionale ancora più elevato rispetto alla precedente versione e questo è il miglior complimento che potesse ricevere l'ing. Maccarini, che abbiamo avuto l'opportunità di intervistare a margine della prova.

Lei è l’ingegnere di Ducati Corse scelto per affiancare gli ingegneri Ducati nello sviluppo della V4 2020, in cosa consiste il suo lavoro e da dove siete partiti? 

"La V4 2018 era già un’ottima base di partenza, con un motore vicino ad una moto da competizione e una ciclistica che rispondeva molto bene alle regolazioni. I nostri piloti si lamentavano però di un eccessivo sforzo durante la guida e della difficoltà di mantenere la concentrazione per essere costanti. Dopo un anno di sviluppo con la R in SBK, abbiamo deciso di apportare le stesse modifiche. Il Reparto Corse Ducati porta in campo metodi, sistemi, analisi, elaborazioni dati che usiamo nelle corse per avere una convergenza più rapida sulle criticità e sulle richieste che ci vengono fatte dagli ingegneri Ducati. Questo ci ha permesso di isolare alcune aree specifiche in cui concentrare uno sviluppo mirato a rendere la moto più facile. C’è una nuova filosofia in cui il pilota è messo al centro dello sviluppo. Deve essere messo nelle condizioni di comfort e di performance allo stesso tempo".

Quali sono state le maggiori difficoltà registrate?

"Nei progetti stradali dobbiamo rispettare la tempistica del lancio di produzione, deliberare e omologare alcuni componenti e certificarli. Questi aspetti riducono spesso i tempi necessari allo sviluppo. Nel Team siamo più flessibili e veloci a modificare un componente, per questo il supporto dell’attività racing è sempre più indispensabile come banco prova per i prodotti di serie, perché nelle moto di oggi ci sono sempre più componenti che un tempo non esistevano, soprattutto a livello di elettronica".

Qual è stata la maggiore differenza tra lo sviluppo di una V4 SBK e una V4 S?

"Principalmente quando si sviluppa una moto da SBK si lavora con i piloti che tracciano lo sviluppo e si seguono le loro indicazioni. Per sviluppare una moto stradale bisogna invece prevedere le esigenze di un ampio utilizzo di clientela, dall’amatore al professionista. Alzare il livello delle principali caratteristiche come aerodinamica, telaio, sospensioni, elettronica, ha richiesto tempo, prove e un affinamento generale del pacchetto moto-pilota. Abbiamo coinvolto più tester proprio per simulare capacità di guida differenti e trovare il miglior bilanciamento".

Qual è l’errore più facile in cui incappare durante lo sviluppo?

"Il rischio è quello di concentrarsi su unico aspetto che può dare benefici, ma se si dimentica il resto si perde di vista la visione di insieme, rischiando di snaturare il progetto".

Che margini di miglioramento ci sono in futuro? Potenza e peso?

"In futuro i margini di miglioramento saranno più a livello di elettronica, nella gestione dei controlli di trazione e coppia grazie al Ride by Wire e nella gestione del freno motore per migliorare l’ingresso di curva consentendo al pilota di frenare il più tardi possibile. La potenza assoluta non è un problema, quando si parla di 220cv, il limite principale è quello di scaricare a terra più cavalli possibili in modo dolce. La collaborazione con una Casa di pneumatici come Pirelli è stata determinante per il supporto e per l’ottimo lavoro svolto durante tutto lo sviluppo della V4 S".

Intervista di Luca Bono

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