MotoGP, Jarvis: "La trattativa più difficile? Con Rossi: ha avuto conseguenze"

"Abbiamo dovuto decidere il futuro di Yamaha, ma se Vale vorrà continuare avrà il pieno supporto della casa. Lorenzo wild card un'opzione, ma solo se avrà un fine. Sgarbo a Puig? No. Tra manager non ci parliamo molto"

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Yamaha è stata senza dubbio la casa più attiva sul mercato negli ultimi mesi, completando la propria line –up per il 2021 con un anno di anticipo, e piazzando il colpo Jorge Lorenzo per quanto riguarda il test team. Ma dietro una grande casa ci sono ovviamente grandi uomini come Lin Jarvis, il managing director che ha materialmente portato avanti e chiuso queste operazioni. A margine delle già citate trattative c’è stata ovviamente anche quella con Valentino Rossi, la più impegnativa secondo lo stesso Jarvis.

“La trattativa più difficile è stata quella con Valentino dato che la sua scelta di voler posticipare la decisione sul futuro, cosa che comprendiamo assolutamente, ha avuto delle conseguenze. Yamaha di fronte a tale situazione non ha potuto assicurargli un futuro nel team ufficiale, ma come abbiamo detto se Valentino vorrà continuare avrà il pieno supporto da parte della casa”.

L’altra trattativa dal grande clamore mediatico è stata quella che ha riportato Jorge Lorenzo a vestire di blu, seppur nel ruolo di tester.

“La missione primaria di Jorge e del test team “Europeo” sarà quella di portare avanti il lavoro svolto in Giappone dagli ingegneri e tester giapponesi. Il lavoro di quest’ultimi continuerà come prima, con la differenza che quando emergerà qualche novità utile potremo provarla subito su una pista del campionato, con un pilota che ha l’esperienza e la velocità paragonabile a quella dei piloti che corrono nel mondiale”.

Jarvis non nasconde quanto confidi nel supporto del nuovo (o vecchio) membro della famiglia Yamaha, dotato della giusta velocità per capire subito i punti forti ed i punti deboli della M1, “Strappato” ad un altro team manager dal pedigree invidiabile come Alberto Puig.

“Potremo avere delle risposte rapide, che porranno rimedio alle poche giornate di test a disposizione per i piloti ufficiali: uno dei punti deboli delle case giapponesi è la locazione geografica, potendo provare raramente su una pista del mondiale, ed il lavoro che stiamo portando avanti mira a migliorare questo aspetto. Puig arrabbiato? Non saprei perché Alberto dovrebbe esserlo, ho parlato separatamente con Jorge quando era il momento, poi tra team manager della MotoGP non parliamo molto (ride ndr)”.

Impossibile poi non parlare del capitolo wild card se si parla del 99. Un’opzione non scartata dalle parti, ma che nel caso avvenisse dovrà farlo nella giusta maniera.

“Abbiamo discusso della cosa, che può essere un’opzione sia per noi che per Jorge. La missione principale di Jorge è quella di sviluppare la moto, quindi nel caso facesse una wild card sceglieremmo una pista che possa essere utile al nostro scopo principale. Jorge ha bisogno di sentirsi a suo agio e se si sentisse veloce come desidera, fare una wild card non è un’idea da scartare”.

Audio raccolto da Paolo Scalera 

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