MotoGP, Caso Doping: tra Mies e Losanna oggi Iannone si gioca la carriera

Oggi alle 13 l’incontro con la Corte Disciplinare della FIM, in caso di bocciatura Andrea e i suoi legali dovranno ricorrere al TAS

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L’attesa, quella in pista e fuori. Se a Sepang i riflettori sono tutti puntati sulla RS-GP di ultima evoluzione, il cui obiettivo è quello invertire la rotta dopo le delusioni degli ultimi anni, ci sono poi le vicende extrasportive a tenere banco.

Già, perché in giornata è attesa la sentenza da parte della FIM in merito al caso doping che ha visto coinvolto Andrea Iannone. La vicenda risale a poco prima di Natale, quando The Maniac è risultato positivo al drostanolone, uno steroide anabolizzante andreogeno esogeno, dopo l’analisi di un campione di urine prelevato in occasione del Gran Premio di Malesia dello scorso novembre.

In merito alla questione il pilota aveva richiesto le contro-analisi su un secondo campione, ma i risultati provenienti dalla Germania a inizio gennaio hanno confermato la sostanza. Un grattacapo non da poco per Andrea, il quale si è rivolto immediatamente ai propri legali per presentare appello. Una sorta di corsa contro il tempo, dal momento che a Sepang  i piloti sono già pronti a salire in sella alle moto per il primo test del nuovo anno.

Oggi, alle ore 13, a Mies, la difesa verrà ascoltata dal collegio di giudici della Corte Disciplinare della FIM, la quale sarà chiamata a decidere sulla positività di The Maniac. I legali di Andrea faranno affidamento sulla tesi dell’assunzione accidentale dello steroide anabolizzante, avvenuta attraverso il consumo di carne contaminata quando Iannone era in Asia per l’ultimo round extraeuropeo della stagione 2019.

In seguito la Commissione avrà 45 giorni di tempo per decidere sul caso, trascorsi i quali The Maniac potrà fare ricorso al TAS di Losanna, ovvero l’ultimo grado di giudizio. Ricordiamo che per il caso della pallavolista Miriam Sylla, la sentenza arrivò due giorni dopo la data prevista. In merito alla vicenda, Andrea potrebbe rischiare un semplice richiamo o nella peggiore delle ipotesi una sospensione fino a quattro anni, che andrebbe a segnargli la carriera.

Intanto, per mostrargli la propria vicinanza, Massimo Rivola ha comunicato a The Maniac di prendere il primo aereo e raggiungere la squadra in Malesia e seguire da vicino il lavoro in pista. Che si mai un segno del destino?  

 

 

 

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