MotoGP, Alex Marquez: "Dividere il box con Marc è solamente un vantaggio"

"Però quest'inverno non mi ha dato molti consigli. Il mio primo nemico quest'anno sarà l'inesperienza. Il contratto? Non ci penso"

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Non è cosa facile essere il fratello di un otto volte campione del mondo. Ancora di più diventare  suo compagno di squadra, in un team che ha visto uno come Jorge Lorenzo gettare la spugna prima del tempo. Quello di Jakarta è stato infatti il primo vero giorno di scuola, in veste ufficiale Repsol HRC, per Alex Marquez.

Dopo i test spagnoli e lo shakedown di Sepang, gran parte dei riflettori erano proprio puntati su di lui in occasione della presentazione della Honda in Indonesia. Non manca l’attesa nei confronti di colui che è il campione in carica della Moto2 per questa nuova avventura che lo attende.

Mai ti immagini nella vita questo momento – ha esordito Alex -  essere con la tuta ufficiale è infatti un sogno che si realizza. Anzi, a dir la verità lo puoi pensare un giorno come questo, però non sai se poi sarà proprio così o meno. A parte ciò sono molto felice di essere qua in Indonesia per la presentazione del team ed essere un pilota ufficiale Honda. Come detto è un sogno che si avvera e allo stesso tempo mi rende orgoglioso perché arrivo in MotoGP da campione del mondo”.  

Alex, cosa dobbiamo aspettarci?

“Ho grandi motivazioni per il 2020 e allo stesso tempo per capire dove siamo. Stiamo lavorando molto con il team per essere competitivi. So che c’è tanta attesa nei miei confronti e il mio nemico sarà l’inesperienza, dato che è la mia prima volta in MotoGP”.

Cosa significa condividere il box con uno come Marc?

“Marc lo considero un otto volte campione del mondo, il pilota più forte con la Honda e averlo in squadra è per me vantaggio. Potrò infatti avere accesso a tutte le sue informazioni legate alla telemetria per imparare e crescere. Con lui c’è sempre un ottimo rapporto, anche perché  entrambi condividiamo ovviamente la passione per le corse”.

Ti ha svelato qualche segreto per essere forte con la moto?

“Durante l’inverno non abbiamo parlato più di tanto, dato che lui era stato operato da poco e aveva un percorso di allenamento diverso dal mio. Comunque qualche opinione da parte sua l’ho avuta”.

Hai appena terminato lo shakedown di Sepang. Qual è il primo bilancio?

“Per il momento mi trovo bene con la Honda, forse quando vai a cercare il limite c’è qualche problema, ma è sotto quell’aspetto che dobbiamo concentrarci per migliorare e compiere un passo avanti. Mi riferisco soprattutto allo stile di guida. È quello ciò che mi serve per la MotoGP, dato che al momento non ho un determinato problema con la moto”.

Alex, la stagione deve ancora partire, ma il mercato è già entrato nel vivo. Ti preoccupa il fatto di avere firmato per un solo anno?

“Io preferisco concepirlo come una motivazione, le mie attenzioni sono tutte focalizzate sul 2020. Alla fine, quando sei nel box, il gruppo di persone è molto umano. La gente attorno cerca sempre di farmi avvertire la giusta serenità ed è quella la strada da seguire”.

Nel 2020 Marc punterà al nono titolo iridato, tu invece?

“L’obiettivo è diventare rookie of the year, ma allo stesso tempo cercare di migliorare la prestazione nei test giorno dopo giorno, provando a essere il più veloce possibile. Il fatto è che fino al Qatar sarà un’incognita e solo in occasione del GP del Qatar capire il livello”.

Da qua al Qatar ci saranno meno di otto giorni di test.

Dovrò cercare di accumulare velocemente tutta quell’esperienza che non ho, in particolare in ottica gara, dato che è un aspetto che mi manca. Ci sarà tanto da migliorare e diversi passi avanti da fare”.

Come anticipato sbarchi nella top class da campione del mondo.

“La Moto2 è una categoria molto competitiva, anche perché ti consente di crescere velocemente e imparare bene. Penso sia la classe migliore per arrivare in MotoGP. Tra l’altro qua ritrovo come piloti come Binder e Lecuona”.  

Su cosa ti sei concentrato in particolare  a Sepang?

 “Sto curando soprattutto lo stile di guida, cercando di essere competitivo con la gomma nuova. Raccogliendo il maggior numero di informazioni, so che queste mi aiutano a essere più veloce”.

Audio raccolto dall’inviato a Jakarta, Matteo Aglio

 

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