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MotoGP, Roberto Gallina, la storia dei titoli di Lucchinelli, Uncini e Ferrari

Il manager spezzino, dopo il 2° posto di Ferrari, vinse due titoli mondiali nella 500 con Lucchinelli ed Uncini. A 40 anni di distanza il “Gallo” ci fa rivivere quei momenti nei suoi racconti

MotoGP: Roberto Gallina, la storia dei titoli di Lucchinelli, Uncini e Ferrari

IL GALLO MEGLIO DI UN PILOTA IRIDATO

Ci sono personaggi che resteranno per sempre nella storia del motociclismo. Se pensiamo alle gare spesso ci limitiamo ai piloti, ma uno come il “Gallo” è forse un simbolo ancora più importante di chi vinca in sella ad una moto. Pilota lo è stato anche lui (ha conquistato un titolo di campione italiano ed ha legato la sua carriera a marche come Motobi, Paton e Benelli), ma tutti gli appassionati lo ricordano soprattutto in veste di team manager, tecnico-progettista e costruttore. La sua “opera d’arte” è quel team, nato nel 1976 ed in grado di portare le Suzuki ufficiali ai successi iridati nella classe 500. Prima un secondo posto nel 1979 con Virginio Ferrari, poi nel 1981 e 1982 i mondiali con Marco Lucchinelli e Franco Uncini.

Quest’ultimo, qualcuno lo ricorderà, è rimasto l’ultimo italiano campione nella classe regina fino ai tempi di un certo Valentino Rossi. Roberto Gallina, oltre alla passione, ha messo in campo un approccio innovativo per quei tempi, la capacità di gestire piloti talentuosi ma decisamente difficili caratterialmente ed ha sempre posseduto anche grandi capacità tecniche. Pensate ai moderni radiatori curvi (cosiddetti parabolici), ecco sono frutto proprio di una sua intuizione per poter avere una superficie radiante maggiore nella zona dietro la ruota anteriore. Sono tanti gli esempi di soluzioni innovative inventate dallo spezzino, dall’air box a quella ruota da 16” progettata e sviluppata in partnership con Michelin, che per tanti anni è diventata poi la regola nelle competizioni mondiali. E poi i geni si trovano, tant’è che nella sua carriere troviamo collaborazioni con miti assoluti delle due ruote, come Massimo Tamburini, ma anche piloti del calibro di Marco Lucchinelli o Virginio Ferrari, che proprio in una serata milanese hanno affiancato il Gallo nei suoi racconti che ripercorrono un periodo particolarmente importante non solo per loro.

Una serata dagli amici di Ciapa La Moto all’insegna degli aneddoti romantici e struggenti, con un pubblico eterogeneo nell’età a seguirli con tanta attenzione e curiosità (maggiormente per i più giovani in questo caso, visto che chi ha qualche anno in più ben conosce la storia). Oltre a loro a ripercorrere episodi in circuito e fuori c’erano anche due enciclopedie viventi come il Dott. Claudio Marcello Costa e Carlo Canzano. Un mondo fatto di fughe per poter correre in moto, magari falsificando la firma dei genitori (come avvenuto sia per Virginio Ferrari che per Marco “Lucky” Lucchinelli) che fa quasi specie rispetto al motociclismo moderno, dove sono invece i genitori a spingere i figli, fin dalla tenera età, a mettersi in sella.

La storia però ruota soprattutto intorno a Ceparana (in provincia di La Spezia), che per quei quattro anni divenne la capitale del motociclismo mondiale. Era lì che Roberto preparava le mitiche Suzuki RG, portandole a conquistare tanti successi. Nel 1976 inizia realmente l’avventura Motomondiale, intorno ai due piloti Toracca e Lucchinelli, ma è dal 1979 al 1982 che si scrive la storia. Prima il secondo posto di Virginio Ferrari (che lasciò il team per intraprendere un progetto targato Cagiva), nel 1980 arrivò un terzo-quarto-quinto nella classifica finale, con Lucchinelli, Uncini e Graziano Rossi, mentre ’81 ed ’82 furono la consacrazione con i titoli di Lucchinelli e Uncini.

Suzuki aveva ottenuto ciò che voleva e si ritirò dal Mondiale, almeno per alcuni anni. Gallina legò successivamente il proprio nome anche ad altri piloti, tra cui Pierfrancesco Chili o Loris Reggiani. Dai tempi del team Gallina sono cambiati i tempi, ma quello che è curioso riscoprire oggi è quanto un team a conduzione familiare abbia fatto fare un passo in avanti al Motomondiale. Oltre alle capacità tecniche del “Gallo” sono state indispensabili quelle di gestire piloti difficili caratterialmente (Lucchinelli su tutti), grazie anche alla moglie Gabriella, che insieme a Roberto li trattavano quasi come figli, cercando di farli rigare dritti nelle notti prima delle gare. C’è poi chi dice che il concetto di hospitality stampa così come esiste oggi, sia nato proprio grazie a Gabriella, che cucinava spaghetti per tutti.

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