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Moto3, Vietti: "Voglio essere più aggressivo per farmi rispettare"

"Devo farlo per migliorare nelle fasi decisive della gara. Nel team non c'è una prima guida e questo ci potrà aiutare, io e Migno siamo amici e collaboreremo. I rivali? Masia, Fenati ed Arbolino"

Moto3: Vietti: "Voglio essere più aggressivo per farmi rispettare"

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La faccia da ragazzo tranquillo di Celestino Vietti non deve trarre in inganno, perché gli obiettivi nella mente del numero 13 sono ben chiari. Dopo una stagione di apprendimento infatti il rookie of the year 2019 vuole fare sul serio, diventando una presenza costante nelle prime posizioni. “L’anno scorso ho accumulato tanta esperienza – racconta Cele a margine della presentazione - che quest’anno dovrò sfruttare per cercare di ottenere dei buoni risultati. L’obiettivo è essere più costanti e più spesso con i primi, e credo che con un buon lavoro nei test pre campionato sia possibile farlo”.

In quali aspetti pensi di dover migliorare per raggiungere il tuo obiettivo?

“Devo migliorare in generale. Sicuramente uno degli aspetti su cui dovrò lavorare sono le prove, devo riuscire ad essere subito veloce per non consentire agli altri di progredire come me se non di più. Voglio inoltre migliorare nelle parti decisive della gara, essere più aggressivo per farmi rispettare di più”.

In tanti ti dipingono come un candidato al titolo, senti la pressione?

“Per ora non la sento e cerco di non mettermela. La squadra fa di tutto per non farmela sentire, ed è molto positivo. Spero di riuscire ad evitarla per tutta la stagione, ma staremo a vedere”.

A proposito di titolo, chi pensi possano essere i principali rivali?

“In primis il mio compagno Migno, anche perché ha dimostrato di essere molto veloce quando è a posto. Poi direi Masia, Fenati ed Arbolino: ci sono tanti piloti forti e probabilmente tante gare si decideranno all’ultimo giro con nutrito gruppo di contendenti, ed io spero di essere tra questi”.

La forza del tuo team potrebbe essere l’assenza di una prima guida?

“Da noi in effetti non c’è una prima guida e credo che sia molto meglio, dato che questo a volte crea un po’ di attrito tra i due piloti, mentre così c’è più rispetto ed un buon rapporto. Io ed Andrea siamo amici e ci aiuteremo, in primis in qualifica, poi in gara se riuscissimo a fare primo e secondo sarebbe bellissimo”.

Cosa ti aspetti dalla nuova moto?

“Difficile rispondere. Purtroppo devo ancora provarla e sono molto curioso di farlo, cercherò di farla andare il più forte possibile (ride ndr)”.

 

 

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