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SBK, Scott Redding: "Me ne fotto! Con la Ducati Panigale mi sento bene"

Altro che l’incognita legata all’elettronica, dopo il BSB: "Non è un problema, ho già guidato una MotoGP. Sono qui per vincere, non per essere un pilota ufficiale e basta"

SBK: Scott Redding: "Me ne fotto! Con la Ducati Panigale mi sento bene"

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“Fuck! I feel good with this bike”, “Cavoli! Mi sento bene con questa moto”. Sono le parole che ha detto Scott Redding nel momento in cui è salito in sella alla Panigale V4 per la prima volta. Quella che il pilota britannico raccoglie in Ducati è senza dubbio un’eredita pesante. Già, perché sarà anche vero che Alvaro Bautista non ha vinto il Mondiale, ma allo stesso tempo lo spagnolo è riuscito a mettere assieme un bottino di ben sedici vittorie.

Numeri che pesano e spaventerebbero chiunque, anche se Scott preferisce non curarsene più di tanto.

Se sono qui è per vincere, non per essere un pilota ufficiale e basta”. Così ci ha detto lo scorsa settimana il portacolori Aruba in occasione dei test di Jerez, cercando di mettere da parte la pressione.

Di sicuro l’avventura che lo attende è di quelle ad alto coefficiente di difficoltà, dal momento che la Rossa ha messo con le spalle al muro un pilota del calibro di Chaz Davies, protagonista di un 2019 altalenante, anzi al di sotto delle aspettative. Scott lo sa, ma di certo non vuole preoccuparsi, a tal punto che l’esperienza nel BSB è il trampolino di lancio per il Mondiale che lo attende.

Dopo un anno trascorso in patria a correre c’erano diversi timori per quanto riguarda la capacità di adattamento di Redding alla nuova moto, invece Scott è riuscito ad andare oltre. Il nodo era infatti rappresentato dall’elettronica.

Quello non è il problema, dato che in passato ho guidato la MotoGP, più che altro conta imparare a sfruttare bene le gomme”. Insomma, le Pirelli sembrano giocare un ruolo chiave in quello che è il suo percorso di adattamento, che lo accompagna al debutto di Phillip Island a fine febbraio.

Resta il fatto che la Panigale ha lasciato il segno su Scott a tal punto da definirla una sorta di Moto2 per il suo stile di guida con la potenza da GP. Già, la Moto2, la categoria che ha esaltato il talento di Redding, a tal punto da chiudere il 2013 con il secondo posto alle spalle di Espargarò. D’altronde lo aveva detto anche Giulio Nava, l'attuale tecnico di Alvaro Bautista ai tempi, nel definire quello che è stato lo stile di Alvaro nell’adattarsi alla V4, ovvero prendere spunto dalla categoria intermedia.

Per Scott si preannuncia quindi un salto nel passato, a quando di anni ne aveva 20. Non sarà forse come il 'Curioso Caso di Benjamin Button', il film con Di Caprio che ringiovanisce con il trascorrere del tempo, ma un ritorno per certi versi alle origini in sella però alla Rossa di Borgo Panigale. A duellare non troverà Marc Marquez o Andrea Iannone come ai tempi, ma un osso duro come Johnny Rea, colui che da cinque anni non lascia nemmeno le briciole agli avversari.  

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