Addio Kobe Bryant: il cordoglio del motorsport

La leggenda NBA ha perso la vita oggi in seguito ad un incidente aereo, numerosi i messaggi arrivati sui social dagli sportivi di tutto il mondo 

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“Non ci sono parole, almeno in questo momento e almeno per chi lo ricorda, bimbetto di sei anni, palleggiare e tirare a canestro insieme agli altri bambini e sotto lo sguardo attento di mamma Pamela al PalaEur dove papà Joe giocava quell’anno le partite interne della Sebastiani Rieti. E poi ne ha seguito una storia che è diventata sempre più intensa fino a riempire, anno dopo anno, le cronache dei giornali e la fantasia di chi ama la pallacanestro. Perché del basket Kobe è stato uno degli interpreti più intensi ed amati". Questo l’incipit di un lungo messaggio postato su Facebook dal collega per anni prima firma del basket del Corriere dello Sport, Mario Arceri. 

Oggi a 41 anni si è spento Kobe Bryant. Vittima di un incidente in elicottero dove insieme a lui ha perso la vita anche la figlia 13enne Gianna Maria-Onore. Bastano il nome della figlia scomparsa e il racconto di Mario Arceri per evidenziare l’amore di Kobe per il nostro paese. Il "Black Mamba", che aveva vissuto in Italia da ragazzo, parlava molto bene l’italiano (QUI UN’INTERVISTA A RADIO DEEJAY), passava frequentemente le vacanze in Toscana o in Liguria ed era un gran tifoso del Milan. 

Kobe Bryant era ricoperto, e lo è tuttora, da quell’aura che appartiene solo ai grandissimi: da Senna a Federer, da Schumacher a Woods passando per Pelè e Maradona. La sua scomparsa ha scosso tutto il mondo dello sport e sarà una ferita che l’NBA e non solo si porteranno dietro per molto tempo. Kobe era un riferimento per lo sport e per gli sportivi che, per quanto riguarda il mondo dei motori, lo hanno voluto ricordare con dei messaggi sui social. 

Tra i primi a postare Fabio Quartararo e Jorge Lorenzo con lo spagnolo che ha condannato l’uso degli elicotteri confermando il fatto che lui non usa quel genere di mezzo di trasporto e che ha invitato i suoi amici a non farlo. Tra i numerosi messaggi postati anche quelli di Pedrosa, Marquez e Vinales. 

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