MotoGP, Per Valentino Rossi 6 giorni di test che valgono una carriera

Saranno un banco prova non solo per la Yamaha ma anche per il Dottore che ha poco tempo per decidere il suo rinnovo per il 2021

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Non c’è pilota che non aspetti con un misto di ansia e trepidazione l’inizio dei primi test invernali. È il momento in cui si torna in sella dopo due mesi di riposo forzato, quello in cui si scopre se gli ingegneri abbiano fatto quello promesso e nessuno è immune alla curiosità. Sono sensazioni che Valentino Rossi conosce bene, questa sarà la sua 25ª stagione nel motomondiale e potrebbe scrivere un libro solo raccontando le prove invernali.

Però questi 6 giorni di test (3 a Sepang e altrettanti in Qatar) saranno particolarmente importanti per il Dottore. Non avrà una moto con un nome diverso scritto sul serbatoio, né un prototipo rivoluzionato, ma ci sarà in gioco qualcosa di molto importante: il suo futuro.

Come tutti gli altri piloti, anche Valentino ha la scadenza del proprio contratto fissata a fine anno. A differenza di tutti gli altri piloti, ha già passato gli ‘anta’, e festeggerà i 41 anni fra pochi giorni. Significa che dovrà fare bene i suoi conti prima di prendere questa decisione.

Da parte della Yamaha c’è la disponibilità a continuare questa storia che sembra infinita, ma il tempo per fare una scelta non è tanto, anzi pochissimo. Ormai il mercato della MotoGP ha subito una grande accelerazione e non è sbagliato pensare che quando si tornerà in Europa, dopo le quattro trasferte che daranno il via al campionato, i giochi saranno già fatti, almeno per quanto riguarda le squadre più importanti.

Yamaha quindi vuole Rossi, ma non può aspettare troppo, con il rischio di trovarsi una moto vuota e nessuno a cui affidarla.

Il Dottore ha voglia di continuare, ma farlo solamente partecipare non è un’opzione. Il problema è che arriva dalla sua peggiore stagione sulla Yamaha: appena due podi e 174 punti in 19 gare, una media a cui non è stato mai abituato. L’ultima vittoria, poi, risale al 2017 e deve capire se il 2019 è stato solo un inciampo.

Negli ultimi anni ha spinto molto per svegliare dal torpore il reparto corse di Iwata e sembra esserci riuscito. La M1 è stata oggetto di varie evoluzioni nella scorsa stagione e aveva potuto provare già in estate il primo prototipo 2020. La Yamaha sta facendo il suo, Valentino deve reggere il passo.

Deve capire, cioè, se è ancora in grado di lottare costantemente per il podio, se riuscirà ancora a divertirsi o divertire, altrimenti meglio iniziare la seconda fase della propria vita.

Naturalmente, in tanti vorrebbero che Valentino continuasse: i tifosi, la Yamaha, la Dorna, perché il suo peso nel motomondiale è ancora enorme. Però per il diretto interessato l'importante è correre per divertirsi, per puntare in alto, e non accetterebbe di fare l'ospite speciale in uno spettacolo in cui non può mai essere protagonista

I 6 giorni di test saranno fondamentali: un banco prova non solo per la M1, ma per lo stesso Rossi. Dovrà arrivare alla prima gara in Qatar con poche domande e molte risposte e poi mettersi alla prova in gara. Dopo 3, massimo 4, Gran Premi dovrà fare i conti e decidere. Potrebbe anche scegliere di firmare per un anno solo, invece del biennio consueto, ma prima di impugnare la penna dovrà essere sicuro di essere in grado di essere ancora competitivo.

Nell’inverno si è rilassato al suono dei motori (prima sulla Mercedes F1 e poi sulla Ferrari ad Abu Dhabi), un po’ di vacanze al caldo e poi di nuovo ad allenarsi, al Ranch e sulla moto da cross. Una preparazione minuziosa, come da un po’ di anni a questa parte.

I compiti a casa sono fatti, fra poco più di una settimana arriverà l’esame della pista. Un test per se stesso in cui non sono ammesse sbavature. Un’altra sfida per il Dottore, ormai c’è abituato.

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