SBK, Jerez: Rea dà la prima lezione alla Honda, ma c’è un problema

Johnny non aveva la necessità di siglare il riferimento nei test, ma ha voluto rimarcare che quello fosse il proprio territorio consapevole della minaccia turca e non solo

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E pensare che mercoledì aveva addirittura preso i biglietti dell’aereo per fare rientro a casa, dal momento che il meteo prometteva pioggia. Invece le condizioni sono migliorate e Johnny Rea ha pensato bene di rimanere a Jerez e capire quale fosse l’evolversi della giornata. Ha passeggiato per la pit lane, ha parlato con i meccanici nel box, poi ha deciso di mettersi la tuta, scendere in pista e siglare quell’1’40”983 che gli è valso il riferimento della due giorni.

Il Cannibale è stato l’unico ad abbattere il muro dell’1’41”, poi la pioggia ha fatto chiudere in anticipo i giochi. Peccato verrebbe da dire, dal momento che dopo un mercoledì condizionato dall’acqua eravamo pronti a divertirci nel vedere il testa a testa che si stava preannunciando tra la Kawasaki del nordirlandese e la Yamaha di Toprak Razgatlioglu.

Già, proprio lui, ovvero il turco cresciuto sotto gli insegnamenti del maestro Rea che ora vuole soffiargli in sella alla R1 quel trono che detiene da ben cinque anni. Ora Toprak non può più nascondersi, dal momento che il team Factory Yamaha ha scommesso su di lui per puntare dritto al Mondiale. Lo sa bene Razgatlioglu, così come Rea, che è ben consapevole della minaccia. Ecco perché quando ieri le condizioni sono migliorate, Johnny non ci ha pensato due volte a salire sulla moto per ristabilire le gerarchie, come a dire: “Qua chi comanda sono io”.

Un messaggio arrivato diretto a Toprak, il quale è rimasto fregato dalla pioggia, dal momento che aveva già due gomme nuove pronte da utilizzare, invece non ha avuto la possibilità di rispondere a causa del maltempo.

Come ben sappiamo, questi sono solo test, ma Rea ha comunque voluto mandare un segnale ben chiaro, a partire dall’allievo, che in questa preseason si sta rivelando una minaccia, estendendolo poi alla Honda. A Jerez l’attesa era tutta per la CBR 1000 RR-R che con la coppia Haslam-Bautista sogna in grande. Lo sa bene Johnny delle minaccia rappresentata da Alvaro, colui che lo scorso anno ha rischiato di mettere in discussione il suo dominio nelle derivate. Da parte sua il 19 non ha avuto la minima intenzione di rispondere al portacolori Kawasaki dopo il miglior tempo di Leon al mercoledì.

Ha preferito continuare il proprio lavoro, senza scoprire le carte prima del tempo. Già, perché il vero valore di questa Honda lo capiremo soltanto nelle prime gare, a partire da Phillip Island e Qatar, nonostante quelle due piste siano “particolari”, per poi arrivare in Europa.

Sta di fatto che in questa sorta di confronto a tre, ci siamo per certi versi dimenticati la Ducati, che lo scorso anno dominò il Mondiale fino a giugno. Non vogliamo certamente svalutare la Rossa e i suoi alfieri, ma come ci ha detto Serafino Foti, questi due giorni di test sono stati praticamente inutili, a tal punto da non poter nemmeno provare gli aggiornamenti. Come se non bastasse Chaz è addirittura finito a terra, rallentando il proprio lavoro, che ancora non si basa sulla ricerca del tempo. Scott invece ha martellato senza troppi indugi, cercando di cucirsi sempre più su misura la V4 e, per quanto visto, gli indizi sono stati interessanti.

Capiremo qualcosa di più domenica e lunedì, in occasione dei test di Portimao, dove ci saranno tutti i top team ad eccezione della Kawasaki.         

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