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SBK, Bautista: "So cosa serve alla Honda, ma ci vuole tempo"

"E' come in cucina, abbiamo grandi ingredienti ma dobbiamo assemblarli per fare un grande piatto. L'obiettivo? Arrivare al nostro massimo il primo possibile"

SBK: Bautista: "So cosa serve alla Honda, ma ci vuole tempo"

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Il cronometro parla di ottava posizione, ma dietro c’è molto du più. Alvaro Bautista infatti ha chiuso la due giorni di test a Jerez con tante informazioni acquisite, e la sensazione di avere a disposizione una moto con cui divertirsi non poco. Ovviamente la strada per il successo è lunga, ed il 19 non lo nasconde.

“Abbiamo avuto la possibilità di usare le slick anche se la pista non era in perfette condizioni - racconta - e le prime sensazioni sono state buone. La moto ha senza dubbio tanto potenziale ma dobbiamo mettere tutto in ordine: avrei voluto provare altre cose, ma il meteo non l’ha permesso. I tempi di oggi non sono veritieri, è dipeso molto dalle mutevoli condizioni della pista. Io sono rimasto nel box nel momento in cui la pista era nelle migliori condizioni, ma la cosa più importante era lavorare e crescere con la squadra”.

Un anno dopo dal suo debutto in Superbike Alvaro è conscio del suo valore, e non nasconde né di sapere cosa serve alla sua Honda per essere veloce, né che serva tempo per assemblare tutte le componenti.

“Certamente conosco meglio la categoria e le gomme rispetto ad un anno fa, cosa che mi permette di concentrarmi maggiormente sulla moto. So quale devono essere le sensazioni giuste per essere veloci, e so cosa ci serve per esserlo. E’ un po’ come essere in cucina, abbiamo degli ottimi ingredienti ma dobbiamo assemblarli al meglio per realizzare un buon piatto. In questi due giorni, anche a causa del meteo, non potevamo fare altro che porre le basi per il lavoro successivo”.

Impossibile ad ogni modo non parlare di obiettivi, anche se Alvaro rimane sul vago.

“L’obiettivo è arrivare al nostro massimo livello il prima possibile. Abbiamo poco tempo per provare la moto quindi l’obiettivo non può che essere questo. Il rivale più arduo? Direi il campione in carica, a cui voglio avvicinarmi il più possibile”.

Un altro punto focale riguardante il 19 è il passaggio da Ducati a Honda, che Bautista non sottovaluta.

“Il metodo di lavoro tra Ducati e Honda è completamente diverso, ma lo è anche in MotoGP. HRC sta spingendo molto per ottenere dei risultati, cosa che ci regala forza e fiducia: sono parte di un progetto importante e mi sento in cima ai pensieri della casa, l’anno scorso ero in un team ufficiale dove tutto era più “sotto controllo”, mentre qui è tutto più spumeggiante”.

Il pensiero corre poi al futuro, ed ai test di Portimao alle porte: “Abbiamo un altro test tra pochi giorni, e lo useremo per continuare a provare per capire la moto ed acquisire dati, sperando in un meteo migliore”.

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