MotoGP, Dovizioso: Marquez nel 2019 è stato imbattibile, ma non lo sarà sempre

"Inizio la stagione calmo e rilassato. Io e la Ducati dobbiamo migliorare e i test invernali saranno fondamentali per riuscirci. Il 2021? Non ci penso"

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DesmoDovi non c’è più, al suo posto sulla tua è comparsa una parola inglese: ‘undaunted’. Significa imperterrito, la qualità di chi non si fa abbattere, ma riesce sempre a essere calmo e padrone di sé. È questo il Dovizioso che si presenta alla partenza del 2020, cosciente di essere arrivato vicino a Marquez per 3 anni di fila, ma senza riuscire a superarlo.

Il restyling ha interessato anche il casco, i due cavalli (il bianco e il nero, simboli di ragione e istinto) hanno lasciato il posto a un pegaso, come l’elmo di uno dei Cavalieri dello Zodiaco, cartone animato dell’infanzia di Andrea. Questi i cambiamenti esterni, ma sono quelli interni a essere i più importanti.

Che Dovizioso vedremo quest’anno?

Mi sento più rilassato e tranquillo rispetto all’inizio del 2019, cerco di vivere alla giornata per quanto posso. In tutta la mia carriera mi sono sempre concentrato molto su me stesso, ho iniziato ad allenarmi a metà dicembre, ho cambiato alcune cose, so che posso migliorarmi e sono concentrato per riuscirci”.

Serve, quando dall’altra parte del ring c’è Marquez.

Sulla carta Marc è il favorito, lo scorso anno ha fatto qualcosa di incredibile, ha vinto il campionato con un grande vantaggio ed è stato il più veloce di tutti in quasi ogni gara. Però non c’è nessuno di imbattibile, bisogna partire con questa mentalità e provarci”.

Perché non ci sei riuscito lo scorso anno?

Perché, come ho detto, Marc è stato il più veloce e quando succede è difficile riuscire a batterlo per quanto si cerchi di trovare una strategia giusta. Non credo che lo scorso anno abbiamo sbagliato approccio.

Come lo si mette in crisi?

Innanzitutto bisogna essere più veloci, parlo non so di migliorare la Ducati ma anche me stesso. Poi dobbiamo continuare e lavorare bene nel box come fatto fino a ora e poi migliorare i punti deboli. Per esempio, lo scorso anno ho sofferto in qualifica, e con il livello attuale della MotoGP non ti puoi permettere di partire dietro”.

Cosa significa arrivare secondo per tre anni di fila?

Da una parte è una soddisfazione essere stato l’unico a combattere contro Marc, ma non basta perché quando corri capisci in cosa puoi essere migliore. Da sportivo è bello, è una fortuna essere in questa situazione perché ti permette di progredire. Vedere certi risultati dopo tanto lavoro è stata una goduria quindi posso dire di essere abbastanza contento, perché non bisogna mai esserlo troppo”.

Cosa ti aspetti da questa stagione?

Non credo che abbia senso o sia utile pensarci ora. Sulla carta Marquez è il favorito, ma ci sono 5 o 6 piloti in grado di lottare per il titolo, penso per esempio a Vinales e Quartararo che partiranno molto più convinti rispetto al 2019. Come sempre, tutti hanno molti punti interrogativi in questo momento e pensare troppo a come vincere è sbagliato in questo momento”.

Anche pensare al futuro? Il tuo contratto è in scadenza.

Come quello di tutti. Non so cosa accadrà nel 2021, il mercato è totalmente aperto, quindi potrebbe cambiare tutto o niente, ma non mi influenza. Io e Ducati ci conosciamo bene, non è un problema L’unica cosa che conta davvero sono i risultati in pista, quelli fanno veramente la differenza”.

Non hai nessuna aspettativa?

“Avevo finito il 2018 essendo molto competitivo, ma poi nel 2019 le cose sono andate diversamente. Per questo non voglio avere aspettative, voglio semplicemente fare il massimo, stare tranquillo. So che i test invernali potranno condizionare tutta la stagione”.

Hai già provato un prototipo della GP20 a fine 2019.

Sì, ma non era la moto definitiva e non l’abbiamo ancora adesso. Per questo i test di Sepang saranno importanti per definirla, anche se so che sono in cantiere anche altre novità. Non ci saranno stravolgimenti e dovremo essere bravi e intelligenti per prendere le scelte giuste. Stiamo parlando di rifiniture, particolari ma possono fare una grande differenza”.

Su quale punto ti concentrerai particolarmente?

Le gomme, perché hanno una grande influenza su ogni cosa. I nuovi pneumatici portati da Michelin sono piaciuti a tutti, perché hanno più grip, ma una cosa è provarli nei test, un’altro farci la gara. La vera realtà dei fatti la vedremo solo in Qatar”.

Non vedi l’ora?

Credo che gli ingegneri abbiano lavorato particolarmente bene in questi mesi e anch’io ho fatto altrettanto. Sono rilassato, fidatevi”.

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