MotoGP, Gresini: "Ho scritto la storia del motociclismo grazie all'ignoranza"

Fausto scherza parlando del suo team: "come pilota non mollo mai. Bulega aveva bisogno di cambiare aria. La MotoE è una piattaforma per fare crescere i giovani"

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MotoGP, Moto2, Moto3, MotoE, CIV… “Stai attento a non dimenticarti niente!Fausto Gresini scherza mentre gli si ricordano tutte le classi e i campionati in cui la sua squadra è impegnata. Ci vorrebbe molto di più a elencare tutti i successi ottenuti dal 1997, quando il team debuttò in 500 con Alex Barros. Un piccolo bignami: 170 podi, 55 vittorie e 4 titoli mondiali per una squadra che è un pilastro portante del motomondiale.

Qualche pagina di storia l’abbiamo scritta anche noi in questi ultimi vent’anni” dice orgoglioso Gresini. Se ieri ci aveva parlato della sua collaborazione con Aprilia, oggi è la volta di puntare i riflettori sui suoi team.

Fausto, qual è il segreto per restare sulla cresta dell’onda per così tanto tempo?

Sono un pilota e, come diciamo dalle mie parti, sono rimasto ignorante! (ride) Quando desideri qualcosa puoi commettere degli errori, ma riesci a ottenerla se sei determinato. Quella è una qualità che non mi manca e poi non ho orari, lavoro sempre”.

La Gresini Racing da quante persone è composta?

Siamo in circa 60, più che una squadra è un’azienda ma anche una grande famiglia. Come ho detto, l’importante è non mollare mai. Sono orgoglioso e felice di quanto sono riuscito a fare e devo ringraziare tutti i miei partner e i miei collaboratori. Mi fa piacere essere riuscito a costruire una storia così importante in un Paese così difficile come l’Italia (ride)”.

“Bulega aveva bisogno di cambiare aria, contento sia con noi”

Parlando di corse, il cambiamento più importante per quest’anno è avere raddoppiato i piloti in Moto2.

Era da un po’ che volevo farlo, lo chiedevo ma non mi era stato concesso perché i posti erano limitati. Poi è arrivata questa possibilità”.

E hai pensato a Nicolò Bulega.

Era da un po’ che volevo un pilota italiano in Moto2, ci avevo provato con Fabio Di Giannantonio per il 2019 ma non eravamo riusciti a trovare un accordo. Nicolò è un pilota molto giovane ma che ha già un’esperienza importante alle spalle con la VR46”.

Bulega è un pilota di talento, ma non è ancora riuscito a concretizzarlo coi risultati.

Io penso che avesse bisogno di cambiare l’aria. La VR46 è un’ottima struttura ma, dopo un po’ di anni in cui non raggiungi gli obiettivi che ti eri prefissato, è meglio cambiare. Potrà conoscere gente diversa e trovare nuovi motivazioni, sono certo di avere fatto la scelta giusta con lui e sono contento che abbia accettato di venire nella mia squadra”.

Solitamente hai l’occhio lungo per i giovani…

“Sono contento di avere avuto piloti forti, come Di Giannantonio e Martin, che penso vedremo presto in MotoGP. Anche Baldassarri debuttò nel Mondiale con noi e Morbidelli fece le sue prime gare in Moto2 nella mia squadra”.

Quest’anno avrai anche tanti spagnoli fra le tue fila.

In Moto2 ci sarà Edgar Pons, il campione europeo, è giovane ma ha già esperienza. In Moto3 Rodrigo e Alcoba, il campione junior”.

“Il 2019 il peggior anno in Moto3 ma ora punto su Rodrigo”

In Moto3 l’anno scorso non hai avuto molte soddisfazioni, perché?

È una classe che mi appassiona molto, perché io stesso vengo da quella che era la 125 e perché si possono fare crescere i giovani piloti. Solitamente è un progetto in cui servono 2 o 3 anni per vincere e nel 2019 siamo ripartiti da zero. Nella stagione precedente eravamo arrivati primo e secondo nel Mondiale con Martin e Di Giannantonio, che poi sono passati in Moto2”.

Che anno è stato?

Il peggiore da quando siamo in Moto3 se parliamo a livello di risultati. Rodrigo è stato sfortunato e fra cadute e problemi alle braccia ha passato praticamente tutto l’anno infortunato. Avevamo poi scommesso su Riccardo Rossi, ma probabilmente non era ancora pronto a correre nel Mondiale con un team come il nostro. È un pilota forte ma abbiamo anticipato i tempi, in Moto3 basta un piccolo errore e non riesci a fare risultati. Quest’anno credo sarà diverso, Rodrigo può lottare per i primi posti in tutte le gare”.

“Bello vincere con Ferrari in MotoE, è una piattaforma per fare crescere i giovani”

L’anno scorso ti sei comunque rifatto con la MotoE.

È stata una soddisfazione vincere al primo anno di un nuova campionato e con un pilota emergente come Matteo Ferrari. Io la vedo come una piattaforma in cui fare crescere i giovani, e quest’anno lo faremo con Zaccone”.

Ti ha convinto come categoria?

Essendo le moto tutte uguali, il lavoro è un po’ diverso dal solito, ma questa formula esalta le capacità del pilota e della squadra. Penso sia una classe ancora tutta da scoprire e mi aspettavo che queste moto andassero più piano. Il problema maggiore al momento è il peso, altrimenti potrebbero essere al livello della Moto2”.

Pensi che il futuro delle corse passerà per l’elettrico?

Difficile dirlo ora, penso che le due realtà, motori elettrici e termici, convivranno”.

Non resta che parlare del CIV. Perché hai deciso di entrare anche in quel campionato?

È stata colpa di mio figlio Luca che voleva correre, poi lui ha smesso e io ho continuato con la squadra! (ride) È un progetto a cui sono molto legato, ho un ottimo rapporto con la Federazione Motociclistica Italiana, del resto io vinsi con il team Italia. Credo che in questo campionato la cosa più importante sia trasmettere ai giovani dei valori, farli crescere non solo tecnicamente. Naturalmente non tutti diventeranno campione, ma avranno fatto un’esperienza importante”.

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