Monopattini elettrici: non possono essere paragonate alle bici

Presentata una risoluzione da Roberto Rosso in Commissione Trasporti: "Il Ministero deve valutare la cosa"

Share


Abbiamo già approfondito l'argomento monopattini elettrici qui pochi giorni fa. Questi, sono stati equiparati alle bici, ma è una cosa corretta? E' contrario Roberto Rosso (Fratelli d'Italia N.d.R.), che ha presentato una risoluzione in Commissione Trasporti. Il politico ha chiesto al Governo di rivedere le cose, poiché non è corretto equiparare i monopattini elettrici alle bici. Possono essere pericolosi per l'incolumità dei pedoni e dei guidatori di monopattini stessi.

La cosa, inizialmente era nata con la legge del 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019), con l’articolo 1, comma 102. Questa, prevedeva la possibilità di autorizzare la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard e monopattini. E' poi arrivato il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti il 4 giugno 2019, che ha dato il via alla cosa. Il limite fu stabilito in una potenza nominale non superiore a 500 Watt per il motore elettrico con velocità massima di 20 km/h. Nelle aree pedonali poi, la velocità non avrebbe dovuto superare i 6 km/h.

Come stavano le cose fino a poco fa? A regolare la definizione di velocipedi, era l’articolo 50 del Codice della Strada. In questo, rientrano le bici a pedalata assistita, equipaggiate con un motore di potenza nominale pari a 0.25 kW (velocità massima 25 km/h). La modifica è avvenuta con la legge del 27 dicembre 2019, n. 160, all’articolo 1, comma 75, legislazione che ha equiparato i monopattini elettrici ai velocipedi.

Rosso, ha segnalato come prima problematica, il differente limite di velocità (20 km/h i monopattini e 25 le bici). Ha poi segnalato che la viabilità per i monopattini elettrici è in piena sperimentazione, e che la cosa ha visto degli sforzi economici da parte dei comuni per installare una segnaletica dedicata, ora, vana. Infine, ha "rispolverato" la seduta della Camera dei Deputati avvenuta il 23 dicembre 2019, dove si parlò di valutare l'idoneità degli strumenti atti a consentire la circolazione di tali mezzi su strada e garantire la piena sicurezza stradale.

Politica? Intanto, così, per dire e far riflettere, gli operatori dei servizi di monopattini elettrici in condivisione hanno richiesto un numero maggiore di licenze a Milano "per rispondere al bisogno di mobilità della città e dei cittadini". Citiamo un comunicato stampa di Hive: "I principali operatori a livello nazionale e mondiale di noleggio di monopattini elettrici in condivisione (Bird, Circ, Dott, Hive, Lime e Tier), che rappresentano la maggioranza del settore, hanno congiuntamente espresso con una lettera indirizzata al Sindaco Sala e all’Assessore Granelli, la richiesta di convocare un tavolo di confronto che abbia come oggetto la valutazione di una revisione sostanziale del numero massimo di licenze finora autorizzate e del meccanismo di attribuzione delle stesse". Pare che le 2.250 licenze rilasciate dal Comune di Milano non siano sufficienti (parliamo solo delle ultime settimane...).

Insomma, dietro questi monopattini elettrici c'è un importante giro di denaro, e come al solito, in Italia, dove c'è da "mangiare", ci si butta come topi sull'unica fettina di formaggio, con la speranza di potersi accaparrare il pezzo più grosso, e non solo la scorza. Giusto o sbagliato, non sta a noi dirlo, certo è che basta scorrere le news locali per leggere di persone che hanno perso il controllo dei monopattini elettrici e hanno ferito pedoni, o viceversa, di pedoni che hanno cambiato direzione improvvisamente (nelle aree pedonali?!?) e hanno urtato i guidatori di monopattini. Secondo voi, qual è la cosa più corretta da fare?

Share

Articoli che potrebbero interessarti