Alonso: "I primi corrono in un altra categoria"

"Sono impressionato dalla velocità di Sainz, ha tutto nelle sue mani. Un podio nella seconda settimana? Può accadere di tutto in questa corsa"

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Sicuramente è stata una prima settimana piena quella di Fernando Alonso alla Dakar 2020. Il due volte campione del mondo di Formula 1 sta partecipando al suo primo RAID a bordo della Toyota Hilux insieme a Marc Coma, suo copilota e veterano della corsa. L’asturiano sta correndo con tutti i riflettori puntati addosso a causa di una Dakar priva di grandi nomi e anche perché, c’è da dirlo, dove va Nando tutto si trasforma in oro: chiedere al circuito Bugatti e a Daytona per conferma. 

Arrivati a Riyadh la Dakar si prende una pausa, di un solo giorno, certo, ma pur sempre una bella boccata d’aria. E c’è tempo per parlare con la stampa e tirare le prime somme. 

Partendo dai numeri c’è da dire che la corsa araba di Fernando Alonso, per ora, non è un grande successo, visto e considerato il 16° posto nella generale a più di 3 ore e 18 minuti da Sainz. Ma attenzione a fermarsi ai meri numeri però.  Nando ha perso tantissimo tempo nella seconda tappa, dove ha dovuto fare il meccanico e riparare sospensione e ruota della sua Hilux, in pieno stile Dakar. 

“Ho perso molto tempo in quella circostanza – ha detto Alonso al giornale spagnolo AS – stavamo anche andando abbastanza piano quando abbiamo avuto l’incidente. Come avevo detto prima di iniziare la corsa il mio obiettivo è finire la gara, non importa in quale posizione e quindi stavo andando al 70-80 percento nelle prime tappe. Questa corsa è un mondo tutto nuovo per me”. 

Ora però il ritmo è migliorato e, come detto, i risultati si vedono. 

“Ora sto guidando al mio ritmo, anche nella tappa 6 sono andato molto bene, ho chiuso sesto che è come essere sul podio perché i primi tre è come se corressero in un’altra categoria”. 

Sorpreso dallo show che sta mettendo in mostra Sainz?

“E’ davvero incredibile, ma non è una sorpresa. Sappiamo che Carlos è uno dei migliori, se non il migliore, qui, e sono molto felice che sia in testa. Siamo a metà della gara e ne è rimasta un’altra metà, ma lui ha tutto nelle sue mani. Quando inizia la tappa davanti chiude o primo o secondo e quando parte dietro recupera molto tempo. Se continua ad andare bene e la macchina rimane intatta, penso che sia sulla strada giusta per la vittoria”. 

Sainz è un vero maestro tra le dune, come ti sei trovato a guidare in una condizione così diversa rispetto all’asfalto delle piste a cui sei abituato?

“È pazzesco e non so come sia possibile ma il mio ritmo è addirittura migliore tra le dune. Marc, ha molta esperienza e mi consiglia sempre, capisce anche come sta andando la gara, quali sono le dune dove devo rallentare o dove devi arrampicarmi un po’ di più. Poi la nostra Toyota ha avuto dei problemi sui sassi, abbiamo forato molte volte, quindi meglio restare nella sabbia”. 

Oltre alle dune in una gara come la Dakar è importante anche la visibilità. 

“Assolutamente, è essenziale. Se sei troppo indietro ti arriva tutta la polvere addosso e fai fatica. A parte la visibilità qui è tutto nuovo per me, a livello di guida ci sono diverse sfide, come il comportamento dell'auto all'inizio e alla fine visto che partiamo con 400 litri di benzina e finiamo con 30 o 40, il livello di aderenza sulle diverse superfici. Sto imparando tutto mano a mano e le mie prestazioni migliorano di giorno in giorno. Sono davvero contento”

Visto che le prestazioni migliorano si può auspicare un podio nelle prossime tappe?

“Vedremo quanto dura la seconda settimana – ha concluso Alonso - All'inizio della Dakar ha detto che la posizione dipenderà un po' dalla complessità della gara. Ho seguito molte Dakar in televisione e so che può accadere di tutto, si possono recuperare anche molti minuti in una sola tappa ed in pochi chilometri. Staremo a vedere”.

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