TAPPA 4 - Sunderland penalizzato, Cornejo e la Honda si impongono

Il pilota cileno precede Benavides e Branch, mentre Brabec chiude al quinto posto davanti a Price, rimanendo al comando della generale

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Con la quarta prova che da Neom conduce la carovana ad Al-Ula, la Dakar entra nel vivo e di conseguenza non mancano i colpi di scena. Uno di questi riguarda Sam Sunderland, che si vede soffiare la vittoria di tappa. A causa di un eccesso di velocità, dove il limite prevedeva i 30 Km/h, al pilota britannico sono stati inflitti cinque minuti di penalità che l’hanno fatto retrocedere fino all’ottavo posto.

A sorridere è quindi la Honda di Ignacio Cornejo, che ringrazia aggiudicandosi il primo successo in questa edizione 2020 della Dakar. Al traguardo il cileno precede di soli 35 secondi il compagno Benavides, mentre in terza posizione spicca un sorprendente Ross Branch, trionfatore nel corso della seconda tappa. Non male come prestazione quella del pilota del Botswana, il quale si conferma nuovamente con i migliori.

Guardando la classifica da notare come i distacchi siano contenuti, dal momento che in soli cinque minuti sono racchiusi ben nove piloti. Tra questi compare il leader della generale, ovvero Ricky Brabec, che ha archiviato il mercoledì con il quarto crono alle spalle di un super Paulo Goncalves, al via del RAID con la Hero.

Per quanto riguarda invece la KTM ufficiali, il migliore è Toby Price, costretto a consolarsi con il sesto tempo di giornata davanti alla Sherco di Johnny Aubert. Finisce fuori dalla top ten Franco Caimi, così come Pablo Quintanilla, grande protagonista in avvio con la sua Husqvarna. Nella generale il cileno è quinto alle spalle di Price, mentre comanda il terzetto Honda formato da Brabec, Benavides e Cornejo, sesto Sunderland. 

Dando invece uno sguardo agli italiani, da registrare il 22° crono di Jacopo Cerutti, ora 28° nella generale. Il migliore della pattuglia tricolore resta Gerini in 25^ piazza. Sfortunato invece Xavier De Soultrait, finito a terra e costretto al ritiro. Per la Yamaha la Dakar in Arabia è a tutti gli effetti da dimenticare.   

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