Castera: “Ora vanno tutti forte, possono vincere in 10”

Il direttore del RAID ha commentato in un’intervista a El Pais la nuova Dakar2020, soffermandosi anche sull’equilibrio della categoria moto e su Fernando Alonso

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“Ci sono stati dieci anni in cui sapevamo tutti che avrebbero vinto o Despres o Coma. Ora è tutto più incerto ed è una buona cosa per la corsa e per lo sport in generale”. Firmato David Castera direttore della Dakar da quest’anno ed ex copilota e direttore sportivo della corsa. 

“Oggi ci sono dieci piloti che possono vincere e questo è incredibile – ha detto in un’intervista a El Paisvanno tutti molto forte, molto più di prima. In passato, quando correvano Cyril e Marc, se uno dei due avesse deciso di non andare molto veloce, l’altro lo avrebbe seguito senza disturbarlo per tutta la gara. Non lo dicevano ma era un patto tacito tra di loro. Oggi questo non succede – ha continuato Castera - con otto o dieci piloti veloci, sono tutti obbligati a dare il massimo ogni giorno. Non possono essere molto strategici, perché ci sarà sempre almeno un pilota che decide di attaccare. La filosofia di questa gara è cambiata molto”. 

“Fortunatamente siamo andati via dal Sud America”

Oltre a questo, la Dakar ha cambiato, quest’anno anche location passando dal Sud America all’Arabia. “In 11 anni abbiamo fatto molte cose in Sud America e le idee erano un po’ finite, ma abbiamo avuto un problema più grande. Con i problemi sociali e finanziari di questi paesi era difficile vedere un futuro per la Dakar ed è stato difficile prendere una decisione. Per fortuna non siamo rimasti lì, perché con tutto quello che sta succedendo la Dakar sarebbe sicuramente finita. Ora saremmo a casa”. 

“Alonso non può vincere, era chiaro fin dall’inizio”

Osservato speciale di questa Dakar è sicuramente Fernando Alonso che tra le esperienze a quattro ruote che sta provando dopo il suo addio alla Formula 1 ha voluto annoverare anche il RAID più famoso del mondo mostrando un buon ritmo ma incappando in un brutto inconveniente nella seconda tappa. 

“Tutti sanno che un rookie e per di più pilota e campione di Formula 1, difficilmente può vincere la Dakar. L'unico che è riuscito a vincere al debutto è stato Ari Vatanen, ma per Fernando è diverso, lui è abituato all'asfalto e a una strada conosciuta, qui è tutto il contrario. D'altra parte, è molto interessante per noi avere persone che provengono da altre discipline, che vengono a provare, è la forza della Dakar. Ecco perché siamo felici che Alonso sia qui”.  

“Sappiamo che posti evitare”

Emozionante dev’essere stato tracciare il layout della corsa, in un luogo comunque non facile dal punto di vista politico e anche ambientale viste anche le recenti tensioni tra USA e Iran.Alla fine, il design del tour è stato la cosa più semplice quest'anno. Noi siamo qui per fare una corsa, già ai tempi dell’Africa dovevamo evitare certi posti che sapevamo essere conflittuali. Quest’anno abbiamo cercato di stare lontano dallo Yemen, per esempio. Il conflitto tra Iran e Stati Uniti interessa più altri paesi, qui siamo calmi. Come organizzatori, parliamo direttamente con la polizia, con le ambasciate, con il ministero e per il momento non c'è nulla di particolare da evidenziare, ma avanziamo con calma”.  

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