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SYM Maxsym TL 500: l'anti TMAX alla conquista della terra di nessuno

LA PROVA – Il nuovo arrivato della casa di Taiwan è il più “tranquillo” degli scooter bicilindrici, ma offre tanto più dei mono in fascia 400, a cui si avvicina nel prezzo

Test: SYM Maxsym TL 500: l'anti TMAX alla conquista della terra di nessuno

Quando un rivale è in testa alle classifiche da quasi 20 anni (Yamaha TMAX, tanto per non girarci intorno – qui la nostra prova della settima generazione -  puoi sfidarlo alla pari (ed uscirne probabilmente con le ossa rotte) o giocare d’astuzia. Il nuovo Maxsym TL 500 sembra proprio aver optato per la seconda soluzione, evitando sapientemente uno scontro che sarebbe forse stato troppo arduo da affrontare. Si tratta infatti di un maxi scooter sicuramente ben realizzato, ma con scelte tecniche “di compromesso” che gli consentono di avere un prezzo di listino più vicino ai migliori 400 monocilindrici, piuttosto che ai rivali di cilindrata superiore e con propulsori due in linea.

Sceglie un telaio a traliccio in tubi d’acciaio e 40 cavalli circa, quindi una decina in meno dei migliori competitor, che adottano anche scheletri in nobile alluminio, per offrire prestazioni al top, ma con prezzi quasi sempre in doppia cifra (il TMAX parte da circa 12 mila euro, arrivando fino a quasi 13.800, mentre l’altro taiwanese, l’AK 550 di Kymco, si ferma a pochi euro da quota 10 mila, tanto per fare esempi concreti). Qui invece il listino sorride, con un 7.990 euro, che scende di altri 500 con la promozione in atto per il lancio, arrivando quindi a 7.490.

LOOK SPORTIVO E PERSONALE, SENZA GROSSE RINUNCE

Se sottopelle basta scorrere la scheda tecnica per trovare differenze e scelte di compromesso (vedremo poi che si traducono comunque in un buon piacere di guida), a livello estetico il TL 500 si allinea con l’aggressività necessaria per piacere in questo segmento. Ricorda come risultato generale il suo più blasonato e venduto tra gli scooter sportivi, ma senza rinunciare a elementi estetici che gli regalano una personalità che lo rende ben distinguibile. Parliamo ad esempio della firma luminosa della luce diurna del gruppo ottico frontale (FULL LED, come lo è anche quello posteriore), che disegnano due iconiche saette sui lati.

La zona che contraddistingue maggiormente questo maxi scooter però, è senza dubbio quella dedicata alla sospensione posteriore, con un rinvio che unisce la testa superiore del mono ammortizzatore al telaio. Ad un occhio attento poi, non sfuggirà la catena della trasmissione finale, scelta “fuori dal coro” in mezzo a tante cinghie. La memoria corre subito allo scooter più esagerato della storia - almeno per ora - l’Aprilia SRV 850, oramai fuori produzione da qualche anno. L’aspetto rappresenta il giusto equilibrio tra linee tese per mostrare i muscoli, ma senza disdegnare un animo da Gran Turismo, pronto a viaggiare. Il plexy, infatti, è alto e regolabile con viti su due differenti posizioni, mentre la sella è ampia, con un comodo schienalino per il pilota, che separa la zona rialzata e leggermente più contenuta, destina al passeggero.

Al di sotto troviamo invece un vano promosso con lode, grazie ai suoi 37 litri, ma soprattutto grazie alle forme che consentono di alloggiare senza problemi due caschi aperti o un integrale ed altri oggetti.  

QUANDO “MENO” PUÒ ANCHE ESSERE MEGLIO

Qualcuno potrebbe storcere il naso. Alcuni rivali hanno infatti superato addirittura la fatidica soglia dei 35 kW, dovendo quindi conquistare la fascia della patente A2 con versioni depotenziate, mentre il nuovo Maxsym TL 500 ci resta decisamente lontano. In realtà, proprio il fatto di posizionarsi tra i 30-35 cavalli dei più potenti tra i 400 ed i 50 ed anche oltre di altri maxi bicilindrici (alcuni dei quali con cilindrate prossime ai 750 cc), pone questo nuovo SYM in un terreno inesplorato e senza alcun concorrente.

Il suo propulsore è tutto nuovo (conforme quindi alle norme Euro 5), con una cubatura di 465 cc ed esprime una potenza massima di 40 cavalli a 6.750 giri. Si tratta di una unità raffreddata a liquido, con distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro, abbinata ad un contralbero di bilanciamento per ridurne le vibrazioni. Quello che poi scopriremo essere il suo miglior pregio è la curva di erogazione molto lineare e piena fin dai medio bassi, che tocca quota 42.5 Nm al regime di 6.250 giri in quanto a coppia massima. Come detto precedentemente, la trasmissione finale è a catena, mentre la taratura del gruppo frizione / variatore, rende il carattere del propulsore docile e ancor più fluido, senza rinunciare a prestazioni superiori ai rivali monocilindrici, ma sicuramente leggermente inferiori ad un TMAX o al potente AK 550.

QUALCHE FRONZOLO IN MENO, CICLISTICA ALL'ALTEZZA

La strumentazione prevede un display TFT da 4,5 a colori posizionato centralmente ed affiancato dalle classiche spie sulla sinistra, e da un secondo piccolo schermo sul lato destro, dove troviamo le informazioni relative a velocità, percorrenza e livello benzina. La porzione più importante del quadro strumenti è invece personalizzabile con tre grafiche e navigabile con i tasti al manubrio. Non mancano i dati sul consumo ed il contagiri, mentre non è prevista l’interazione con il proprio smartphone, che in questo segmento ci stiamo invece abituando a vedere. Si tratta di uno di quei “fronzoli” a cui il TL 500 rinuncia sull’altare di un posizionamento così aggressivo in quanto a prezzo. Possiamo citarne altri, come il controllo di trazione ed il sistema keyless, ma non gli manca invece nulla dal punto di vista della ciclistica. Il telaio perimetrale abbraccia il motore, posizionato sotto al serbatoio ed in modo da distribuire perfettamente i 223 kg in ordine di marci, 50% su ciascuna ruota. Queste vedono due cerchi ultraleggeri da 15” ed abbinati a coperture appositamente sviluppate per il TL 500, delle Maxxis Supermaxx S3. Al raffinato schema multilink posteriore (con ammortizzatore regolabile in precarico), si affianca all’anteriore una forcella a steli rovesciati da 41 mm con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini pronte a mordere i due dischi da 275 mm, medesimo diametro di quello posteriore.

LA PROVA DICE CHE…IL COMPROMESSO (POTREBBE) ESSERE AZZECCATO

Saliti in sella la curiosità di capire se la scelta fosse azzeccata o meno c’era tutta. Dopo averlo provato a fondo possiamo dire che sono più i lati positivi che quelli negativi. Cominciando dai primi, il Maxsym è innegabilmente piacevole da guidare, sia per l’erogazione sempre fluida e per il motore pieno fin dai bassi, che per una ciclistica che non sfigura affatto, nemmeno se confrontato con rivali dai prezzi decisamente più elevati. I due dischi all’anteriore, con pinze ad attacco radiale, consentono di staccare forte e fermare gli oltre 220 kg in spazi contenuti. Non temono nemmeno l’affaticamento dopo una sequenza di frenate importanti, con un feeling con la leva che non lascia spazio a critiche. Il posteriore subisce ovviamente di più l’azione dell’ABS in caso di “strizzate” della leva sinistra, ma nel complesso il comparto freni ne esce con un giudizio molto positivo. Altrettanto possiamo dire di forcella e mono posteriore che, grazie allo schema raffinato e ad una buona taratura, sembrano aver centrato l’obiettivo al primo tentativo di SYM in questo segmento. Il fratello 400 che ho provato in passato mi aveva dato l’idea di un compromesso più votato al comfort che all’efficacia nella guida sportiva, qui invece cambia tutto. Il Maxsym TL 500 sposta decisamente l’asticella verso l’alto per la casa di Taiwan.   

Piacevole quindi tra le curve o nel tragitto casa ufficio affrontato “di fretta”, trova il suo limite nelle prestazioni, ma solo se lo confrontiamo con i maxi più potenti. Fin dalle prime accelerazioni è chiara la differenza in questo e non potrebbe essere altrimenti, vista la differenza di cavalleria ed il peso in gioco. La frizione stacca in modo soft e, se questo è positivo da un lato, dall’altro ne penalizza leggermente le prestazioni al classico “sparo” al semaforo. Spalancando il gas infatti, notiamo un piccolo ritardo prima che il bicilindrico inizi a spingere bene e guadagnare giri. La potenza in meno si sente, visto che il TL paga un buon 20% rispetto ad AK 550 o TMAX, però vince a mani basse un ipotetico confronto con qualsiasi monocilindrico, sia in termini di brillantezza, che per una erogazione decisamente più corposa ai medio-basso. Allunga il giusto, fino a poco più di 160 km/h indicati (circa 145 effettivi), mentre lato consumi ci saremmo aspettati qualcosa di meglio, forse. In autostrada e su statali extraurbani si attesta in zona 20 km/l, in città si scende verso i 17, medesimo valore registrabile con altri scooter sportivi (che però mettono sul piatto anche una decina di cavalli in più). A sua difesa c’è da dire che l’esemplare che abbiamo testato ci è stato consegnato con meno di 10 km all’attivo e dopo un buon rodaggio potrebbe fare qualcosa di meglio.

Prezzo: Il nuovo SYM Maxsym TL 500 entra a listino a 7.990 euro f.c., ma in promozione viene offerto a 7.490. 500 euro di sconto che lo avvicinano decisamente ai rivali con un solo cilindro del segmento 400 cc (alcuni costano addirittura di più).

PIACE -  Prezzo, facilità di guida, linearità erogazione

NON PIACE - Vani retroscudo senza chiusura sotto chiave, consuma come i rivali più potenti

Ha collaborato Gianluca Cuttitta

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO

Casco: Caberg Drift Evo

Giacca: Dainese Sauris D-Dry

Pantaloni: Dainese Bonneville

Guanti: Dainese Plaza 2 D-Dry

Scarpe: Stylmartin Core WP Brown

 

 

 

 

 

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