MotoGP, Rossi: per continuare bisogna essere competitivi, altrimenti meglio no

Il 9 volte iridato confessa per la prima volta: "Per un pilota è un lusso decidere se smettere: di solito ti lasciano a piedi"

Share


Si ritira o non si ritira? A fine 2020, ovviamente. Non c'è bisogno di aggiungere di chi stiamo parlando: il soggetto è Valentino Rossi che oggi ha rilasciato alla Gazzetta dello Sport una lunga intervista che va letta...tra le righe.

Per la prima volta, infatti, troviamo il pesarese molto dubitativo sul suo futuro.

"Mi piacerebbe avere un po’ più tempo, purtroppo oggi nella MotoGP si decide tutto a inizio anno. Io avrò bisogno di un po’ per capire, tipo metà stagione. Parlerò con Lin Jarvis e la Yamaha, per capire cosa pensano".

Cosa dobbiamo leggere in questa frase? Secondo noi il significato è semplice: come abbiamo scritto nei giorni scorsi Vale prenderà la decisione probabilmente prima del Gran Premio del Mugello. Il che significa che avrà solo sei Gran Premi per capire se la Yamaha M1 2020 è ciò di cui ha bisogno per tornare a vincere.

Non sembra soffrire troppo per questa imminente decisione, Vale. E' giusto ciò che dice: "È un grande lusso per un pilota decidere se smettere quando decide lui. Di solito ti lasciano a piedi".

Ma se dovessimo scommettere una eventuale sì/no, a quanto daremmo una ulteriore prosecuzione del contratto fra Rossi e la Yamaha?

"Mio babbo e mia mamma vogliono che continui, ma anche gli altri - racconta il pesarese, che aggiunge - Però, dai, bisogna essere realisti. A me piacerebbe, ma bisogna essere più competitivi dell’anno scorso, sennò è meglio di no. E va bene uguale".

 

Share

Articoli che potrebbero interessarti