KTM regina d'Africa a caccia della 19esima Dakar consecutiva

Tutto pronto in Arabia Saudita per lo start della Dakar 2020. Favorita è la KTM con Price, Sunderland e Walkner. La casa di Mattighofen riuscirà a confermare il proprio dominio?

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Sono pronti a fare 19 e i favoriti sono ancora loro. KTM e i suoi equipaggi sono senza ombra di dubbio gli osservati speciali per della Dakar 2020 made in Arabia. 

La Casa di Mattighofen vince da 18 edizioni consecutive, precisamente dal 2001, anno dell’ultima partenza da Parigi, quando l’italiano Fabrizio Meoni regalò la prima gioia agli austriaci. L’anno dopo quel successo ci fu subito il bis del pilota tricolore, poi scomparso nel 2005 proprio durante il rally, e a seguire il dominio franco-spagnolo con l’incredibile rivalità Despres-Coma a spartirsi le edizioni dal 2005 al 2015, tutte targate KTM. 

Il 2016 è stato l’anno di Toby Price alla sua prima vittoria nella Dakar poi è toccato a Sam Sunderland nel 2017, a Mattihias Walkner nel 2018 e per finire il 2019 è stato l’anno del bis per Price, con un polso rotto, che ora si sta preparando per la tripletta. 

“Vincere la Dakar 2019 è stato un sogno - ha detto Price -  ma con il duro lavoro del team ci sono riuscito, anche con un polso rotto. Ci è voluto un po' di tempo per riprendersi, il mio infortunio si era aggravato durante la gara e ho avuto bisogno di un intervento chirurgico e di un innesto osseo per sistemare le cose. Ho trascorso la prima parte dell'anno a riprendermi, ma sono tornato in moto per l'Atacama a settembre. Le sensazioni sono state buone e sono migliorato passo dopo passo. I test sono andati bene e come al solito il team ha apportato alcune importanti modifiche alla moto, principalmente alle sospensioni, ne sono davvero contento. Questa del 2020 sarà per noi una Dakar completamente diversa, le prestazioni si stanno livellando e ritengo sia un bene per lo sport. Sarà una nuova gara, con un nuovo look e sono davvero entusiasta della sfida ".

Altro osservato speciale è Matthias Walkner, secondo lo scorso anno dopo essersi rotto una caviglia al quarto girono. Quest’anno punta alla vittoria per bissare il successo del 2018. 

“L'ultima Dakar è stata davvero dura per me - ha detto - Il secondo posto finale è stato fantastico, ma l’essermi rotto la caviglia il quarto giorno ha reso il resto della gara una grande sfida. Per fortuna sono stato in grado di terminare, ma da allora il processo di recupero è stato piuttosto lungo. L’allenamento che ho fatto ha avuto tanti benefici e anche se non ho trascorso tutte le ore che avrei voluto in moto, mi sento benissimo e sicuramente sono pronto per questa nuova sfida. I test sono andati bene, non solo sulla moto ma anche con la navigazione, poiché penso che si dimostrerà estremamente importante in questa Dakar ".

Chi avrà l’obbligo di tentare di sfruttare le difficoltà fisiche dei due rivali è Sam Sunderland, terzo nel 2019 e, come detto vincitore nel 2017. 

"Sono fiducioso per questa Dakar - ha detto il britannico - Ho vinto il campionato del mondo ed arrivare terzo alla Dakar all'inizio dell'anno è stata una vera spinta per me. Sia il team che la moto sono stati fantastici tutto l'anno e ora mi sento in forma e mi sono concentrato al massimo per fare del del mio meglio. Non vedo l'ora che inizi questa sfida: sarà una nuova avventura per tutti e penso che riassuma davvero lo spirito della Dakar. Mi piace che stiamo andando in un posto nuovo e che tutti dovranno adattarsi. Il percorso sembra duro, ma sicuramente darò il massimo in gara ".

La battaglia in questo 2020 dovrebbe essere tra loro tre, con anche Luciano Benavides che tenterà di dire la sua in qualche tappa. I 7856km e il nuovo regolamento della Dakar 2020 riserveranno certamente molte sorprese ma KTM tenterà di non lasciarsi sfuggire l'opportunità di aggiornare i propri record in quello che rimane, comunque, il più famoso ed affascinante rally del mondo. 

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