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MotoGP, Rossi e Hamilton a Valencia: lo scambio diventa 'fantasma'

Dopo il test più annunciato degli ultimi anni non trapelano né foto né video. Il mistero della mancata comunicazione rende ancora più affascinante la giornata

MotoGP: Rossi e Hamilton a Valencia: lo scambio diventa 'fantasma'

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L’unica cosa certa è che oggi Valentino Rossi ha guidato la Mercedes di Formula 1 e che Lewis Hamilton la Yamaha MotoGP, tutto il resto è avvolto nel mistero. Il circuito di Valencia era blindato, come se più di un innocente test si stesse consumando un’operazione ‘top secret’. Niente foto, niente video, neanche un posto sui profili social dei due piloti, che solitamente non lesinano con immagini delle loro prodezze sportive.

Lo sponsor Monster, che ha organizzato l’evento, ha voluto così e i due piloti si sono adeguati. Del resto, per loro, l’importante era divertirsi su due dei più affascinanti ed emozionanti mezzi a motore che esistano, per il selfie di rito ci sarà tempo.

Gli appassionati, però, dopo avere sentito a parlare per mesi di questo evento, almeno una foto sfocata avrebbero voluto vederla. Anche un filmatino sgranato, perfino leggere la classica dichiarazione di rito: “mi sono divertito, è stato emozionante, mi piacerebbe rifarlo”. Cose che chiunque potrebbe dire ricevendo un regalo del genere.

Invece nulla, nisba. Tutto rimandato, probabilmente a domani mattina, ma è facile cadere nel complottismo. Gli sponsor non si sono messi d’accordo, oppure Lewis e Valentino sono stati fotografati dal lato sbagliato, anche se avevano il casco, o ancora sono andati troppo piano e si vede dalle foto. Vale tutto quando non c'è nessuno che può sostenere il contrario.

Tutto sommato, in un’era in cui l’informazione viaggia alla velocità della luce dentro i cavi di fibra ottica, non sapere nulla è strano. Soprattutto dopo un evento preceduto da un battage mediatico non indifferente. È come essere tornati ai tempi in cui per vedere una foto bisognava svilupparla e non guardarla sullo schermo appena fatta.

Per ancora un po’ di tempo bisognerà immaginare. Il motociclista alle prese con i 1000 cavalli della Mercedes e l’automobilista che cerca di domare la M1. Poi la curiosità verrà soddisfatta, ci riempiremo gli occhi di immagini, cercando di capire di quanti gradi sia la piega di Hamilton e se Valentino sia uscito in controsterzo da quella curva. Tutto per una manciata di minuti, per poi passare oltre.

In fin dei conti, continuare a immaginare per un altro po’ di tempo non è un’operazione così noiosa. L'attesa del piacere è essa stessa piacere, diceva Lessing. O forse è solo un'altra operazione di marketing, ma questo nel 18° secolo non potevano saperlo.

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