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Monza Rally Show: va bene anche senza Rossi, ma si vuole Leclerc

Il Presidente dell’Autodromo: “La gara iniziava a mancare di credibilità ed è tornata ad essere dei rallisti e. Valentino? Se vuole lo aspettiamo per il 2020. Sarebbe bello avere Charles al Master Show”

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Una storia d’amore lunga vent’anni, ma che purtroppo si è interrotta. Forse non sarà una rottura definitiva, la si potrebbe magari definire come una pausa di pausa di riflessione. Sta di fatto che quest’anno Valentino Rossi ha deciso di non prendere parte al Monza Rally Show, puntando sulla 12 Ore del Golfo del prossimo weekend.

La kermesse brianzola, che chiude la stagione agonistica dell’Autodromo, ha visto per l’occasione i riflettori puntati sui protagonisti della specialità, ovvero i piloti Hyundai del Mondiale Rally, così come quelli del Campionato Italiano, tra cui Luca Rossetti e Andrea Crugnola, con quest’ultimo che ha conquistato il successo dell’edizione 2019.   

Per il presidente dell’Autodromo, Pietro Benvenuti, è quindi il momento di fare il bilancio.

Quest’anno abbiamo scelto di dare più peso alla gara sotto l’aspetto rallistico, dando importanza alla componente sportiva, così come a quella dello show. Il regolamento di questa edizione, con un folto numero di vetture R5 al via, ha riscontrato un grande apprezzamento da parte dei partecipanti, che hanno dato un giudizio positivo sulla strada imboccata”.

Presidente Benvenuti, andiamo subito al nocciolo della questione. Quanto ha pesato l’addio di Rossi in termini di pubblico?

“Al momento non ho ancora un dato ufficiale, ma posso dirle che il numero è in linea con quello dello scorso anno e le nostre aspettative (lo scorso anno erano in 58 mila nella tre giorni). Devo essere sincero nel rendere noto che venerdì c’era meno gente rispetto al 2018, però il pubblico ha risposto in massa all’evento”.

Quella tra Rossi e Monza è una storia giunta ai titoli di coda?

Da parte dell’Autodromo non c’è alcuna porta chiusa. Qualora Valentino decidesse di ritornare, da parte nostra c’è tutta la volontà di accoglierlo nuovamente a questa gara. Il fatto è che il Monza Rally non può legarsi soltanto ad un personaggio in particolare. Purtroppo, nelle ultime edizioni, la corsa aveva iniziato a perdere di credibilità, dato che i rallisti venivano per certi versi oscurati”.

Per anni Monza è stato considerato come il “rally” dei motociclisti, dato che oltre a Rossi hanno partecipato Dovizioso, Lorenzo, il compianto Simoncelli e molti altri. Quell’era ormai si può considerarla conclusa?

“Io sono dell’idea che dopo aver partecipato per tanti anni a un determinato evento, è normale che un pilota possa guardare altrove. Ovviamente il nostro compito è quello di dare un prodotto valido e interessante a tutti coloro che vogliano partecipare alla nostra kermesse. Da una parte c’è il rally, con la gara, dall’altra lo spettacolo con il Master Show”.

Si può dire che quest’anno è mancato il personaggio oppure il pubblico si è stufato di avere un personaggio?

“La cosa che posso dire è che durante questi mesi abbiamo lavorato per portare a Monza due piloti di Formula 1. I nomi sono quelli Bottas e Kubica. Purtroppo Valtteri non ha potuto presenziare perché era impegnato alla premiazione della FIA, mentre con Robert non siamo riusciti a preparare la vettura”.   

Ci riproverete per il 2020?

“Il nostro obiettivo è quello di capire cosa voglia la gente e di seguito focalizzare i nostri sforzi per avere un determinato personaggio, senza però vincolarsi, come detto in precedenza. Qua a Monza abbiamo visto a settembre un calore incredibile per Leclerc. Un pilota del suo calibro, darebbe un incredibile appeal alla nostra manifestazione, solo partecipando al Master Show della domenica”.      

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