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MotoGP, L'unico rivale di Marc Marquez è la sua Honda

Il campione spagnolo passerà il secondo inverno consecutivo facendo riabilitazione. La RC213V è veloce ma non perdona e i dati lo dimostrano

MotoGP: L'unico rivale di Marc Marquez è la sua Honda

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La moto perfetta non esiste, il pilota perfetto neppure, però ci sono delle combinazioni fra le due parti che si avvicinano all’ideale. Anche se con qualche compromesso. La premiata ditta Marquez-Honda, con 6 titoli mondiali in 7 anni, si avvicina alla perfezione, anche se tutto ha un prezzo.

Negli ultimi due anni l’ha pagato Marc che, invece di partire per le vacanze a fine stagione, è entrato in sala operatoria. L’anno scorso era stata la spalla sinistra a dargli problemi, ora è la destra e questo significa un inverno di duro lavoro e riabilitazione.

Dominare non è un esercizio semplice e farlo con la RC213V lo rende ancora più complicato, prova ne è che a parte lo spagnolo nessuno riesce a sfruttarla al massimo e ottenere certi risultati.

“Non mi interessa una moto facile, la voglio veloce” è il mantra di Marquez e la Honda è esattamente quello. Un’arma formidabile, ma a patto di saperla usare. Altrimenti son dolori, in tutti i sensi, e lo sa bene Lorenzo.

Marc Marquez sul podio... delle cadute

A fine stagione vengono sempre pubblicate le statistiche generali delle cadute e da quei dati si possono capire molte cose. Per esempio che Marc è sul podio dei piloti andati più volte a terra in MotoGP. Lo ha fatto per ben 14 volte, lo stesso numero di un debuttante come Bagnaia, uno in meno del ‘cascatore’ Miller e indietro di 3 lunghezze da Zarco, protagonista di una stagione infernale.

È anche vero che questo è il suo migliore risultato da 4 anni a questa parte (nel 2018 era caduto 23 volte, nel 2017 27 e nel 2016 17) ma rimane un numero molto alto. Anche perché questa statistica non tiene conto di tutti i ‘salvataggi’ di cui è stato protagonista. Difficile contarli, ma viene da pensare che sia stati poco meno delle cadute.

Questo dato assume ancora più valore se raffrontato a quelli degli avversari: Dovizioso in 19 gare è caduto solo 4 volte (e una è stato buttato giù), Vinales 6, Rossi 8. Perfino un debuttante come Quartararo ha assaggiato l’asfalto appena 6 volte (di cui una, a Phillip Island, incolpevolmente).

Ci sono poi altre informazioni da incrociare, quelle degli altri piloti Honda. Crutchlow è finito a terra 12 volte, Lorenzo 7 ma in appena 14 gare e dopo il rientro a Silverstone non ha voluto prendersi alcun rischio. Per Nakagami le cadute sono state 7, saltando le ultime 3 gare e stando ben attento da metà stagione in poi a non peggiorare le codizioni della spalla.

Sulla Honda ogni errore si paga a caro prezzo

La Honda richiede la massima concentrazione, appena ti distrai vai a terra. Tutto sommato è facile riuscirci nel fine settimana di gara, con due turni al giorno, ma nei test è complicato” spiegava a Jerez Marquez dopo la botta che lo ha costretto all’operazione.

Facile cadere e anche farsi male, soprattutto se non si hanno le sue abilità di funambolo che gli permettono di evitare l'inevitabile, come testimonia la foto qui sopra.

Dei 4 piloti che hanno guidato la Honda quest’anno, 3 hanno avuto dei guai fisici: il già citato Marquez, Nakagami anche lui con una spalla fuori uso e Jorge, che dopo la lesione alle vertebre ha deciso di dire basta. Senza dimenticare il terribile incidente patito da Crutchlow nel 2018 a Phillip Island.

È il carattere della Honda: velocissima ma difficile e sia Cal che Lorenzo in questa stagione lo hanno sottolineato più volte. Per il 2019 gli ingegneri giapponesi hanno trovato i cavalli che mancavano, ma la coperta è sempre corta e quindi l’iniezione di potenza ha significato rendere la moto più nervosa. Tanto che sia l'inglese che il maiorchino hanno sottolineato come la RC213V in versione 2018 sembrasse un gattino in confronto alla tigre di quest'anno.

Non per nulla, in questi ultimi test, il telaio è stato l’osservato speciale. Ce ne erano due diversi per il 2020, di cui uno rappresenta una nuova direzione. “Sulla Honda devi prima conoscere e poi fidarti dell’anteriore” la ricetta di Marquez, che però vale solo per lui. E non sempre.

Il risultato è un’infermeria piena di piloti e la ‘colpa’ è anche della moto. Logicamente, quando si arriva da così tante vittorie è difficile criticare un progetto, ma i fatti dicono che, forse, l’unico verso rivale di Marc Marquez è la sua moto.

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