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Ferrari e Savadori: svelati tutti i segreti di guida della MotoE

Ferrari: "La MotoE sarebbe più veloce della Moto2 se avesse lo stesso peso". Savadori: "Le devi guidare come una 2 tempi per fare percorrenza"  

MotoE: Ferrari e Savadori: svelati tutti i segreti di guida della MotoE

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Matteo Ferrari e Lorenzo Savadori sono stati protagonisti assoluti nella stagione di esordio della categoria MotoE in questo 2019. Esordio per la moto, la Energica Ego Corsa (guarda QUI il video), esordio per i piloti che, al pari di ogni altro pilota in griglia in questa stagione, non avevano alcuna esperienza in sella alle moto elettriche in gara. Con le moto gestite dal Team Gresini, Ferrari si è laureato campione del mondo, mentre Lorenzo ha impiegato più tempo del previsto a prendere confidenza con una moto completamente diversa rispetto a quello a cui era abituato, nel particolare le SBK. 

Li abbiamo incontrati a Valencia, al termine della doppia tappa che ha chiuso la prima stagione ed abbiamo pensato di fare con questi due talenti una intervista doppia, per farci raccontare tutto quanto siano riusciti ad imparare nella prima stagione della storia della MotoE. Dai segreti della guida alle sensazioni in sella, che con lo scorrere delle tappe sono diventate sempre più familiari. Il nostro Paolo Scalera ha tenuto bene a mente i consigli di Ferrari e Savadori quando è sceso in pista a Valencia in sella alla Ego Corsa ed ci ha confermato che li ha trovati molto utili nel gestire una moto che può senza dubbio sorprendere nei primi istanti in sella.

Paolo Scalera: "Mi hanno detto che questa MotoE si guida in modo diverso da qualsiasi altra cosa. Soprattutto per quanto riguarda il peso, sono un po' preoccupato! Me li raccontate tutti i vostri segreti per entrare in pista e magari divertirmi senza esagerare?"

Matteo Ferrari: "Lo stile di guida è diverso rispetto alla moto classica. Con tutto il peso che c’è, la staccata è fondamentale e per andare forte sei costretto a staccare forte. E’ molto facile arrivare a fine corsa con la forcella in staccata, puoi spesso trovarti a 'pacco' come si dice in gergo. Bisogna sempre cercare il giusto compromesso anche con il mono posteriore. Il peso influenza anche la percezione che hai mentre rallenti, è diverso rispetto alle moto tradizionali. Quella secondo me è stata la cosa più importante da capire per guidare queste moto. A Jerez ero arrivato dopo la stagione in SBK, sono salito sulla Energica e di primo impatto staccavo fortissimo, con la stessa forza che utilizzavo in SBK, solo che su questa moto non funziona. Si, devi frenare forte, ma non con tutti quei Bar che si utilizzano in SBK, altrimenti rischi solo di bloccare la ruota". 

Lorenzo Sadavori: "Io concordo con Matteo. Secondo me queste moto hanno bisogno di una guida un po’ old style, come poteva essere ad esempio con le due tempi o magari in una categoria tipo la Moto2. Non puoi utilizzare una guida sullo stile più simile alla MotoGP o alla SBK, ovvero frenare fortissimo e raddrizzare presto la moto. Bisogna fare tanta percorrenza e lasciare scorrere la moto a centro curva, perché il peso è importante soprattutto sull’anteriore e non puoi forzare, non puoi neanche mettere delle molle troppo dure alla forcella, altrimenti non riesci più a farla curvare. Un’altra cosa molto importante, anche guardando i dati, è imparare a frenare bene con il freno posteriore utilizzando la leva a manubrio. Una tecnica che ti permette di essere più pulito in staccata. Questo perché anche in frenata, se fai bloccare la gomma posteriore, lei + come se dopo si sbloccasse un pelino dopo. Questa è la grossa differenza ed anche difficoltà rispetto ad una moto ‘normale’".

MF: "Si, è esattamente così. Quando questa ti parte, lo fa molto più velocemente rispetto alle altre moto, perché mancano tanti segnali che ti possono aiutare a capire prima quello che sta succedendo".

E per quanto riguarda le gomme? E' vero che sono difficili da tenere in temperatura se non vai forte?

MF: "Le Michelin sono particolari, io non le avevo mai provate. Ti permettono di fare angoli di piega esagerati, ed anche se può sembrare una cosa scontata, con altre gomme non fai lo stesso angolo di piega. Con queste moto, che è importante far girare bene, questo aspetto ti aiuta tanto.Se riesci a sfruttare bene questa caratteristica fai tanta percorrenza, e nel frattempo fai anche girare la moto. Può essere un grande vantaggio se usi bene questa caratteristica. La cosa che noti moltissimo con queste gomme è che sembra quasi che quando perdono aderenza, la perdita vada avanti come per inerzia. Si sono visti tanti high side, perché nel momento in cui ti parte tu puoi anche chiudere subito il gas, ma la moto è come se continuasse per una frazione di secondo a spingere. Ad esempio a Lorenzo è successo un episodio simile. E’ partito, doveva fare un video con la moto ed era bagnato. Ha iniziato a spingere e ad un certo punto gli è partita la moto. Se guardi il video, si vede bene che lui chiude il gas subito e la moto continua a spingere. Il fatto è che su questa moto il gas è molto diretto, non ci sono filtri, non c’è niente. Quando ti parte devi stare molto attento. Devi quasi sentire un po’ in anticipo rispetto alla moto classica".

Ferrari: "Dopo un po' impari a gestire questo nuovo rumore, riconosci tutti i segnali della moto"

Ma per quanto riguarda il fatto che il rumore del motore non c'è, o almeno è completamente diverso, come ci si regola? E' difficile abituarsi ad una cosa del genere?

MF: "All’inizio la mancanza del rumore era un problema. Ma secondo me dopo un po’ ti abitui e inizi anche a capire meglio il motore ed il suo rumore. Adesso per esempio riesco a distinguere bene quando prendo il gas in mano a quanti giri sta andando il motore, prima era più difficile. La differenza di rumore su queste moto è molto più sottile se sei a gas spalancato o parzializzato. Poi c’è anche da dire che se giri prima con una moto stradale normale e dopo salito su questa, è normale che non senti niente. Dopo un weekend sempre sulla stessa moto cambia. A Misano per esempio mi è partita un paio di volte e io me ne sono accorto in tempo, credo dipenda anche dall’esperienza che hai in sella".

LS: "L’accelerazione si sente tanto, ma penso che una SBK da mondiale accelera di più. Poi la cosa che davvero fa impressione e dove forse questa spinge di più è la partenza da zero a cento. Non avendo cambio, non avendo niente che filtra, quando vai a spalancare è immediato arrivare alla massima spinta. Poi un’altra cosa particolare è il fatto che manca il rumore. In uscita di curva a volte ti parte, come diceva Matteo, e noi siamo magari abituati anche a sentire con l’udito il fatto che magari la gomma inizia a fischiare oppure senti il motore che cambia suono per i controlli elettronici. Qui è molto strano che manchi tutto, qui quando senti che è partita è già troppo tardi, devi ritirare tutto. Soprattutto in una gara bagnata, come ad esempio in Austria, senza aver mai girato in quelle condizioni, è difficile".

Il vero limite di queste moto sembra essere al momento il peso. Secondo voi se pesassero come una moto 'normale' quanto andrebbero forte?

MF: "Secondo me una moto elettrica con lo stesso peso di una endotermica andrebbe più forte. Secondo me se avessero la capacità di fare una distanza di gara diciamo più normale, metti una quindicina di giri almeno, con lo stesso peso, secondo me andrebbe più forte l’elettrica. Io faccio una comparazione con la Moto2 che ho usato nel CEV, che ha ancora il motore Honda ed una potenza massima simile a questa. Credo che la MotoE a parità di peso andrebbe più forte".

LS: "Sarebbe da verificare secondo me. Poi bisognerebbe anche vedere la durata, perché al momento sono troppo corte". 

MotoE: una stagione che ha insegnato tanto a Ferrari e Savadori

La stagione è conclusa, ci sono stati trionfi ed anche delusioni. Cosa vi ha insegnato davvero questa esperienza in MotoE, una categoria nuova e per forza di cose diversa sotto tanti punti di vista?

MF: "Mi ha insegnato ancora di più ad adattarmi in fretta, che è un’esigenza in questo periodo storico del motociclismo molto importante. Si cambia spesso categoria, si cambia team, gomme, moto. Prendi anche cosa è successo quest’anno in Moto2, sono partiti con delle gomme, poi hanno cambiato la struttura delle stesse nel corso del campionato in Dunlop e sono cambiati anche i valori in campo. La MotoE mi ha insegnato ad adattarmi in fretta perché era una moto che non avevo mai guidato ed ogni sessione è breve, il tempo è sempre poco. Secondo me ti aiuta su questo".

LS: "Io ho imparato molto ad adattarmi, anche a stravolgere il mio stile di guida in base alla richiesta della moto a quello di cui c’è bisogno per farla andare forte. Girando poco ed avendo gare corte, era fondamentale essere pronti a reagire, modificare i parametri velocemente. E’ stato interessante".

Intervista di Paolo Scalera

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