SBK, Test Jerez: Redding e la Ducati a terra, 1° Rea

Scott termina la prima giornata al 6° posto a quasi un secondo dalla vetta, mentre il Cannibale precede Razgatlioglu, 4° Lowes, 8° Davies

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Nel segno di Rea, proprio così! La prima giornata di test a Jerez della Superbike ha sorriso al cinque volte campione del mondo. Meglio di così non poteva proprio iniziare la due giorni per il Cannibale, il quale ha recitato la parte di assoluto protagonista. Su una pista baciata dal sole, l’alfiere Kawasaki ha messo in riga la concorrenza grazie al crono di 1’39”207. Una prestazione siglata sul finale del turno, in occasione della 60^ delle 63 tornate realizzate dal nordirlandese.

Ha lavorato sulle gomme, così come sul motore della propria ZX-10RR il Cannibale, con l’obiettivo di ridurre quel gap evidente emerso nel confronto con la Panigale V4 nell’ultima stagione. In casa Aruba Scott Redding (foto courtesy by Speedweek) ha proseguito il proprio apprendistato in sella alla Rossa archiviando il giovedì con un distacco dalla vetta che arriva a sfiorare il secondo, per l’esattezza 930 millesimi. Trarre un giudizio rischia di essere un grosso errore, dal momento che il britannico ha cercato di valutare tutte le novità portate in pista dalla Casa di Borgo Panigale, la quale ha presentato diversi aggiornamenti di ciclista ed elettronica. Non è mancato poi un fuoriprogramma, poco dopo le 15, quando il numero 45 è finito a terra in curva cinque senza però rimediare conseguenze.

Il campione in carica del BSB comprare in sesta piazza, mentre due posizioni più arretato Chaz Davies, che accusa quasi un secondo e mezzo dal nordirlandese. Tra le due V4 si inserisce quindi la BMW di Tom Sykes, impegnato a provare diversi telai di ultima evoluzione sviluppati a Monaco.

Tornando ai piani alti della classe, a mettere nel mirino Rea è un super Toprak Razgatlioglu, che all'ultimo tentativo disponibile è riuscito a portare la propria R1 a soli 19 millesimi dal leader. Il turco ha quindi sfruttato al meglio la gomma da tempo, precedendo il proprio compagno di squadra, Michael van der Mark, incalzato a sua volta dalla Kawasaki di Alex Lowes e la Yamaha Ten Kate di Loris Baz. 

Nelle prime dieci posizioni c’è anche spazio per Niccolò Canepa, il più veloce tra gli italiani davanti alla BMW di Eugene Laverty, mentre restano fuori dalla top ten gli altri alfieri della pattuglia tricolore. È il caso di Michele Pirro, chiamato all’ultimo da Barnabò per sostituire l’infortunato Camier in sella alla Panigale V4 del team Barni. Più staccato invece il rookie della top class, ovvero Federico Caricasulo, 14° alle spalle della Kawasaki di Forés, mentre 15° Lorenzo Savadori in ritardo di oltre due secondi.

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