MotoGP, Quartararo: "Mi do un 8, ma non voglio che il successo mi cambi"

VIDEO INTERVISTA - "La Yamaha è una moto amichevole e mi ha aiutato a non fare cose stupide. Nel 2020 punterò al podio a ogni GP"

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Se il re del 2020 è stato ancora una volta Marc Marquez, il titolo di principe spetta a Fabio Quartararo. Senza dubbi nessuno si aspettava che il pilota francese potesse concludere il suo primo anno in MotoGP con 7 podi, 6 pole position e 13 partenze dalla prima fila nella sua stagione di debutto nella classe regina.

La scommessa del team Petronas di credere in lui è stata stravinta e ora è tanta la curiosità su cosa possa fare il prossimo anno. Prima, però, è l’ora di un bilancio della sua stagione.

Fabio, puoi dare un voto alla tua stagione da uno a dieci?

È stato un anno incredibile, quindi forse mi darei un 8. I due punti che mancano sono a causa dei miei errori, ma avevo bisogno di farli per imparare per il futuro. E' importante non esagerare, ma è anche vero che ci sono state alcune gare in cui avremmo potuto fare un lavoro migliore, come in Australia o a Silverstone. Ho commesso degli errori, ma questo fa parte del lavoro e ho imparato da loro. Il momento clou dell'anno è stata sicuramente la pole position a Jerez, è stata la prima volta in assoluto in cui sono stato davanti a tutti in turno in MotoGP ed è stato per la pole position!".

Cosa hai imparato in questa stagione e cosa dovrai imparare nel 2020?

"Ho imparato molte cose sulla gestione delle gomme, su come guidare una MotoGP con il serbatoio pieno e vuoto, come giocare con le mappe, ci sono troppe cose per elencarle tutte. E' un'esperienza incredibile essere in grado di guidare queste moto, e ho imparato così tanto che non è facile dire tutto. L'anno prossimo voglio fare meglio in gara, perché sappiamo già che sono veloce in qualifica".

Che ruolo hanno avuto il team e Yamaha nella tua stagione da debuttante?

"Il ruolo della squadra all'inizio dell'anno era quello di insegnarmi e ogni singolo membro mi ha aiutato in qualche modo. Tutti hanno fatto un ottimo lavoro, la loro stagione è da 9 su 10, solo perché tutti possono sempre trovare un modo per migliorare se stessi. Nessuna MotoGP è facile da guidare, ma la Yamaha è forse la più amichevole per un debuttante e questo mi ha aiutato molto a lavorare in modo semplice invece di fare cose stupide mentre guidavo".

Di cosa sei più orgoglioso nella tua stagione debuttante?

"Di tutta la seconda metà della stagione, quando ho potuto essere lì a lottare per il podio in molte gare. Penso che sarà l'obiettivo del 2020 correre ogni singola gara lottando per il podio e per le prime 5 posizioni. Naturalmente, i rimpianti maggiori sono gli incidenti di Phillip Island, Sachsenring e Silverstone, ma abbiamo imparato molto da ognuno di loro".

Il tuo nome è ora molto più conosciuto che all'inizio di quest'anno, che effetto ha avuto su di te?

"Naturalmente lo avverto perché l'anno scorso non ero un nessuno e poi improvvisamente, con un grande cambiamento nelle prestazioni, quest'anno la gente ha iniziato a riconoscermi per strada o all'aeroporto. Ma la cosa importante per me è cercare di rimanere la stessa persona, non voglio fare cose stupide, voglio rimananere come prima".

Quali sono le tue aspettative per il 2020?

Sarà quella di lottare per il podio in ogni singola gara e di essere tra i primi 5 quando non sarà possibile”.

Quali sono i tuoi programmi per la pausa invernale?

"Starò a casa, allenandomi duramente e andando in moto il più possibile, perché l'inverno è l'unico momento in cui posso farlo senza molti rischi e pressione".

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