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MotoGP, Petrucci: "Mi sento in difetto con Ducati ma so dove migliorare”

"Uno scambio con Miller? Nessuno me ne ha mai parlato. Non ci penso. Lottiamo contro quello che, forse, è il miglior pilota della storia. Non è facile ma dobbiamo dare di più. Un voto alla mia stagione? 6"

MotoGP: Petrucci: "Mi sento in difetto con Ducati ma so dove migliorare”

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Non si è conclusa nel migliore dei modi la prima stagione di Danilo Petrucci nel team ufficiale Ducati. Il ternano è scivolato a terra a metà corsa e non ha potuto quindi chiudere l’ultima gara del 2019. Lo zero fatto registrare oggi a Valencia significa anche la perdita della 5° posizione nel mondiale a favore di Quartararo, secondo in gara dietro a Marquez. Quali sono i perchè di questa caduta? 

“Sto cercando di capire cosa è successo  - ha detto - Ero più lento del giro precedente e quindi non sono caduto per quella ragione. Nella stessa curva siamo caduti in tre e non so il perchè ma non credo che sia stato un mio errore”. 

Quali erano le aspettative per questa ultima gara?

“Questa mattina ero abbastanza fiducioso in vista della gara ma in partenza ho avuto un problema con la frizione e mi sono ritrovato molto lontano. Comunque sono risalito bene e dopo aver passato Rossi sono caduto”. 

Sembri perseguitato dalla sfortuna in questa ultima parte di stagione. 

“Si, è la Legge di Murphy, quando qualcosa può andare storto, per certo, andrà storto e oggi è stato così. Mi dispiace per il team che ha perso il primo posto nella classifica delle squadre e anche per me stesso perchè ho perso la quinta posizione nel mondiale ma devo provare a vedere il meglio di questa stagione che è comunque la mia migliore in MotoGP”.  

Questa è stata la tua prima stagione con la Ducati ufficiale, chiudi sesto in classifica mondiale. Che voto ti dai?

Il bilancio è sopra la sufficienza - ha detto - posso darmi un 6 in pagella. Le aspettative all’inizio dell’anno erano di provare a farmi rinnovare il contratto e di vincere almeno una gara, e l’ho fatto. Se mi avessero detto che avrei finito sesto in classifica mondiale sarei stato contento perchè sappiamo che ci sono quattro case ufficiali che possono vincere gare”

Però ad un certo punto della stagione è sembrato che l’annata potesse prendere un’altra piega. 

“Si, ero 3° a quattro gare dalla fine e sicuramente non posso essere contento del mio finale di stagione ma credo di aver speso molto mentalmente perchè questo è stato il mio primo anno in un team ufficiale.”

Passando ad un discorso più generale su Ducati, come valuti questa stagione per la quale c'erano molte aspettative? 

“Ci stiamo scontrando con quello che, forse, è il miglior pilota della storia della MotoGP. Serve il massimo per vincere e quest’anno non l’abbiamo fatto, quindi non possiamo brindare a champagne. Bisogna dire che, però, Dovizioso è stato falciato due volte quest’anno e a Barcellona c’è stata la prima crepa del mondiale. Io credo che però da parte di tutti c’è una gran voglia di tornare a lottare, noi dobbiamo essere al 100% perchè se lui è al 99% arriva secondo”. 

Qual’è quindi il tuo obiettivo personale per il 2020?

“Di solito mi miglioro di anno in anno, quindi nella prossima stagione vorrei finire tra i primi cinque della classifica mondiale”. 

Anche dal punto di vista tecnico, dopo qualche anno alla ribalta, sembra che la casa di Borgo Panigale si sia trovata a rincorrere Honda.

“Si, loro hanno fatto un passo in avanti più lungo del nostro in questa stagione ma so che a Borgo Panigale stanno lavorando al 100% per colmare questo distacco tecnico. Anche io e Dovi, però, dovremmo fare qualcosa di più se vogliamo batterli”. 

Hai detto che in questo tuo primo anno in Ducati si sono mosse tante cose. Cos’ha comportato questo cambiamento?

“Ho dovuto relazionarmi con molte più persone, pensare a molte più cose e avere l’obbligo di fare risultato. Ho iniziato ad allenarmi davvero forte già a dicembre e forse ad agosto sono arrivato un po’ stanco”. 

C’è stato un momento dove hai capito che la stagione ti stava scivolando dalle mani?

“In Austria durante le qualifiche. Ho fatto un brutto errore dovuto alla voglia di far bene dopo la brutta gara di Brno e per dimostrare di essere ancora veloce ho sbagliato. Poi anche in gara non era andata benissimo visto che ho dovuto recuperare dal 15° posto. Stessa cosa anche a Silverstone, mi sono ritrovato 15° dopo il primo giro e ho dovuto lottare per risalire ma tutte queste gare negative consecutive mi hanno fatto cedere un po’”. 

In quel momento cos’è successo?

“Ad un certo punto mi sono sentito in difetto e ho iniziato a non pensare più alla moto. Il rimpianto è proprio di non essermi rialzato in quei momenti, ma per il 2020 so già dove migliorare”. 

Si è parlato di un tuo scambio con Miller per il 2020. Cosa ne pensi?

“Finché qualcuno di Ducati non viene da me a propormi un cambio io non posso pensarci”.

Audio raccolto da Matteo Aglio

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