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MotoGP, Rossi: "Alex Marquez con Marc in Honda? Non ruberebbe nulla a nessuno"

"E' il campione della Moto2, non ruberebbe nulla a nessuno" Rossi solo 12°: "Mi sono trovato in pista nel momento sbagliato. Non siamo bravi con le strategie"

MotoGP: Rossi: "Alex Marquez con Marc in Honda? Non ruberebbe nulla a nessuno"

La chiacchierata di Valentino Rossi dopo le qualifiche inizia sul pettegolezzo di Valencia: il possibile arrivo nel team  Repsol-Honda del fratello di Marc Marquez, Alex.

“Io mi sarei aspettato più Zarco, di Alex, come compagno di Marc, quindi sono curioso. Alex è il campione della Moto2 quindi perché no, se andasse in Hrc non ruberebbe nulla a nessuno”.

Subito dopo però si è tornato a parlare dell'ultimo Gran Premio della stagione dove Valentino, dopo l’ottima FP3 chiusa nei piani alti della classifica, si è qualificato solo in  12° posizione . La spiegazione di tale risultato è semplice, e riguarda (un’altra volta) la strategia.

“Questa mattina le FP3 sono andate bene nonostante il freddo, ho chiuso quarto e centrato l’obiettivo Q2. In FP4 ho lavorato sulle gomme in ottica gara - spiega - mentre in qualifica abbiamo sbagliato la strategia, dato che mi sono trovato in pista con la seconda gomma nel momento sbagliato, c’era tanto traffico e non sono riuscito a migliorare”.

Non resta dunque che rimuginare su quanto accaduto, riconoscendo anche gli errori commessi.

“La strategia a volte funziona ed altre no, oggi sono stato anche sfortunato dato che ho incontrato in pista Pol Espargarò con gomme usate, ma ad ogni modo pare che non siamo fantastici nell’elaborare strategie (ride ndr). Peccato perché senza errori di questo tipo sarei potuto essere uno o due file più avanti, e sarebbe stata un’altra gara”.

La gara comunque è ancora da correre e con un pizzico di ironia si può dire che Valentino sia esperto di rimonte a Valencia, dato che nel famoso 2015 ha chiuso quarto scattando dall’ultima casella.

“Il nostro potenziale era migliore ma partire 12° sarà difficile, sia perché superare qui non è facile sia perché il mio passo non è eccezionale. Sarà fondamentale la partenza come spesso accade, poi vedremo come si svilupperà la gara. Nel 2015 ero più veloce, quindi domani sarà più dura”.

Aldilà di cosa accadrà domani si può già trarre un bilancio della stagione di Rossi e della Yamaha, e Valentino racconta ciò che pensa con sincerità.

“Personalmente è stata una stagione difficile ed al di sotto delle aspettative: abbiamo passato momenti duri, la situazione è migliorata ma non sono riuscito a replicare i podi di inizio stagione. Per Yamaha è stata una stagione importante, dato che quest’anno il lavoro è migliorato e può essere ottimista per il futuro, avendo alzato il livello della moto”.

Cambiando discorso un altro tema è quello del calendario, in primis per le basse temperature che stanno in parte disturbando il weekend di Valencia.

“Non è una grande idea venire a Valencia a metà novembre, ma chi organizza il campionato ha interesse nel chiudere la stagione in Spagna. È vero che in passato abbiamo trovato temperature più alte, ma negli ultimi anni ci siamo scontrati con l’inverno. Un altro peccato è andare a Phillip Island in inverno, visto il posto e la pista, ne abbiamo parlato per tanti anni ma non è stato possibile fare nulla”.

Un altro punto collegato è quello della continua aggiunta di gare, su cui Rossi scherza. “Per me la linea che si sta seguendo ora è quella americana, ossia fare 43 gare o partite in una stagione ma accorciando il weekend, partendo ad esempio dal sabato. Ora ogni weekend è un lungo viaggio, quindi può essere un’idea rendere il weekend più corto, magari di due giorni”.

 

Audio raccolto da Paolo Scalera

 

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