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MotoGP, Rossi :"Con Lorenzo le migliori battaglie della mia carriera"

Dai piloti al suo capotecnico in 250, Giovanni Sandi. Le reazioni del paddock al ritiro di Jorge Lorenzo dalla MotoGP

MotoGP: Rossi :"Con Lorenzo le migliori battaglie della mia carriera"

Jorge Lorenzo, un po’ a sorpresa,  annunciato quest’oggi a Valencia il ritiro dalle corse e dal motomondiale. In quasi 30 anni di carriera e 18 di motomondiale Lorenzo ha guidato e vinto con tante moto, e gli aneddoti e i ricordi del paddock sono molteplici.

Rossi: "Che battaglie con Jorge"

Anni di bagarre in MotoGP e sette anni di convivenza (a volte molto difficile) in Yamaha tra l'italiano e lo spagnolo. Quali sono le sensazioni del dottore a poche ore dall'annuncio del ritiro da parte di Jorge Lorenzo?

“Lorenzo è stato uno dei più importanti piloti dell’era moderna. Con lui perdiamo una parte importante del nostro sport ed è un vero peccato. Lui mi ha sempre impressionato per la sua concentrazione ed sempre stato fortissimo, già dal 2008. Per tanti anni abbiamo condiviso il box in Yamaha e contro di lui ho fatto tra le migliori battaglie della mia carriera. E’ un peccato che se ne vada ma sta bene sia mentalmente che fisicamente e quindi è un bene per lui”. 

Marquez: "Tutti sanno come lavora Lorenzo"

“E’ stata una grossa sorpresa, nessuno lo sapeva nel team. Tutti sanno come lavora, poi i risultati possono arrivare o meno ma nessuno di noi si sarebbe aspettato questo. Siamo tutti diversi e ognuno ha il suo carattere e prende le decisioni da solo e lui è un gran campione. Gli faccio le mie congratulazioni per una carriera fantastica e se in questo momento ha deciso di smettere perchè non si sente competitivo bisogna rispettarlo". 

Dovizioso: "E' sempre stato il mio rivale"

“Jorge è stato un mio rivale. Abbiamo sempre cambiato classe insieme e quindi siamo rivali da sempre. Io credo che lui debba essere soddisfatto della sua carriera e delle sue vittorie. Penso che negli ultimi due anni le cadute abbiano intaccato la sua serenità e le sue certezze, ma posso testimoniare che il lavoro che ha fatto in Ducati è stato pazzesco”. 

Vinales: "Non è uno dei tanti"

”Essere campioni del mondo per 5 volte è pazzesco e non è da tutti. Gli auguro i migliori auguri per il resto della sua vita”. 

Rins: "Tifavo per lui davanti alla TV"

Lui è stato il mio punto di riferimento ed ero un suo tifoso quando guardavo la gare alla TV, è un idolo. Poter lottare qualche volta con lui è stato bello”. 

Morbidelli: "Ricordo la prima volta che l'ho visto"

“Mi ricordo che la prima volta che ho visto Lorenzo aveva vinto a Rio e si è dovuto fermare perchè era senza benzina, è stato un momento particolare. La sua carriera è stata strepitosa sia per i risultati che per il suo stile in pista e fuori. E’ stato uno dei grandi piloti del motociclismo ma se è felice della sua decisione dobbiamo essere contenti per lui”.

Ciabatti: "chiudere una carriera come la sua con una stagione così triste non è quello che si aspettava"

Paolo Ciabatti, direttore sportivo Ducati Corse, ha commentat l’addio alle corse annunciato oggi in conferenza stampa dall’ex Ducatista Jorge Lorenzo.

“È chiaro che dopo una bella stagione in Ducati lo scorso anno in cui ha vinto tre gare in modo spettacolare e poi si è fatto male, quest’anno ha avuto altri due incidenti prima dell’inizio della stagione e ad Assen con la frattura delle vertebre, questo unito al fatto che non ha trovato a un feeling con la Honda, penso che l’abbia portato, dopo una stagione molto sofferta con risultati non all’altezza del suo talento, a prendere una decisione importante sul suo futuro. Purtroppo è molto brutto il raffronto tra due compagni di squadra in cui uno ha vinto il mondiale con quattro gare di anticipo facendo solo primi e secondi posti e Jorge che in Australia è arrivato lontanissimo lottando con piloti che normalmente non avrebbe neanche visto. È un po’ triste vedere un campione come lui in una situazione del genere. Credo che abbia tratto le conseguenze dalla situazione, una decisione importante, sofferta e anche direi non inaspettata se vuoi, ma chiudere una carriera come la sua – cinque volte campione del mondo di cui 3 in MotoGP -  con una stagione così triste non è quello che nessuno si aspettava, perché può piacere o non piacere ma è stato un pilota che ha scritto un pezzo di storia”.

Sandi: "Deve riflettere e tornare"

Sandi all'uscita della conferenza stampa con Lorenzo

Tra i presenti alla conferenza stampa anche Giovanni Sandi, storico capotecnico del campione spagnolo ai tempi dei titoli in 250cc con Aprilia. Che ricordi hai di quagli anni?

“Lorenzo non voleva tante cose particolari - ha detto - Lui preferiva magari cambiare qualcosina nel suo stile di guida piuttosto che toccare una moto che considerava vincente”. 

Qual’è la gara che ricordi con più piacere?

“Tutte le gare che ha corso con noi sono state un vero spettacolo, perchè quando ti giochi la vittoria è sempre bello - ha detto - Ci siamo giocati un mondiale a Valencia e lì è stato particolare, ma alla fine andò bene”. 

Da suo capotecnico nella classe di mezzo eri sicuro che avrebbe fatto grandi cose anche in MotoGP?

“Assolutamente, infatti ci siamo trovati alla prima gara del Qatar ed ero sicuro che sarebbe stato davanti perchè il suo stile di guida era perfetto per quella moto”. 

Ed in questo ultimo periodo di sofferenza con la Honda cosa hai pensato conoscendolo?

“Ho pensato che non fosse lui - ha detto - c’era qualcosa che lo frenava, gli è andato male qualcosa in quest’annata. Ero sicuro che potesse giocarsela”. 

Può essere solo un anno sabbatico per lui?

“Io spero che ci ripensi - ha concluso - spero che rifletta e che ritorni. Quello di oggi non deve essere un addio ma un arrivederci. Jorge ha dato tanto a questo sport ma può ancora dare qualcosa”.

Pagnanini: "Tutto è iniziato con una torta di compleanno"

Lorenzo a 15 anni con la storica torta di Pagnanini

Commozione anche per Roberto Pagnanini, primo assistente di Lorenzo negli anni del debutto. Ti ricordi gli inizi della carriera?

"Lui non partecipò ai primi GP della stagione 2002 perchè era troppo piccolo, aveva ancora 14 anni - ha detto Pagnanini - La terza gara era ad Jerez dove il venerdì non corse, poi il sabato tirammo fuori la torta perchè proprio quel giorno Lorenzo fece 15 anni, l’età minima per correre nel motomondiale e lì iniziò tutto”. 

Il debutto nel motomondiale deve essere stato un bel regalo, chiese qualcos’altro?

“Glielo chiesi e mi disse di volere un autografo di Biaggi, allora lo accompagnai al motorhome di Max che gli firmò una cartolina con l’autografo”. 

Com’era Jorge da 15enne?

“Era molto timido e chiuso - ha detto - ma si vedeva che aveva qualcosa di speciale”

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