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Moto3, Dalla Porta: "Ho rinunciato a tante cose, ora la vita è migliorata"

Il neo-campione del mondo ha ricevuto l'abbraccio dei tifosi ieri a EICMA. "E' bello essere popolari, significa che sto facendo divertire. Perchè non abbiamo vinto in Moto3 per 15 anni? Tanti piloti forti ma incostanti"

Moto3: Dalla Porta: "Ho rinunciato a tante cose, ora la vita è migliorata"

EICMA 2019 è stato, tra le altre cose, anche il grande abbraccio dei tifosi italiani al neo-campione del mondo Lorenzo Dalla Porta. Il Re della Moto3, è stato al Salone di Milano nella giornata di venerdì e tra eventi con gli sponsor e qualche giro intorno alle novità del mondo dei motori è stato letteralmente assediato dagli appassionati. Che effetto fa firmare così tanti autografi?

“Fa un gran piacere avere tutta questa gente intorno - ha detto Dalla Porta -E’ bello essere popolari ed è bello riuscire a trasmettere qualcosa al pubblico quando sono in gara. Io corro per me stesso ma mi fa molto piacere far divertire i tifosi”

In realtà, però, una grande festa c’era già stata a Montemuro, il tuo paese, al tuo ritorno a casa dopo il trittico.

“Si, più che una festa è stato un bentornato - ha detto Lorenzo - Mi sono un po’ stupito perchè era un lunedi pomeriggio e di solito la gente lavora in quel momento, ma c’erano davvero tantissime persone”

Tornavi da quasi un mese in giro per il mondo, un mese che è stato praticamente perfetto, con 3 vittorie su 3 e la conquista del mondiale. Che sensazioni hai provato sull’aereo di andata e su quello di ritorno?

“Meglio di così non sarebbe potuta andare - ha detto - Anche prima del trittico, in Thailandia, avevo chiuso la gara al secondo posto per un piccolo errore all’ultima curva ma mi sentivo bene. Quest’anno non ho sentito la pressione perchè ho sempre cercato di trovare i lati positivi, senza diventare matto. Ci ho sempre creduto”. 

Quando hai capito che potevi farcela?

“L’obiettivo di vincere il mondiale ce lo eravamo messi, insieme al team, nel momento in cui ho firmato il rinnovo con Leopard lo scorso anno. Loro hanno creduto in me ed io in loro e già in Qatar ci sentivamo forti. In Thailandia, forse, c’è stata la svolta. Quel secondo posto è stata la conferma definitiva perchè venivo da un momento complicato, era scomparsa mia nonna ed è stato uno dei weekend più difficili della mia vita. Però ho approcciato la gara nel modo giusto e li ho capito di potercela fare”. 

Non avevi nessuna certezza, o ti sentivi già campione?

“Potevano esserci tanti intoppi, non dico di essermi sentito imbattibile ma ho creduto davvero in me dopo sulla gara”. 

Ora sei Campione del Mondo, ma il prossimo anno sarà già l’ora di un’altra sfida in Moto2, con il team Italtrans. Cosa senti di poter migliorare?

“Non saprei proprio. Dal punto di vista mentale penso di essere a posto perchè ho vinto e quindi la mia mentalità è stata giusta. Tecnicamente c’è sempre qualcosa su cui avanzare ma non mi viene in mente nulla di particolare”. 

La tua vittoria in Moto3 arriva dopo 15 anni dall’ultima volta di un italiano nella classe minore. La categoria era ancora la 125cc e il campione era stato Andrea Dovizioso che nel 2004 aveva conquistato il suo unico mondiale. Perchè non abbiamo vinto in 15 anni e perchè a vincere sei stato proprio tu?

“Sinceramente? Non lo so. Devono dirlo gli addetti ai lavori e la gente a casa perchè ho vinto io. Ci ho messo del mio, lo volevo tanto e ho dovuto lavorare sodo. Questo mondiale è il frutto di tanto lavoro e di tanti sacrifici. Non mi sono mai messo nei panni degli altri che in 15 anni non hanno vinto in Moto3. Forse nessuno è mai riuscito ad essere tanto costante quanto forte perchè è vero che ci sono state stagioni difficili, ma anche annate, come questa, dove in griglia si possono contare molti giovani italiani velocissimi. Io ce l’ho fatta”. 

Essere campione del mondo, però, per un ragazzo della tua età significa anche fare delle rinunce. Cosa ti è mancato in questi anni?

“Alla fine sono un ragazzo come un altro al momento, tranne quando sono in gara. Negli ultimi anni ho rinunciato agli studi, ma in realtà non mi è mai piaciuto molto stare su un banco di scuola, quindi non è stata una grande perdita. Però mi ricordo gli inizi, questo è uno sport molto costoso e per tanti anni non mi sono potuto permettere tante cose”. 

Per esempio?

“Non potevo uscire la sera con gli amici, comprarmi dei vestiti e dei telefoni alla moda. Insomma, molte cose materiali non potevo permettermele perchè sapevo che c’era da risparmiare in famiglia. Ora però mi sto togliendo tante soddisfazioni, non butto via i soldi, certo, ma la vita è un po' migliorata”. 

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