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MotoGP, Pirro: “La GP20? Stravolgere la Ducati per battere Marquez è da folli”

ESCLUSIVA - “Ho avuto modo di provare la nuova moto ed è bella, ma fino a Sepang non la vedrete. Non è ancora il momento di scoprire le carte”

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Tra poco più di una settimana la MotoGP tornerà in azione a Valencia, anche se la mente è già proiettata al 2020. Già, perché i test del Ricardo Tormo saranno l’antipasto della prossima stagione, anche se qualcuno ha pensato bene di giocare d’anticipo.

È il caso di Michele Pirro, che due settimane fa è sceso in pista sul tracciato spagnolo per prendere confidenza con la nuova GP20. Non manca quindi l’attesa  verso quella che sarà l’ultima evoluzione di Borgo Panigale nel confronto con la Honda di Marc Marquez.

“La GP20 l’ho vista e provata – ha esordito il collaudatore pugliese - è bella, ma fino a Sepang non la vedrete. Vi rimarranno quindi molti dubbi (sorride)”.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova Ducati, ma soprattutto cosa cambia rispetto alla GP19?

“Ogni anno facciamo dei miglioramenti e tutto questo è frutto dell’evoluzione portata avanti dalle Case e dai piloti. Credo sia giusto aspettare prima di mostrare agli avversari quelle che sono le nostre carte, dato che la concorrenza è agguerrita. Sono stati fatti dei piccoli miglioramenti, anche se la base di partenza è buona. Dovremo lavorare molto sulla percorrenza in curva, dato che nelle altre aree non siamo messi male. Qualora dovessimo avere un motore ancora più potente potrebbe essere un ulteriore aiuto”.

Possiamo dire che sul fronte dello sviluppo, la Ducati si è ritrovata per la prima volta a rincorrere dopo anni?

“La cosa che ha migliorato di più la Honda è il motore, anche se alla fine c’è Marquez che fa sempre la differenza. Noi invece abbiamo fatto 16 podi e non è da buttare. Non ci sono stati dei passi indietro, siamo rimasti costanti, migliorando e la GP19 è uno step avanti rispetto alla GP18. La GP20 sarà l’ennesimo passo avanti con ulteriori miglioramenti”.

Contro Marquez quali cartucce può avere la Ducati, dato sul fronte dello sviluppo avete dettato per anni il passo?

“Il talento di Marc non lo si discute. Noi siamo agguerriti e c’è la voglia di contrastare il suo dominio. Dovizioso è sempre la vertice, forse ci manca un po’ di continuità in tutte le piste. Non è facile, anche perché la Yamaha e la Suzuki sono forti e quindi non bisogna arrendersi”.

Possiamo parlare di rivoluzione per questa 2020?

“La GP20 sarà figlia della moto precedente. Sarebbe da matti puntare a uno stravolgimento della Ducati, penso che la stessa cosa valga anche per le altre Case. Un esempio può essere la Yamaha con Quartararo. Se la moto funziona, bisogna solo migliorarla ed è ciò che stiamo facendo, anche perché ricominciare da capo con un progetto non è il nostro caso”.

Dal punto di vista dello sviluppo, cosa è andato storto? 

“Bisogna darsi delle colpe e trovare il sistema per migliorare ciò che non è stato fatto bene in precedenza. L’obiettivo è però risolvere le aree critiche, dato che in frenata e accelerazioni siamo forti. Purtroppo manca la percorrenza, l’aspetto che non ci rende completi. Quello che conta è avere un gruppo unito e provarci”.    

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