MotoGP, Lorenzo: "Caduta senza conseguenze? Preferirei non cadere"

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Il danno e la beffa. Non si può definire diversamente il sabato di Jorge Lorenzo, che oltre ad essere caduto in FP4 in modo abbastanza insolito, ha anche subito la beffa di dover disputare la Q1 con la seconda moto che non aveva lo stesso assetto della prima. Non che la sostanza fosse destinata a cambiare in modo eclatante, perché ormai è chiaro a tutti che il tunnel in cui è entrato il maiorchino da quando è salito su questa Honda è ben lontano dall'essere prossimo alla sua fine.

L'highside di cui è stato vittima Lorenzo non è altro che la ciliegia amara su una torta davvero difficile da digerire per un pilota abituato a vincere come era lo spagnolo fino alla fine del 2018. Domani scatterà in gara dalla 18a posizione in griglia di partenza ed è decisamente difficile immaginare una rimonta impetuosa da parte di un pilota che ad ogni incontro con i giornalisti non fa altro che elencare tutti i punti deboli di una moto che non riesce assolutamente ad interpretare.

L'unico sorriso che gli è stato strappato, è derivato dalla domanda di un giornalista che chiedendogli se fosse almeno contento di non essersi fatto male nella caduta, ha provocato questa risposta di Jorge.

"In generale preferirei non averne proprio di incidenti (ride, ndr)! Poi qui non è stato neanche un mio errore, io non stavo spingendo. Tutta colpa dell’asfalto. Non lo definirei neanche un incidente, perché un incidente ti succede quando vai forte. Qui è successo che sono andato su un punto in cui l’asfalto aveva davvero poco grip, o almeno era molto diverso rispetto a quello che c’è in altri punti della pista. Mi è successa la stessa cosa che è successa ieri a Johann. Penso sia un aspetto da controllare, perché in quel punto è pericoloso avere quel tipo di asfalto". 

Vuoi raccontare la dinamica della caduta dal tuo punto di vista?

"Stavo rinunciando a quel giro perché avevo iniziato a frenare troppo tardi, quindi avevo capito che non sarei entrato in curva. Ho pensato solo di andare largo per poi rientrare dopo e anche se ero inclinato poco ed andavo piano, mi si è chiuso davanti, poi è partita dietro ed ho fatto un high Side. Ho avuto fortuna perché sono caduto bene e non mi sono fatto niente anche grazie all’airbag. Dopo sono dovuto passare in fretta sull’altra moto e l’assetto non era lo stesso, quindi non sono stato abbastanza veloce".

Eppure ieri non eri andato così male.

"In generale sembrava che avessimo cominciato abbastanza bene il fine settimana. Solo che dopo non siamo riusciti a fare dei veri passi in avanti con l’assetto della moto, quindi non siamo siamo mai riusciti a migliorare i tempi sul giro. Specialmente in qualifica, volevamo migliorare la moto con delle modifiche, ma alla fine è andata anche peggio la moto. Pensavo di poter migliorare di almeno mezzo secondo i tempi di ieri, invece siamo rimasti sempre sullo stesso passo". 

Cosa hai modificato sulla moto, è arrivata qualche novità dal Giappone, magari un telaio nuovo?

"No, ho sempre lo stesso telaio. Stiamo cercando di fare degli esperimenti sull’assetto della moto ma il punto è che ogni volta che recuperiamo grip al posteriore, lo perdiamo sull’anteriore. Non sappiamo come mettere a punto questa moto. Abbiamo provato a cambiare l’assetto durante la FP4, ma non è andata bene. Il mio obiettivo era fare almeno 59’ o almeno girare in 2’00, invece sono stato un secondo più lento". 

In generale cosa ti aspetti dalla gara di domani, pensi di poter fare meglio che in Australia?

"Penso che qui potrei avere un ritmo migliore in gara rispetto agli ultimi Gran Premi, quindi vorrei migliorare il distacco dai primi. Per il momento siamo messi meglio che in Australia, ma sono ancora lontanissimo e lotto per brutte posizioni. Le sensazioni sono più o meno sempre le stesse, la moto non si ferma ed ha molto chattering. Ha un’inerzia molto grande e non riesco ad essere competitivo". 

Audio raccolto da Paolo Scalera

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