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MotoGP, Ciabatti: "Crisi? Ducati, dopo Honda, è la casa che ha vinto di più"

"Il secondo posto assoluto di Dovi non ci fa impazzire, vogliamo vincere, ma Marquez quest'anno ha fatto una stagione eccezionale. Quartararo ha tolto agli ufficiali Yamaha l'alibi della moto che non va"

MotoGP: Ciabatti: "Crisi? Ducati, dopo Honda, è la casa che ha vinto di più"

In Australia, una pista notoriamente poco gradita ad Andrea Dovizioso non ci aspettavamo granché dalla Ducati.

Una speranza di vedere Andrea lì davanti però ce l'avevano tutti ed invece Dovi, che l'anno passato era andato a podio, con il terzo posto, con Alvaro Bautista quarto nella sua breve avventura sulla GP18, ha terminato la gara in settima posizione, alle spalle dell'acerba Aprilia di Iannone, ma anche dei compagni di marca della Ducati-Pramac, Jack Miller, sul podio alle spalle di Marquez e Crutchlow, e Francesco Bagnaia.

Abbastanza, ora che il forlivese si è assicurato il secondo posto per il terzo anno consecutivo, per porsi qualche domanda. E quale miglior interlocutore di Paolo Ciabatti?

"Il podio di Miller? Il distacco da Marquez di oltre 14 secondi non può soddisfarci"

"Per quanto riguarda questo fine settimana a Phillip Island - ha detto il direttore sportivo della Rossa- abbiamo ottenuto un podio abbastanza fortunato, che sarebbe stato un quarto posto se Vinales non fosse caduto all’ultimo giro. Il distacco da Marquez, di oltre 14 secondi non può soddisfarci. Pur senza cercare scuse bisogna dire che le condizioni non ci hanno permesso di provare le gomme come in un weekend normale, ma questo problema lo hanno avuto tutti. Dobbiamo analizzare i perchè di una prestazione che, al di là del lato positivo che è il terzo posto di Miller insieme alla bella prestazione di Bagnaia con la moto 2018, ha detto che non siamo lì davanti a giocarci la vittoria e il podio". 

Quello che ha stupito è che i piloti Pramac siano andati più forte dei piloti ufficiali, ricordando la caduta di Petrucci al primo giro. 

“E’ un gran peccato non aver visto Petrucci ,perchè aveva dimostrato di essere in forma su questo circuito. Credo che avrebbe potuto fare una grande gara ma l’high-side alla seconda curva lo ha tagliato fuori. Per quanto riguarda i piloti Pramac bisogna dire che Miller ha una moto identica a quella di Dovizioso e Petrucci ,e che su questo circuito è sempre andato molto bene anche per via della motivazione che spinge un pilota nella sua gara di casa. Dovizioso ha utilizzato la gomma dura per poter fare una gara intelligente e avere sufficiente pneumatico posteriore anche alla fine e all’ultimo giro ha superato Miller salvo poi andare largo e perdere 4 posizioni. Sarebbe andato lui sul podio ma sempre con quel distacco che dice che la Ducati non è stata in grado di lottare con i migliori”. 

"Il secondo posto assoluto consecutivo di Dovi, in tre anni, non ci fa impazzire di gioia: vogliamo essere primi"

Con il livello della MotoGP attuale per essere più avanti possibile, tralasciando Marquez che sembra inarrivabile, bisogna essere sempre veloci e avere piloti che stanno sempre davanti. 

“Io credo che non esista nessun altra Casa che ha piloti che stanno sempre davanti a parte Honda con Marquez. Vinales e Rins non sono stati sempre tra i migliori e infatti sono entrambi dietro di noi in campionato. Andrea oggi, nonostante il settimo posto, si è assicurato la matematica certezza del secondo posto nel mondiale per il terzo anno consecutivo. Questo risultato non ci fa impazzire di gioia perchè noi vogliamo essere primi ma non va nemmeno scartato perchè se noi dovessimo disperarci per essere secondi per il terzo anno consecutivo con due gare di anticipo cosa dovrebbero fare gli altri? Dobbiamo avere continuità ad un livello più alto per poter impensierire Marquez, le altre Case, con tutto il rispetto, sono dietro di noi e lo sono definitivamente per quest’anno come per le due passate stagioni”. 

"Abbiamo vinto solo 3 Gran Premi, ma va considerata l'incredibile stagione di Marquez"

Però è innegabile che ci sia stato un calo in Ducati dal 2017 ad oggi. 

“Abbiamo vinto meno gare, questo è un dato di fatto ma credo che nessuno possa dimenticare di analizzare l'incredibile stagione che sta facendo Marquez. Non credo che nella storia del motociclismo moderno ci sia un pilota che ha vinto o è arrivato secondo in tutte le gare, meno quella di Austin dove avrebbe comunque vinto con una mano in tasca se non fosse stato fermato  da un problema tecnico che lo ha fatto cadere”. 

L’unico potrebbe essere stato Doohan, nel 1997 quando vinse 12 gare, fece due secondi posti e si ritirò proprio a Phillip Island nell’atto conclusivo della stagione.

“Ecco, ma stiamo parlando di più di 20 anni fa. Marquez ha un ritmo massacrante e nella gara di oggi ha tenuto il gas chiuso nel rettilineo per buona parte della gara visto che quando ha voluto fare i sorpassi li ha fatti con grande facilità e Vinales per provare a stargli dietro, purtroppo, è caduto”. 

"La Ducati quest'anno è pur sempre la casa che ha vinto di più, dopo la Honda"

Cosa si può fare con un avversario come lui?

“Si deve continuare a lavorare. Noi di Ducati nel 2017 e 2018 avevamo una moto con dei punti di forza chiari che nostri piloti potevano sfruttare sempre, ma con ancor più successo nei circuiti più congeniali alla moto. Grazie a questi punti di forza siamo riusciti a vincere 7 gare lo scorso anno e Dovizioso ne aveva vinte 6 nel 2017. Quest’anno ne abbiamo vinte solo 3 ma siamo comunque la Casa che ha vinto di più dopo la Honda di Marquez. Dobbiamo fare un’analisi ma ricordandoci che la Honda è riuscita a migliorare la sua moto consentendo al pilota eccezionale che hanno di fare la differenza, il loro motore è al livello del nostro”. 

"Quartararo ha tolto ai piloti ufficiali l'alibi e dimostrato che la Yamaha funziona"

La sorpresa dell’anno è stato Quartararo che sembra aver tirato Yamaha fuori dal buio.

Quartararo ha tolto ai piloti ufficiali di Yamaha l’alibi e ha dimostrato che la moto poteva funzionare bene. Noi in Ducati siamo contenti dei piloti che abbiamo, crediamo molto in Bagnaia perchè non possiamo dimenticarci che questo è il suo anno di esordio e tutto quello che ha fatto la scorsa stagione in Moto2. Oggi Pecco è stato convincente e sta metabolizzando il suo passaggio in MotoGP su una moto meno semplice rispetto alla Yamaha o alla Suzuki. L’auspicio è che il prossimo anno con la moto 2020 possa essere il pilota che tutti ci aspettiamo, ovvero quello che in Moto2 è stato più veloce di Quartararo. Avere degli stimoli interni serve, come serve anche avere un pilota veloce e un po’ discontinuo come Miller. Devo dire però che Dovizioso pur avendo fatto una stagione tra alti e bassi è comunque stato il migliore degli altri”.

"Bisogna chiedersi anche quanti piloti sono stati continui durante tutta la stagione"

Ci sono stati dei 'bassi' non imputabili alla moto. Ne è una chiara dimostrazione la gara di oggi: se Miller fa terzo Dovizioso deve andare più forte di lui. 

“Non necessariamente. E’ sempre difficile analizzare queste cose. Phillip Island non è uno dei circuiti preferiti di Andrea, Miller non è un pilota di serie B e Dovi lo aveva passato sul rettilineo dell’ultimo giro prima di commettere un errore. Tutto questo va analizzato in maniera generale, è vero che ognuno deve pensare in casa propria ma bisogna chiedersi anche quanti piloti sono stati continui durante tutta la stagione. Vinales? No. Rossi? No. Rins? No. Crutchlow? No. Questo è un campionato in cui i piloti nel passato pur vincendo un certo numero di gare e poi il mondiale avevano degli alti e bassi, quest’anno, come in tutta l’epoca MotoGP, non è successo e se Marquez non fosse caduto ad Austin avremmo un pilota che o ha vinto o è arrivato secondo. Noi abbiamo quattro piloti molto validi  e dobbiamo lavorare per riuscire a rendere la moto migliore per il prossimo anno”. 

"La squadra 2021? Stiamo facendo delle ipotesi, come tutti"

Il motomercato inizia molto presto, Ducati sta già pensando alla squadra per il 2021?

“Siamo facendo delle ipotesi, come tutti e come normale che sia. Fare ipotesi non significa prendere decisioni, bisogna analizzare la propria situazione e capire se ci sono delle alternative più valide rispetto alla tua squadra del prossimo anno. Io penso, al di là dei nostri attuali, di piloti molto competitivi, come ha detto anche Gigi Dall’Igna, ci siano solo Marquez , che non ha bisogno di presentazioni, Quartararo, che ha sorpreso tutti al debutto, è giovane e può crescere molto e Vinales, che è un ottimo pilota che se ha avuto una stagione altalenante. Però se mi viene chiesto di giudicare la stagione di Dovi in confronto a quella di Vinales io dico che è stato meglio Dovizioso e lo dicono anche i numeri. Poi se noi ci siamo abituati a vincere6 -7 gare all’anno e in questa stagione ne abbiamo vinte solo tre la cosa non ci rende molto contenti”.

Intervista raccolta da Paolo Scalera

 

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