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MotoGP, Cecchinello: "penso che Lorenzo deciderà se continuare dopo Valencia"

"Potrebbe provare la moto 2020 e dire ad HRC che non riesce a guidarla. Fare 20 gare in queste condizioni non fa bene a nessuno. Zarco? Davvero interessante"

MotoGP: Cecchinello: "penso che Lorenzo deciderà se continuare dopo Valencia"

Lucio Cecchinello ha raccolto a Phillip Island la più grande soddisfazione di questa stagione grazie al secondo posto di Cal Crutchlow, maturato dopo la caduta nelle ultime fasi di gara di Maverick Vinales, in lotta con Marquez per la vittoria. Un podio che mancava da troppo tempo a Crutchlow e ad una delle squadre migliori del Paddock. La LCR ha infatti l'invidiabile status di essere la squadra ufficialmente supportata da HRC e le moto a disposizione del britannico hanno le stesse specifiche di quelle utilizzate in gara da Marquez e Lorenzo. 

Quello che da un lato è un grande onore, nell'era Marquez è al contempo un enorme onere. Le prestazioni dello spagnolo rappresentano infatti il difficilissimo punto di riferimento con cui parametrare il rendimento di tutti i piloti Honda ed in questo 2019 hanno rappresentato più di ogni caso la cartina al tornasole per valutare la stagione di Crutchlow e di Jorge Lorenzo. La differenza tra i due è rappresentata da cinque titoli iridati per lo spagnolo ed una scritta sul casco che recita la frase: "Non sono un grande pilota, sono un campione". 

Crutchlow però è l'unico tra i due che almeno a tratti si è preso qualche soddisfazione, mentre per lo spagnolo la notte sembra sempre più buia. Abbiamo intervistato Lucio Cecchinello a Phillip Island dopo il termine del Gran Premio, raccogliendo le sue impressioni sulla situazione degli attuali piloti Honda ed anche del jolly che in questo momento rappresenta Johann Zarco.

Iniziamo parlando di un pilota che con LCR ha poco a che fare, ma che ha vissuto nel 2019 una stagione terribile, utilizzando la stessa moto con cui Crutchlow è arrivato secondo qui a Phillip Island. Tu che idea ti sei fatto della situazione di Jorge Lorenzo?

"In realtà non sono cose che mi riguardano e non mi permetto di chiedere informazioni né a Kuwata né a nessun altro. Non mi permetto di chiedere quali siano le loro intenzioni, perché mi ripeto, non sono cose che mi riguardano. Quello che posso dire chiaramente è che è un momento difficile del rapporto tra Jorge e la squadra, ma questo è normale perché vedere un 5 volte campione del mondo che finisce ultimo ad un minuto e dodici secondi, mi sembra una cosa veramente deprimente per lui, per la sua immagine".

"VEDERE LORENZO ULTIMO AD OLTRE UN MINUTO E' DEPRIMENTE PER LA SUA IMMAGINE"

Questo il presente. Ma per il futuro? Può andare avanti questa storia per un'intera stagione?

"A Jorge non piace questa moto, aspetterà di vedere come si trova sul prototipo 2020, poi mi aspetto che continui oppure che prima che inizi la stagione possa dire: 'Guardate, non mi trovo con le vostre moto, smetto di correre'. Questa è la mia chiave di lettura, perché non voglio immaginare che Jorge sia disposto a fare un anno intero, che sono 20 gare, per fare sempre ultimo. Non penso sia nell’interesse suo e neanche della HRC".

Se dovesse fermarsi, ci sarebbe pronto Zarco, il pilota che tu hai accompagnato al debutto in sella alla RCV. Come è andata questa presa di contatto tra il francese e la Honda?

"E’ stato molto interessante. Dobbiamo secondo me aspettare anche la gara della Malesia per trarre un primo bilancio, perché qui effettivamente lui ha avuto pochi giri buoni e tutti nella giornata di oggi. C’è stato vento molto forte nella giornata di sabato, venerdì ha fatto qualche giro su asciutto ma faceva molto freddo. Stamattina abbiamo fatto pronti via, 20 minuti di warmup e poi subito le qualifiche".

Perché definisci così interessante il suo debutto? Forse per i commenti sulla moto?

"La cosa davvero interessante è che ogni volta che è sceso in pista è migliorato, ogni volta che è sceso di sella diceva 'Sento che la moto mi permette di più' non si è mai lamentato della moto. Anzi, ha anche commentato l’anteriore della moto dicendo 'la cosa divertente è che tutti dicono che l’anteriore della Honda è difficile e dà poca fiducia, mentre io sento che posso spingere molto di più, la sento ferma sull’anteriore'".

"ZARCO E' RIMASTO STUPITO DALL'ANTERIORE DELLA HONDA, PUO' PUNTARE ALLA TOP TEN"

C'è anche da sottolineare che Johann ha utilizzato la moto di Nakagami, che è una 2018. 

JOHANN ZARCO - PHILLIP ISLAND

"Lui ha la 2018, ha detto anche che ha capito rispetto alle moto che ha guidato in precedenza, che questa è una grande moto da corsa, perché sente che per farla girare bene devi fare delle grandi pieghe ed entrare in curva con il freno in mano. Quindi serve dare molta fiducia all’anteriore. Effettivamente ha detto che gli piace così e che con un po’ più di fiducia potrà stare nei primi dieci". 

Qui a Phillip Island hai raccolto con Crutchlow il miglior risultato della stagione. Merito della pista?

"Phillip Island è un tracciato con delle caratteristiche un po’ particolari. Si vedono sempre delle gare di gruppo, è un circuito molto veloce e anche molto guidato. Non ci sono delle frenate molto importanti, mancano le staccate pazzesche che sono su altre piste, tranne alla curva 4. In realtà il problema che abbiamo avuto quest’anno con Cal è soprattutto gestire la fase della decelerazione, perché sulla moto 2019 che a Marc va benissimo e con cui ha vinto il mondiale, e che giustamente hanno cucito addosso alle sue esigenze, noi non siamo mai riusciti quest’anno a trovare un buon compromesso dell’assetto tra la maneggevolezza e la stabilità in frenata".

"HRC HA GIUSTAMENTE CUCITO LA MOTO ADDOSSO A MARQUEZ, NOI NON TROVIAMO L'ASSETTO PER CRUTCHLOW"

E' in particolare in frenata dunque il problema?

"Si, e Cal poi ha questo problema che si attacca al freno anteriore in modo molto aggressivo e violento, quindi ha una decelerazione tutta basata sull’anteriore, perché lui non usa il freno posteriore se non proprio nell’ultima fase di ingresso in curva, come si vede dal fatto che lui ha sempre la gamba fuori. Questa tecnica causa una scivolata della posteriore che è più marcata rispetto agli altri. E’ chiaro che alzando la ruota posteriore, poi succede che il traction control impazzisce. Non riesce a lavorare in maniera omogenea, perché si ritrova a gestire la ruota posteriore che passa dallo stare sollevata al toccare terra varie volte. Questo rende difficile gestire bene la fase della frenata". 

Pensi che anche Lorenzo abbia avuto difficoltà con questa moto per ragioni simili?

"Io penso che le difficoltà di Lorenzo possono essere imputabili a due fasi. La prima riguarda la prima volta in cui è salito sulla Honda dopo essere sceso da una Ducati e se guardiamo bene, non è andato male. Se guardiamo i tempi fatti a Jerez con la moto 2018, era a qualche decimo da Marc. Era vicino".

E dopo cosa è successo?

"La moto 2019 probabilmente concede meno fiducia e sensibilità ai piloti sull’anteriore, per farla girare ha bisogno di essere forzata in maniera molto decisa, facendola anche scivolare dietro. Jorge forzando ha fatto qualche caduta di troppo all'inizio e dopo ha perso anche la fiducia. Secondo me, analizzando le prestazioni di Jorge, un buon 70% e forse anche 80% dipende dalla mancanza di fiducia e la parte restante dal suo stile di guida su questa moto. Adesso è abbastanza evidente che non ha più fiducia".

"LORENZO A JEREZ ANDAVA BENE CON LA HONDA 2018. POI HA INIZIATO A CADERE CON LA 2019"

Tu per il 2020 sei a posto con entrambi i piloti, invece lo scenario potrebbe cambiare per il 2021, con Crutchlow che sembra in odore di ritiro. Cosa ne pensi?

"E’ vero che Cal ha fatto 34 anni qualche giorno fa ed è vero che lui, come tutti i piloti, quando fanno una certa età e non raccolgono più certi risultati, perdono un po’ la motivazione. Il nostro compito in questo periodo è stato fare di tutto per ridargli motivazione e ritrovare fiducia. Secondo me se continuiamo a fare dei risultati nei primi cinque, come abbiamo fatto a Motegi e qui, dove siamo arrivati secondi anche grazie a quello che è successo a Vinales, ma sarebbe stato comunque un terzo posto, le cose cambieranno".

Quindi l'importante sarà tenere lontana l'idea del ritiro a suon di risultati? 

CAL CRUTCHLOW - PHILLIP ISLAND

"Secondo me se riusciamo a fare delle belle gare e dei podi nel 2020 a Cal ritornerà la voglia di lottare. In realtà non è che non ce l’abbia adesso, solo che magari gli verrà ancora più voglia di restare e magari valutare di rimandare il proprio ritiro. Noi saremmo ben contenti di lavorare con lui". 

Intervista raccolta da Paolo Scalera

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