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MotoGP, Marquez: "Sono sopravvissuto all'inizio, poi ho attaccato sul finale"

"Vinales ne aveva di più ma sono stato bravo a rimanere assieme a lui fino alla fine. La Tripla Corona? Non dipende solo da ma ma anche da Lorenzo"  

MotoGP: Marquez: "Sono sopravvissuto all'inizio, poi ho attaccato sul finale"

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Ancora Marquez. Per l’undicesima volta in stagione il fenomeno spagnolo è salito sul gradino più alto del podio e, vincendo a Phillips Island, si è riservato la possibilità di eguagliare le sue 13 vittorie stagionali del 2014 (quando però in calendario c'era una gara in meno). Con il mondiale chiuso già a Buriram, cosa spinge Marquez a prendersi ancora rischi in questa stagione?

“L’ho detto subito dopo aver vinto il titolo che l’obiettivo sarebbe stato quello di salire sempre sul podio nelle ultime gare. Non mi sarei aspettato di vincerne due di fila e vedremo cosa succederà a Sepang e Valencia”.

Proprio come mostrato a Buriram, contro Quartararo, in Australia Marquez è rimasto alle spalle del suo avversario, in questo caso Vinales, per tutta la gara sferrando l’attacco solo nel finale dopo aver studiato tutti i punti deboli del rivale. 

“Oggi la differenza fra me e Vinales era ampia - ha detto Marquez - Sia nelle qualifiche che nel Warm up mi sono reso conto che aveva qualcosa in più di me. Però ero consapevole del fatto che, se fossi sopravvissuto i primi giri dietro di lui, avrei potuto seguirlo fino alla fine. E’ andata bene perchè è stato proprio quello che è successo. Abbiamo lottato fino alla fine. All'ultimo giro sono riuscito a sorpassarlo nell'unico punto dove sarebbe stato possibile: il rettilineo. In tutto il resto della pista riusciva a scappare e quindi avevo a disposizione solo quella parte di circuito”. 

La scelta della gomma morbida al posteriore è stata vincente?

“Nel finale di gara i pneumatici pattinavano molto - ha detto Marc - e questa è una delle piste che fa degradare maggiormente il posteriore. La decisione di montare la morbide è stata presa in relazione alla strategia: stare dietro e sopravvivere fino all’attacco nel finale”.

Vincere all’ultimo giro sta iniziando a piacerti. E’ una sorta di vendetta per le gare perse contro Dovizioso e Rins? 

“Fortunatamente per tutto l'arco della mia carriera sono sempre stato forte nei corpo a corpo. I punti e le gare che ho perso contro Dovi e Rins all'ultima curva sono da analizzare per capire che cosa è successo e se veramente i miei avversari erano più velici di me". 

Quelle sconfitte hanno cambiato qualcosa in te nell’approccio agli ultimi giri di gara?

“No, sono rimasto sempre me stesso - ha detto Marquez - la mia aggressività e la fantasia sono rimaste,  ma il segreto è la velocità: se ne hai abbastanza puoi provare a sferrare l’attacco, e scappare, in caso contrario no”. 

Dietro di te, nel disperato tentativo di recuperare la posizione  è caduto Vinales, regalando il secondo posto a Crutchlow. Hai visto la caduta?

"Solo un replay poco fa. Sapevo che Maverick ci avrebbe provato e sapevo anche dove, sono stato bravo a e a chiudere la porta”. 

Con il mondiale piloti e quello costruttori già conquistati con largo anticipo a Marquez e alla Honda manca solo il titolo introdotto dalla Dorna per premiare le squadre. Attualmente il team HRC è a 1 punto dalla Ducati. E molti si domandano se Marquez riuscirà a portare a casa la “Tripla Corona” correndo praticamewnte da solo, vista la situazione del compagno di squadra Lorenzo.

“Io sto lavorando nel mio box, ma vincere il campionato team non è un impresa da compiere da soli. C’è Jorge Lorenzo che sta passando un momento difficile ed è il primo che vuole migliorare, per se stesso e per la squadra. Guidare una MotoGP è divertente , ma nelle sue condizioni ti fa soffrire. La Honda è una moto completa, capace di vincere”. 

Ci sono novità per il 2020?

“Vedremo che cosa arriverà di nuovo, il mio lavoro ora è pensare al 2019”.

Oggi tuo fratello Alex non è riuscito a sfruttare il primo match point per laurearsi campione del mondo per la seconda volta, cosa non è andato, troppa pressione?

“In questo circuito Alex non si è mai trovato bene e oggi ha sofferto molto in gara ma è stato in grado di concluderla. Qui non è mai stato al 100% e noi stiamo cercando di aiutarlo nel modo migliore possibile”. 

Audio raccolto da Paolo Scalera

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