MotoGP, Agostini: "giusto fermare le qualifiche, col vento troppo pericolo"

"Hanno fatto bene perché in queste condizioni non si poteva provare con sufficiente sicurezza. Il pericolo non è la velocità ma le folate  improvvise che ti portano fuori traiettoria"

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La decisione di annullare le qualifiche e, eventualmente, disputarle domenica non ha colto di sorpresa Giacomo Agostini, venuto in Australia per 'officiare' in una cena di un club dedicato alla MV Agusta.

"Hanno fatto bene perché in queste condizioni non si poteva provare con sufficiente sicurezza - ha detto il 15 volte iridato - non è questione solo della potenza delle MotoGP. Ai miei tempi magari facevamo 270 Km/h, ma il problema non è la velocità. La Moto2 fa 290 e nella classe regina si raggiungono i 340 ma il pericolo viene dalle folate di vento. Se fosse costante si potrebbe girare, ma così, come ha dimostrato la caduta di Oliveira, una ventata ti può spostare di due metri portandoti fuori pista".

Ai suoi tempi Agostini è stato fra i primi a preoccuparsi della sicurezza. Ed era un periodo diverso da quello attuale.

" Per i piloti inglesi,  soprattutto, era normale rischiare di morire. Ma io ad un certo punto mi sono impuntato e ho fatto saltare il TT. E ne avevo vinti 10, prima. Certo mi è rimasto nel cuore, ci vado ancora, ed oggi è diverso: è diventata una corsa internazionale e corre solo chi vuole. Prima era una gara di campionato del mondo, bisognava andare".

Il repertorio di ricordi di Giacomino è ricco di aneddoti.

"Una volta, al vecchio Nurburgring, Alberto Pagani si fermò e si mise in mezzo alla strada per fermarci tutti: aveva cominciato a nevicare. Non posso pensare a cosa sarebbe successo se non lo avesse fatto. Se non guardi al rischio, all'epoca c'erano piste meravigliose. Anche Francorchamps lo era, ma non non potevi permetterti di cadere".

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