Ducati: Streetfighter V4? Rapporto peso/potenza da vera sportiva

Parla Gianluca Zattoni, project manager motori Ducati: "Abbiamo rivisto alcuni dettagli per rendere il V4 più godibile su strada. L'elettrico? La tecnologia non ancora è matura"

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E' stata la novità che, al momento, ha più fatto clamore in questo ultimo scorcio del 2019. La Streetfighter V4 si presenta come il punto di riferimento in termini di prestazioni dichiarate, con un rapporto peso potenza da far rizzare i capelli. Sono 208 i cavalli, in configurazione standard (si arriva a 220 CV con scarico full Akrapovic) con un peso a secco di 178 Kg. Numeri da vera racer, applicati però ad un manubrio alto. Alla base di questi numeri c'è il progetto Panigale, con il Desmosedici Stradale che oggi (e dal prossimo futuro) vediamo applicato in diverse applicazioni: sportive, ma anche sport tourer con il debutto il prossimo anno della Multistrada V4.

Ma cosa possiamo attenderci ancora dal 4 cilindri a V?

"Quando abbiamo iniziato a sviluppare questo nuovo motore, l’intento fondamentale era quello di tornare ad essere competitivi in SBK ed in generale con il prodotto sportivo. Alla luce delle sue possibilità offerte, abbiamo deciso di utilizzarlo anche su una naked, che ha una degna continuità con le moto sportive, in particolare modo per il grande rapporto peso/potenza che offre." A parlare è Gianluca Zattoni, project manager motori di Ducati, che ci spiega anche il lavoro fatto sulla attuale unità V4 della Streetfighter.

"E’ stato ovviamente rivisto per la naked rispetto alla Panigale, con una trasmissione finale diversa, accorciata, ed un diverso disegno dei cornetti di aspirazione. Questo per avere una moto che offre una spinta più corposa ai regimi medi ed ai bassi. Diciamo che c'è stato un irrobustimento della spinta in un range compreso tra i 3000 ed i 7000 giri."

Come ovvio il motore V4 sta togliendo "spazio" al bicilindrico. Cosa resterà nel prossimo futuro, quali applicazioni potrà avere?

" Il V2 è un motore che fa parte della nostra tradizione, ed è un motore che offre ancora parecchie possibilità. Ha dalla sua il vantaggio di consentire di realizzare moto con sezioni ridotte, quindi ha ancora molto da offrire."

Nel 2020 debutta la Multistrada V4, sarà un concetto nuovo, un affiancamento alla 1260 attuale o andrà a sostituirla?

"La strategia per noi è quella di avere moto “coppiose”, performanti. Se sarà con il V2 o il V4 non farà differenza."

Si parla di motore elettrico, anche se attualmente ci sono diverse diffcoltà sulle moto ad applicare questa tecnologia

"Il mondo automotive in generale si rivolge sempre più alla motorizzazione elettrica. Da questo punto di vista siamo un po’ alla finestra, non c’è una tecnologia matura che rende conveniente adottare la propulsione elettrica su una moto. Per avere prestazioni alla pari con le moto attuali  in termini di potenza coppia ed autonomia, si sacrificherebbe troppo la guida, causa il peso eccessivo delle batterie. Ci sono aziende che stanno sperimentando in questo senso, anche noi abbiamo fatto i nostri studi ed indagini, ma al momento non riteniamo la tecnologia sufficientemente matura per dare ai nostri clienti una moto elettrica Ducati."

C’è una fascia di mercato che piano piano sta salendo la china, quella delle piccole cilindrate. I costruttori italiani sono stati grandi protagonisti in passato con le motoleggere 125. C'è la possibilità di vedere anche Ducati in futuro impegnata sulle medio/piccole 125/300?

"Dalle indagini fatte abbiamo notato che in effetti il numero di Patenti A (A1, A2) sta aumentando. Questo sconfessa un po’ chi dice che i giovani siano distratti dalle due ruote. Se mi chiedi una moto sportiva Ducati di piccola cilindrata …be'…perché no!? Staremo a vedere…"

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