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MotoGP, Dovizioso: "Se non sono contento per un 3° posto, ci sono problemi"

"A inizio gara ero frustrato, fatico quando c'è aderenza. La differenza l'ha fatta la mia testa e ho preso tantissimi rischi per cercare di prendere Quartararo"

MotoGP: Dovizioso: "Se non sono contento per un 3° posto, ci sono problemi"

Se penso al finale della gara ho delle sensazioni bellissime, ero molto veloce e sono deluso per non essere riuscito ad arrivare 2°. Se invece penso all’inizio, è frustrante essere stato in difficoltà” così parlò Dovizioso sceso dal podio a Motegi. Il pilota della Ducati è stato protagonista di una gara a due facce, incapace di imporre il proprio ritmo nella prima parte e (quasi) irresistibile a pochi giri dalla fine.

Come ci spieghi questa trasformazione?

È stata una gara strana e prima della partenza avevo tanti punti interrogativi, sulle gomme e sull’assetto, è stato stressante trovare le risposte. Prima di iniziare il fine settimana pensavo di potermi giocare la vittoria qui, dopo il warm up non mi sentivo bene in sella. Alla fine non pensavo di ottenere il 3° posto, devo essere contento, anche il distacco dai primi è stato piccolo”.

Però non sembri particolarmente felice…

Ho faticato troppo nella prima parte di gara, quando c’era tanta aderenza. È la stessa cosa che ci succede nei turni di prove e non mi permette di stare nelle prime posizioni. Sicuramente è un problema da analizzare, se vedo come sono andato a fine gara, quelle difficoltà iniziali mi rendono un po’ deluso”.

È stata una gara difficile da gestire?

In certi momenti devi rimanere calmo, perché cercare di essere più veloce di quelle che sono le tue possibilità semplicemente non funziona, anzi peggiora solo le cose. La differenza la fa la testa, devi capire come gestirti, lo avevo già fatto ad Aragon, altrimenti vai nel panico. Ho iniziato a guidare dolcemente, senza prendere troppi rischi. Seguire Morbidelli mi ha aiutato a essere più fluido e a capire quali fossero i miei punti di forza. Questa strategia mi ha permesso di fare il mio passo quando il grip è calato e la situazione migliorata”.

Il cambio di passo è stato sorprendente.

Perché ho preso tantissimi rischi in frenata e non so se fosse la cosa più intelligente da fare, una caduta mi avrebbe tolto punti importanti in campionato. Però mi sentivo bene sulla moto e l’ho fatto. Speravo di riprendere Fabio, ero così concentrato che pensavo mancava un giro in più alla fine. Sarebbe stato oro per me”.

Hai temuto Vinales a un certo punto?

Con Maverick non sapevo quale strategia usare, perché non gli ero mai stato dietro. Sentivo che era veloce a centro curva e che cercava di attaccarmi, ma riuscivo a chiudere le porte e fermarlo nelle curve lente ma non in quelle più veloci. Lui, però, aveva scelto la gomma morbida e quando sul finale ho spinto non ha potuto seguirmi”.

La media al posteriore è stata la scelta giusta per te?

Assolutamente, del maggiore grip nei primi giri non me ne sarei fatto nulla. Ho fatto bene anche a montare la morbida all’anteriore, è uno pneumatico che può funzionare sulla Ducati in alcune piste, a patto di adattare il proprio stile di guida. L’ho fatto e sono riuscito a essere veloce”.

Guardando la classifica, Ducati sembra vivere una situazione simile a quella di Honda: solo tu, come fa Marc, salvi il fine settimana. Ti rende soddisfatto?

È dal ritorno dalla pausa estiva che succede, ma questo dato a me non serva a nulla, al contrario di chi analizza le gare dall’esterno. A me non cambia niente se Petrucci mi arriva attaccato o a 10 secondi, so valutare che tipo di gara lui abbia fatto a prescindere dai numeri. È stupido dire quando Danilo sta con me allora la Ducati va forte. Petrucci nella prima metà della stagione ha fatto delle cose speciali, che poi non gli sono più riuscite. Io ho continuato a lavorare ma in modo diverso e sono riuscito a portare a casa risultati. Io non sono soddisfatto se do più o meno secondi ai mei compagni di marca, me ne frega poco, so di cosa ci sia bisogno e cosa si debba migliorare, a prescindere da queste cose. Se una gara come questa non mi rende felice ci sono dei motivi precisi”.

 Con 55 punti di vantaggio su Rins, almeno il 2° posto in classifica sembra essere in cassaforte.

Ho un buon vantaggio, ma dovrò essere intelligente nelle prossime gare, su piste che non sono le migliori per noi”.

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