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MotoGP, Rossi 'perde' un dito: "ora freno meglio"

Valentino a Motegi ha iniziato a usare solo due dita sulla leva: "meno stressi la forcella e meglio si ferma la moto. Contento del 5° posto, ma è presto per capire se ho risolto i miei problemi"

MotoGP: Rossi 'perde' un dito: "ora freno meglio"

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Chi lo ha detto che non si può cambiare a 40 anni? Almeno per Valentino si può e, come ci aveva preannunciato ieri, oggi a Motegi ha iniziato a modificare il suo stile di guida. Il Dottore ha individuato il punto debole nella frenata e ha cercato di capire come migliorarlo. L’idea è quella di usare un dito in meno, passando dai 3 a cui era abituato a 2, per migliorare questa fase della guida.

È da un po’ di tempo che volevo provarci, ma non è così semplice cambiare dopo tanti anni. È un po’ come realizzare un tiro da 3 punti per un giocatore di basket - racconta con un sorriso - Come ho detto, ho voluto lavorare su qualcosa di diverso e ci stiamo provando. Anche perché le moto sono cambiate negli ultimi anni e dobbiamo adattarci”.

Nella foto si vede chiaramente come Valentino stia usando solo 2 dita sulla leva del freno

Ma, in pratica, che cosa cambia?

Aiuta a non dare carico alla forcella troppo rapidamente, quindi la si mette meno in crisi perché la staccata diventa più dolce” la spiegazione di Rossi.

C’è quindi una motivazione tecnica, anche se poi ogni pilota sceglie quante dita usare. Stoner, per esempio, utilizzava solo il medio.

Anche mio fratello Luca usa un solo dito, lo stesso Marquez, ogni pilota ha il suo stile - continua Valentino - L’importante però, con le moto di oggi, è non metterle in crisi, in un certo senso bisogna frenare meno per frenare di più, perché mettendo meno pressione sul freno la moto si ferma meglio. Questo perché negli ultimi anni sono cambiate parecchie cose, dalle gomme all’intervento del freno motore”.

Anche il freno posteriore è diventato centrale nella guida.

Sì, negli ultimi tempi è diventato molto importante - conferma - In passato lo si usava praticamente solo quando si arrivava un po’ lunghi in curva, mentre ora i giovani lo usano molto”.

Il Dottore continua a imparare dalle nuove leve e sembra esserci ancora una volta riuscito, come dimostra il 5° tempo nella prima giornata a Motegi. Anche se ottenuto sul filo di lana.

Ci eravamo tenuti un po’ di tempo a fine turno per l’attacco al tempo, ma ne abbiamo perso a causa di un problema ai freni sulla prima moto - spiega Rossi - Quindi ho dovuto usare la seconda, che aveva un assetto leggermente diverso e sono riuscito a non prendere la bandiera a scacchi per pochi secondi. Ho poi fatto un buon giro ed è molto importante essere nei primi 10 considerato che domani pioverà”.

Valentino ha anche deciso di fare un passo indietro sulla M1, abbandonando il forcellone in carbonio e il doppio scarico che aveva usato negli ultimi GP.

Non siamo ancora pronti per montarli in gara - spiega - Ci serve più tempo per lavorare su queste componenti ed è quello che non abbiamo nei fine settimana del Gran Premio. Lo faremo con calma questo inverno. Comunque oggi è stata una giornata abbastanza positiva, avevo un buon passo anche con le gomme usate, ma è ancora presto per capire se ho risolto i miei problemi di trazione, probabilmente lo scoprirò solo domenica - sorride - L’obiettivo è essere alla stesso livello di Vinales e Quartararo, cosa che ultimamente non mi è riuscita”.

La Yamaha, comunque, si sta rivelando competitiva anche a Motegi. Sono 4 le M1 nei primi 6 posti, il trend continua a essere positivo.

Sono cambiate molte persone chiave in Yamaha, i giovani ingegneri spingono molto e si è capito che era necessario uno sforzo sul piano tecnico - commenta Valentino - Credo e spero che ci serva solo un po’ di tempo per diventare ancora più competitivi”.

Per il 2020, il motore sarà il sorvegliato speciale.

“Per i nostri ingegneri non sarebbe un problema trovare più potenza, ma l’importante in MotoGP è l’erogazione, avere una moto facile da guidare - sottolinea Rossi - Per fare entrambe le cose ci vogliono tempo, soldi e persone. Io credo che Yamaha sia in grado di fare tutto ciò che vuole e mi sembra che abbiano capito che dobbiamo migliorare”.

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